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martedì, Maggio 21, 2024
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Cena sociale della riserva di caccia di Cortina, premiati i migliori trofei della stagione venatoria

Sabato scorso, 4 maggio, si è tenuta la tradizionale cena sociale della riserva alpina di caccia di Cortina. Un appuntamento che negli anni è diventato un momento di gala e che quest’anno – allo Chalet Tofane – ha avuto oltre un centinaio di partecipanti, tra cui la consigliera regionale Silvia Cestaro, il presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin, il presidente del distretto venatorio del Cadore Paolo Zanetti, i presidenti di tutte le riserve del distretto venatorio Valboite, oltre a rappresentanze dei ladini di Ampezzo e degli Schutzen.

Prima della cena sono stati esposti tutti i trofei di caccia della stagione venatoria appena trascorsa. E il presidente della riserva, Bruno Menardi, ha tracciato un bilancio dell’annata di caccia, concentrandosi sul passato recente (con l’attivazione del centro di raccolta della carne di selvaggina, nella nuova sede della riserva) e sul futuro (con la prossima assemblea Uncza, l’Unione nazionale cacciatori zona Alpi). Proprio il tema della raccolta e stoccaggio della selvaggina, e quindi della filiera della lavorazione delle carni, è di grande interesse, in quanto può diventare un esempio virtuoso di economia e valorizzazione del territorio.

«La riserva di Cortina ha dimostrato negli anni che la corretta pratica venatoria è un mezzo fondamentale di gestione del territorio» ha detto Paolo Zanetti. «L’alleanza con il mondo venatorio che abbiamo costruito in decenni di collaborazione si è dimostrata molto efficace e oggi serve anche a rispondere alle esigenze del mondo agricolo» ha aggiunto il presidente della Provincia, Roberto Padrin. Da parte della Regione, massima collaborazione: «I cacciatori sono i primi alleati dell’ambiente e della gestione del paesaggio» ha detto la consigliera Cestaro.

Durante la cena sono stati premiati anche i migliori trofei. Per il cervo maschio, primo premio a Fabrizio Sorarù, davanti a Davide Bachmann e Simone Cordella. Per il capriolo maschio, Moreno Sorarù ha vinto il primo premio, superando Antonio Angaran e Francesco Zanotto. Primo premio a Guido Michielli per il camoscio femmina, con una capra di 14 anni (davanti a Carlo Michielli ed Erik Zandomenego, con animali rispettivamente di 13 e 12 anni). Infine, unico premiato per il camoscio maschio Davide Bachmann.

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