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Un’amicizia fatale. Il sabotaggio del gasdotto Nord Stream – Seconda parte

(immagine: Contropiano.org)

La dichiarazione di Kissinger sulla fatale sorte riservata agli amici degli Stati Uniti trova molte conferme nella guerra attualmente in corso tra la NATO e la Russia.

La più inaspettata e la più significativa (in particolare per quelli che ritengono i Paesi Europei della NATO alleati in un rapporto paritario con gli USA) è stata preceduta dalla intervista su ABC News del 7 febbraio 2022 e sul SOLE 24 ORE dell’8 febbraio 2022 in cui il presidente Biden si espresse esplicitamente circa la sorte riservata al sistema Nord Stream:
nel Mar Baltico si è verificato infatti un disastro ambientale con la liberazione di 150.000 tonnellate di gas metano. (Ricordiamo che l’effetto serra del metano è 28 volte maggiore della CO2, ma la sua molecola si decompone fortunatamente in circa 12 anni mentre la CO2 in circa 1000 anni). Era il 27 settembre del 2022, (7 mesi dopo le dichiarazioni di Biden) ed era stato sabotato il duplice gasdotto tra la Russia e la Germania. Con inaspettata sagacia il New York Times titolava “Sospetto sabotaggio Russo” poiché naturalmente il primo sospettato poteva essere soltanto lo stato che l’aveva costruito e che lo gestiva come fonte di reddito! Concludeva con commenti sugli attacchi che dimostravano l’aggressione russa contro l’Europa. Egualmente l’inglese Telegraph titolava “Mappa del sabotaggio del Nord Stream: come Putin avrebbe potuto effettuare l’attacco” Il Guardian titolava” Nuova fase di guerra ibrida” contro l’Europa” con l’accusa alla Russia di sospetto sabotaggio.

Il progetto del gasdotto era partito nel 1997 con la società russo-finlandese North Transgas Oy per la costruzione di un gasdotto dalla Russia alla Germania attraverso il mar Baltico. La società nel 2005 diventa North European Gas Pipeline Company e inizia la costruzione del condotto. Nel 2006 la società viene ridenominata Nord Stream AG e attraverso una complessa sequenza di progetti e di collaborazioni il 6 settembre 2011 viene immesso gas per la prima volta nella prima conduttura. Il condotto viene inaugurato dalla cancelliera tedesca, dal presidente russo e dal primo ministro francese. La costruzione della seconda linea termina nell’agosto 2012.
Nel settembre del 2022 quattro diverse esplosioni a distanza di circa 80 Km e di 17 ore fanno saltare i due gasdotti, liberando il metano vicino all’isola di Bornholm in territorio svedese. Il giornale svedese Express con un drone sottomarino documenta i danni di una violentissma esplosione che ha distrutto per un tratto di 50 metri il gasdotto. Due anni dopo ecco la conclusione riportata dai media nell’agosto del 2024 e pubblicata da Wikipedia:”….mandato di arresto europeo per un cittadino ucraino, sospettato di aver utilizzato lo yacht Andromeda insieme ad altri due per sabotare i gasdotti in quattro diversi punti alla profondità di 80 m. Il sospettato sarebbe fuggito in ucraina dal territorio polacco. La cronaca parla di un 41enne Rustem con affari che vanno dai maiali alle pompe di calore a bordo di una barca a vela di 15 metri noleggiata in Germania. Si ritiene possibile che gli incursori abbiano usato un sonar acquistato sul mercato civile, come quelli per la pesca. Una operazione che potrebbe aver coinvolto un manager, qualche collaboratore esterno, due marinai, tre subacquei e un medico. (Giornalisti Andrea Marinelli e Guido Olimpio” Un’altra ipotesi riguardava il colonnello ucraino, Roman Cervinskyi. Naturalmente ciascuno può credere alla storiella di uno yacht privato con mezzi approssimativi in grado di effettuare una tale operazione in quattro punti lontani circa 80 km e alla profondità di circa 80 metri in uno spazio temporale di circa 17 ore. A me sembrano piuttosto significative le parole di Biden nella intervista sopra citata e riportata su internet:
Pres. Biden: “se la Russia invade non ci sarà più un Nord Stream 2. Porremo fine a tutto questo”
Reporter: “ma come farete, esattamente…….il progetto è sotto il controllo della Germania”
Pres. Biden: “lo prometto, lo faremo”.

