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martedì, Aprile 16, 2024
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Escort rumena 51enne accumula quasi 3 milioni e mezzo in 7 anni

I finanzieri del Comando provinciale di Belluno, sotto la direzione della Procura della Repubblica di Treviso, hanno sequestrato beni per un importo complessivo di 3.401,628 euro. La somma, pari al profitto dei reati contestati, secondo le indagini, è riconducibile all’attività di prostituzione di R.M.F. cittadina rumena 51enne residente a Onè di Fonte (Treviso) e ai suoi stretti familiari, il marito B.A. 61enne trevigiano, un fratello R.S.C. 39enne rumeno, e una figlia R.S. 27enne.
La donna esercitava nelle province di Padova e Bologna ed era titolare di partita Iva come consulente amministrativa, benché sconosciuta al fisco.

L’indagine denominata “Operazione Fenice”, condotta dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Belluno, è scaturita dalla proliferazione reddituale e patrimoniale della donna e dai suoi numerosi acquisti immobiliari effettuali dal 2016 al 2023 per oltre 3.800.000 di euro, finalizzati all’acquisto di 19 immobili, nelle province di Treviso, Padova e Belluno, uno dei quali a Cortina d’Ampezzo dell’importo di 700mila euro.
Il gruppo familiare, marito, moglie figlia e fratello di lei, utilizzava 42 conti correnti di vari istituti bancari attraverso i quali effettuavano le transazioni per acquisto e le vendite degli immobili. Benché fosse solo la donna 51enne in grado di produrre reddito.

Oltre al gruppo familiare, sono denunciati a piede libero anche N.C.M.C 53enne milanese, A.L. 61enne milanese, e B.M. 49 trevigiano, noti per precedenti analoghi di favoreggiamento.
Sono state eseguite, inoltre, 4 perquisizioni e sottoposti a sequestro preventivo vari immobili non ancora venduti, 2 a Fonte e 2 ad Asolo intestati al coniuge, 3 a Mira e uno a Venezia intestati alla figlia. Oltre a un terreno e 4 autovetture, due Ford, una Renault Megane e una Volkswagen T-Roc.

Quella della professione più vecchia del mondo è una situazione nota, alla quale la politica non ha saputo dare una risposta praticabile. Supponiamo che una donna decida liberamente di offrire delle prestazioni sessuali, e dunque non vi sia il reato di sfruttamento o favoreggiamento. Esiste davvero la possibilità di esercitare, senza violare norme fiscali e senza essere “marchiata a vita” come prostituta?

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