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Mercedes distrutta da un cervo nel 2014 a Mel. Il Tribunale di Belluno condanna la Regione Veneto al risarcimento

Palazzo di Giustizia di Belluno

Nel 2014, mentre guidava sulla strada provinciale 1, un cervo sbucò fuori all’improvviso alla sua destra e gli sfondò l’auto. Illeso per miracolo, ma con la parte anteriore della Mercedes distrutta, l’automobilista si affidò a Giesse Risarcimento Danni per fare causa alla Regione. Su quel tratto di strada, infatti, non c’erano segnali di pericolo (riguardanti l’attraversamento di animali selvatici) e nemmeno un guard-rail, a protezione della carreggiata.

«Davide contro Golia: potrebbe essere riassunta così la causa civile intentata contro la Regione – spiega Gennaro Pisacane, responsabile della sede di Giesse Risarcimento Danni a Belluno – Anzi, ad essere più precisi, Davide contro la “famiglia Golia” perché la Regione, a sua volta, ha chiamato in causa la Provincia di Belluno e Veneto Strade spa».

Nonostante questo tentato “rimpallo” di responsabilità, il Tribunale civile di Belluno ha condannato la Regione alla rifusione dei danni e delle spese legali in favore dell’automobilista.

L’incidente risale al 30 dicembre 2014 quando l’automobilista si trovava sulla Sp1 “della Sinistra Piave”, in località “Campo San Piero” a Mel. «Come riportato nella consulenza del ctu Antinucci e anche nella sentenza – sottolinea Pisacane, di Giesse – è pacifico che non vi fosse alcun segnale di pericolo animali presente su quel tratto. O meglio: ce n’era soltanto uno, ma nella direzione opposta. La conclusione del giudice è che l’ente pubblico preposto non aveva evidentemente posto in essere le necessarie attività di propria competenza».

Ma di chi era la competenza? Di certo non della Provincia di Belluno, né tanto meno di Veneto Strade spa.

«Come ha recentemente chiarito una sentenza della Corte di Cassazione – si legge nella sentenza – l’ente territoriale responsabile per i danni da fauna selvatica è la Regione, in questo caso il Veneto, la quale ha tra le proprie competenze, appunto, quella di programmazione e controllo in materia faunistica». Il giudice, quindi, ha condannato la Regione a un risarcimento di 4.350 euro nei confronti dell’automobilista, oltre al pagamento delle spese legali.

«Siamo soddisfatti – conclude Pisacane, di Giesse Risarcimento Danni – perché raramente si ottiene un risarcimento per i danni da fauna selvatica ma, in questo caso, gli elementi oggettivi che avevamo raccolto si sono rivelati decisivi per il buon esito della causa. La sentenza crea un precedente importante soprattutto per la provincia di Belluno, dove incidenti di questo tipo sono purtroppo abbastanza frequenti. Serve maggiore sensibilità sul tema, sia da parte degli automobilisti, a cui si richiede ovviamente sempre prudenza, sia però anche da parte di chi ha la responsabilità di gestire e rendere più sicure le strade; segnalare un pericolo è un compito che non deve e non può essere disatteso, perché contribuisce ad evitare che accadano episodi del genere o addirittura più gravi: questa volta, infatti, l’automobilista se l’è cavata solo con qualche danno alla macchina, ma avrebbe potuto andargli molto peggio».

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