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Festa dell’Om Selvarech il 25 e 26 aprile a La Valle Agordina. Il programma

Il 25 e 26 aprile torna a La Valle Agordina la tradizionale FESTA DE L’OM SALVARECH, evento identitario che affonda le sue radici nella cultura contadina e nel patrimonio orale alpino, coinvolgendo l’intera comunità di La Valle Agordina (La Val) in un rito collettivo che unisce memoria, simbolismo e convivialità.
La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco La Valle Agordina in coralità con le associazioni lavallesi, rappresenta uno degli appuntamenti più sentiti dalla comunità locale e mantiene viva una tradizione tramandata di generazione in generazione.

Protagonista è l’Om Salvarech (“uomo selvatico”), figura misteriosa e benevola dei boschi, presente in molte leggende alpine e particolarmente radicata nel territorio agordino.
Se nei paesi vicini (in particolare Rivamonte Agordino) viene spesso descritto come un uomo ricoperto di muschi e licheni, a La Valle Agordina assume una forma unica: uno spirito schivo, che rifugge lo sguardo umano, vestito con abiti logori e rattoppati.
Porta sempre con sé un feràl, simbolo della luce, e un bachet, bastone che rappresenta la saggezza degli anziani.

Secondo la tradizione, l’Om Salvarech si mostra una sola volta all’anno.
Il momento centrale della festa è infatti il 25 aprile, giorno di San Marco, data che un tempo segnava il passaggio dall’inverno al nuovo anno agricolo. In questa occasione prende vita il tradizionale pop de l’Om Salvarech, un grande fantoccio – alto oltre quattro metri – costruito con canne di granoturco, rivestito di stracci e con il volto realizzato in carta dipinta, secondo tecniche tramandate nel tempo. Una volta ogni “vila” del paese realizzava il proprio pupazzo, dando vita a una vera e propria competizione per creare l’Om Salvarech più imponente e curato. I fantocci venivano poi portati in corteo tra le vie del paese, accompagnati da suoni e richiami della tradizione: bandoi e cuercoi battuti a ritmo, tromboni che risuonavano tra le case e le voci dei bambini che gridavano «Viva! Viva l’Om Salvarech!».

Al calare della sera si compie il rito più atteso e carico di significato: il falò.
Dopo la lettura del simbolico “Testamento”, il pupazzo viene bruciato. Un gesto antico che non rappresenta distruzione, ma rinnovamento: attraverso il fuoco, l’Om Salvarech porta via con sé le difficoltà, le negatività e tutto ciò che non serve più, lasciando spazio alla bonaza, a un nuovo inizio e a un futuro di prosperità. Terminato il rito, la comunità si ritrova: si condividono canti, musica e momenti di festa, accompagnati dalla tradizionale cota, semplice piatto locale a base di patate lesse e formaggio, simbolo di convivialità e appartenenza.

Oggi questa antica tradizione si è evoluta in una manifestazione articolata su due giornate, capace di unire passato e presente.
Accanto al rito, il programma prevede stand gastronomici con specialità tipiche, musica dal vivo, orchestre da ballo e momenti di intrattenimento per tutte le età, trasformando La Valle Agordina in un luogo di incontro e scoperta.

La Festa de l’Om Salvarech rappresenta oggi un’importante occasione di valorizzazione del patrimonio culturale immateriale e un’esperienza autentica, lontana dai circuiti turistici più convenzionali.

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