La pistola fumante, dice Alessandro Scassellati, è la presenza navale statunitense sul luogo appena prima delle esplosioni con una flotta di 3 navi e una dotazione di veicoli subacquei senza pilota. Inoltre molto prima del conflitto con l’Ucraina gli Stati Uniti si sono opposti al gasdotto e hanno usato tutte le loro risorse diplomatiche per impedire che entrasse in funzione allo scopo di evitare che la Russia potesse trarne vantaggi. La situazione dopo il sabotaggio è del tutto a favore degli USA che vendono a caro prezzo il loro gas liquefatto all’Europa e chiarisce l’allineamento senza condizioni dei media nazionali e internazionali della NATO alle posizioni del N.Y.T. Questo episodio di gravissima portata dovrebbe indurci a valutare e comprendere le motivazioni della politica USA fin dalla fine del Patto di Varsavia e dall’inizio della globalizzazione. La logica politica vorrebbe che dopo la fine del Patto di Varsavia si realizzasse anche la fine della Nato, voluta per contrastare il mondo comunista. Il comunismo ora è finito e anzi la Russia aveva allora proposto di entrare nella comunità europea, per dimostrare che non coltivava intenzioni bellicose malgrado i moniti del politologo George Kennan e di Mc Namara fin dal 1996 Clinton dichiarò di voler espandere la NATO nei territori dell’ex Patto di Varsavia ed entro il 2004, con le presidenze Clinton e Bush, Polonia, Ungheria, Paesi Baltici, Cecoslovacchia, Romania e Bulgaria entrarono nella NATO.
Putin, (dopo che era stata rifiutata la sua proposta di entrare nella Comunità Europea) oltre che in numerose dichiarazioni ai leader europei, nella intervista con David Frost nel 2000 e con Oliver Stone nel 2017, dichiarò che non si dovevano superare i confini dell’Ucraina. Come dice Pier Giorgio Odifreddi “L’invasione russa dell’Ucraina del 24 febbraio 2022, che segna l’inizio di un nuovo periodo buio nelle relazioni tra l’Occidente e il resto del mondo, è stata dunque una tragedia annunciata che Putin ha cercato di scongiurare fino all’ultimo”

Ma di tutto questo che cosa hanno scritto i nostri giornaloni?

Vedi anche Benjamin Abelow: “Come l’Occidente ha provocato la guerra in Ucraina” con la prefazione di Luciano Canfora: “Chi è il vero responsabile del ritorno della guerra in Europa? Secondo il mantra della narrazione occidentale dominante, c’è un solo e unico colpevole: Vladimir Putin, novello Hitler, che avrebbe invaso l’Ucraina senza alcuna motivazione, se non quella di un violento e sfrenato espansionismo.
Ma è lecito porsi ulteriori dubbi. In realtà, secondo lo storico americano Benjamin Abelow, sono gli Stati Uniti e la NATO a essere i principali responsabili della crisi ucraina. Attraverso una storia trentennale di decisioni politiche sbagliate e di provocazioni, iniziate durante la dissoluzione dell’Unione Sovietica, Washington e i suoi alleati europei hanno posto la Russia in una situazione considerata insostenibile da Putin e dal suo staff militare”.
Abelow dà voce ad autorevoli analisti politici, militari e funzionari governativi degli Stati Uniti – tra questi John J. Mearsheimer, Stephen F. Cohen, George F. Kennan, Douglas McGregor – per mostrare in modo chiaro e convincente come l’Occidente abbia innescato il conflitto ucraino, mettendo i propri cittadini e il resto del mondo di fronte al rischio reale di una guerra nucleare

Ricordiamo quale sia l’idea su cui poggia l’organizzazione delle Nazioni Unite istituita il 26 giugno 1945 a San Francisco: Le guerre sono illegali…I membri devono astenersi nelle loro relazioni internazionali dalla minaccia o dall’uso della forza………… Nel suo libro “le Guerre illegali della NATO” Daniele Ganser enumera le principali 12 guerre illegali della Nato dalla guerra contro l’Iran del 1953 alla ininterrotta guerra contro la Siria fino al 2015.Il nuovo presidente americano Donald Trump dichiara di voler porre fine alla guerra in Ucraina e Putin sembra essere interessato a questa soluzione. Contiamo su di loro!

Filiberto Dal Molin

precedente articolo al link: https://www.bellunopress.it/2024/11/09/unamicizia-fatale/

 

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