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Veneto Lavoro: uno sguardo sull’applicazione dei contratti collettivi nel mercato regionale

Venezia, 8 aprile 2025 – Nell’ambito del dibattito sempre più acceso sulla qualità dell’occupazione e sul diffondersi di carriere segnate da bassi redditi, l’Osservatorio Mercato del Lavoro di Veneto Lavoro ha avviato una nuova linea di ricerca dedicata all’analisi dell’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) nei rapporti di lavoro dipendente privato attivati negli ultimi due anni nella regione.

Dalle prime evidenze emerge un dato rassicurante: la quasi totalità delle assunzioni effettuate in Veneto nel 2023 è stata regolata da un CCNL ben definito. L’approfondimento settoriale mostra che, mediamente, in ciascun comparto economico vengono applicati circa tre contratti collettivi distinti. Tuttavia, non mancano ambiti in cui la varietà contrattuale è ancora più marcata, con la presenza di sei o sette CCNL differenti. Resta contenuta, al di sotto del 2%, la quota di rapporti di lavoro per i quali non risulta alcun contratto collettivo applicato.

La distribuzione delle assunzioni per contratto collettivo evidenzia una forte concentrazione su pochi CCNL. In particolare, nel 2024 poco più di un terzo di tutte le nuove attivazioni – spesso di brevissima durata – è riconducibile a tre contratti principali: quello per i dipendenti delle aziende del settore Turismo, il CCNL del Terziario della Distribuzione e dei Servizi e quello per gli operai agricoli e florovivaisti.

Altro elemento di rilievo riguarda la rappresentanza sindacale. La quasi totalità delle assunzioni effettuate nel corso del 2024 – ben il 93% – fa riferimento a contratti sottoscritti dalle principali sigle sindacali confederali, confermando un tessuto contrattuale generalmente solido e condiviso.

In conclusione, sebbene le situazioni contrattuali marginali o prive di riferimenti chiari rimangano limitate, esse meritano comunque attenzione. Le prossime fasi dell’indagine cercheranno di comprendere quanto l’assenza di tutele sia imputabile a contratti deboli o, piuttosto, a pratiche datoriali discutibili adottate pur nel rispetto formale di un CCNL. L’obiettivo sarà quello di valutare l’effettiva capacità della contrattazione collettiva di fungere da scudo a tutela della qualità del lavoro e della corretta gestione dei rapporti occupazionali.

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