Venezia, 14 febbraio 2026 – Potrebbe aprirsi una nuova fase nella gestione del post-pandemia in Veneto. Il consigliere regionale Riccardo Szumski (Resistere Veneto) ha annunciato oggi un importante passo avanti verso l’istituzione di ambulatori specialistici pubblici dedicati ai cittadini che lamentano effetti avversi a seguito della vaccinazione anti Covid-19.
L’annuncio arriva dopo un confronto diretto tra Szumski e l’Assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, che si è mostrato disponibile a valutare concretamente il progetto.
Secondo quanto dichiarato da Szumski, la proposta nasce da una necessità sociale non più procrastinabile. I nuovi ambulatori avrebbero il compito di colmare un vuoto assistenziale per coloro che, a distanza di tempo, dichiarano problemi di salute correlati alla profilassi vaccinale.
Gli obiettivi della struttura:
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Censimento e Diagnosi: Identificare e mappare i casi sul territorio regionale.
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Presa in carico: Offrire percorsi di cura a chi oggi non trova risposte nei canali sanitari ordinari.
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Assistenza diretta: Rispondere alle numerose segnalazioni giunte ai consiglieri regionali da parte di cittadini che chiedono di non essere lasciati soli.
Il nodo dell’autonomia regionale
Un punto centrale della proposta di Szumski riguarda l’indipendenza operativa di questi centri. Il consigliere ha espresso chiaramente la volontà di gestire le valutazioni a livello regionale, bypassando, dove possibile, gli organismi nazionali.
“Auspico che le valutazioni siano fatte sul campo e a livello regionale — ha sottolineato Szumski — e non attraverso organismi nazionali di cui sappiamo già la sottostima del fenomeno e la ritrosia a valutazioni concrete.”
Cosa succede ora?
L’apertura dell’Assessore Gerosa segna l’inizio di una fase di valutazione tecnica. Il progetto dovrà ora passare al vaglio degli uffici competenti per verificarne la fattibilità economica e organizzativa all’interno del Servizio Sanitario Regionale.
Se l’iter dovesse procedere, il Veneto diventerebbe una delle prime regioni a strutturare un percorso pubblico interamente dedicato a questa specifica categoria di pazienti, rispondendo a una pressione politica e sociale che Szumski definisce ormai “evidente”.
