Preparate i fazzoletti, ma non per le lacrime, bensì per asciugarvi le risate! L’Almanacco di Bellunopress vi presenta una storia talmente assurda che sembra uscita da una barzelletta.
Il tre agosto del 2023 un lussuoso veliero battente bandiera con la scritta Nevegal 365, proveniente dal Mediterraneo, dopo aver tentato l’approdo in vari blasonati porti europei come Londra, Parigi, Madrid, Lisbona, Berlino, Atene, trova finalmente accoglienza al porto fluviale del laghetto del Nevegal. Il suo equipaggio viene accolto con gli onori e il cerimoniale riservato alle autorità e alle rappresentanze diplomatiche. Tant’è che a Palazzo Rosso, sede dell’amministrazione comunale di Belluno, quel 3 agosto del 2023 sedevano al tavolo i rappresentanti del Comune di Belluno, della Provincia di Belluno e della Regione del Veneto. Durante la conferenza stampa organizzata per il comandante del lussuoso veliero con il suo equipaggio e le istituzioni, vennero fornite dai rappresentanti del Comune di Belluno ampie garanzie sulle qualità integerrime dell’equipaggio, avvallate dalle istituzioni dello Stato. Insomma, nessun marinaio aveva precedenti penali. Nel corso di quella surreale conferenza fiume, durata oltre un’ora, venne illustrato ai giornalisti il “Progetto Nevegal”. Venne altresì assicurato che il veliero con il suo equipaggio portava con sé un carico di 60 milioni di euro da investire sul Colle bellunese. Venne quindi sottoscritto un protocollo d’intesa, con il sindaco e l’assessore in rappresentanza del Comune di Belluno e il comandante del veliero Nevegal365. Una carta che altro non era che un contenitore vuoto dentro il quale si sarebbe potuto mettere di tutto. Poco male: chi non ha mai firmato un accordo che è in realtà un magnifico e innocuo nulla cosmico? Dopo qualche mese i milioni lievitarono da 60 a 100, perché 40 in più o 40 in meno che volete che sia. Cifra tonda, aggiudicato a cento milioni signori. Denari controllati da società estere operanti in fondi internazionali d’investimento. Tutti a disposizione di progetti di infrastrutture per il rilancio del Nevegal. Cose mai viste prima d’allora. A chi si presenta con un biglietto da visita da 100 milioni si deve rispetto. Infatti, alle perplessità dell’operazione prevalse il rispetto, il silenzio e una cauta attesa. Come dire, vediamo se davvero è tutto vero. Passano i mesi e poi gli anni. Dopo quasi due anni, tra silenzi e rassicurazioni arriviamo al “si salvi chi può”. Il lussuoso veliero con bandiera Nevegal 365 si inabissa nelle placide acque dell’esotico laghetto del Nevegal, con il suo carico prezioso da 100 milioni in lingotti d’oro e banconote contanti. Tesoro mai più ritrovato. Chissà. Ma la storia non finisce qui. Fortunatamente l’equipaggio è salvo. Anzi, è proprio grazie all’equipaggio che la stessa Città di Belluno si è salvata da un’ondata gigantesca di tracimazione che avrebbe sicuramente travolto le sue istituzioni. Perché quel tesoro, a detta di due marinai pentiti, o forse erano solo due mozzi, reclutati per entrare a Palazzo Rosso dalla porta principale con gli onori. Che, accortisi di essere finiti in un gioco più grande di loro, ingranano terrorizzati la retromarcia e dichiarano che quei 100 milioni sono provenienti da operazioni di riciclaggio di denaro. Dove e da chi l’hanno saputo? Lo sapevano già? Ma non erano tutti verificati dalle istituzioni i profili dei marinai? Mah! Forse, pensandoci bene, è per questo che il veliero non trovò altri porti disposti ad accoglierli, se non quello di Belluno, grazie ai prodi mozzi. Questo, insomma, è successo, almeno secondo il racconto dei sopravvissuti al naufragio, che ora recitano la parte degli eroi.
Fine della storia. E vissero tutti felici e contenti e inamovibili. Ogni riferimento a fatti o persone non è puramente casuale, ma assolutamente reale. Qui di seguito i link agli articoli clou della storia vera pubblicata.
Roberto De Nart
Nevegal. Presentato il grande progetto di rilancio del Colle. Un piano di 60 milioni di euro
