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Addio all’Italia. Elena Da Ronch, ecco perché me ne vado. A 16 mesi dal vaccino gli effetti avversi non sono cessati

Elena Da Ronch

Belluno, 24 settembre 2022 – “Ho paura a rimanere qui, per questo ho deciso di andarmene”!
E’ quanto rivela Elena Da Ronch, tutt’oggi vittima degli effetti avversi del vaccino inoculato 16 mesi fa con la seconda dose di AstraZeneca.

“I miei problemi neurologici persistono. Alcune mie amiche sono afflitte da dolori 24 ore su 24, altre manifestano eruzioni cutanee senza che vi sia una cura efficace. In medicina è nota come NPF Neuropatia delle piccole fibre, dolore cronico, disturbi all’apparato digerente, tachicardia, disturbi motori e muscolari. E ancora miocarditi, che colpisce soprattutto i maschi giovani”.

Quando e perché ha deciso di lasciare l’Italia? 
“Avevo progettato di andarmene via solo dopo aver raggiunto l’età della pensione, parliamo quindi di un orizzonte lontano, oltre i 10 anni. Ma la pandemia ha determinato una situazione imprevedibile e per me insostenibile. Tre sono le motivazioni scatenanti di questa mia decisione. Innanzitutto la legge sull’obbligo vaccinale nel comparto scuola nel quale lavoro ed estesa agli over 50. In secondo luogo il fattore climatico: ora il freddo peggiora le mie condizioni di salute conseguenti agli effetti avversi del vaccino. Per ultimo la questione esenzione vaccino. E’ evidente che dopo quello che mi è accaduto sia assolutamente da evitare una terza dose di vaccino. Ma l’esenzione dall’obbligo vaccinale è temporanea e non c’è alcuna garanzia che essa sia rinnovata. Supponiamo che non mi venga rinnovata l’esenzione, io sicuramente non rischierei una terza dose. In tal caso scatterebbe la sospensione dal lavoro. Tenga presente che io all’inizio avevo la massima fiducia nella medicina ed ero favorevole alla campagna vaccinale che accettai di buon grado. Dopo il secondo vaccino e l’insorgere degli effetti avversi però, la situazione si è capovolta. La struttura pubblica ha minimizzato la mia condizione di salute e io mi sono vista abbandonata a me stessa. Avevo intuito che la situazione poteva solo peggiorare. In quel momento ho deciso di andarmene perché avevo paura a rimanere qui. Avrei forse dovuto rischiare un effetto avverso fatale per ottemperare ad una norma di dubbia costituzionalità?”

Dove vive oggi?
“Dal febbraio di quest’anno ho acquistato casa a Playa Blanca, una località turistica dell’isola spagnola di Lanzarote nell’arcipelago delle Canarie. Dove il clima è primaverile per tutto l’anno, con una media di 22° gradi, minime di 19° a febbraio e massime di 23-24° ad agosto con poche precipitazioni,  2mm a luglio e un massimo di 19 mm a gennaio. Lavoro da remoto fronte mare in un paese che ha avuto un approccio soft della pandemia, non come in Italia”.

Oltre al clima ideale, c’è qualche altro motivo che le ha fatto decidere per le Canarie?
“Sì. Il mio innamoramento per la Spagna e i suoi territori nasce nel 2012 quando conosco Barcellona, poi Madrid, Alicante, Valencia, tutto il Nord della Spagna. Ho imparato la lingua e riesco a leggere libri in spagnolo. E’ stato un amore a prima vista”.

(rdn)

 

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