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Coppa d’Oro delle Dolomiti. La seconda tappa chiude la competizione con la vittoria di Francesco e Giuseppe Di Pietra su Fiat 508 C

Tra le Legend spiccano Eugenio Enrico Faini e Yuliya Karakulova, mentre nel Tributo la medaglia d’oro va ad Andrea Milesi e Giordano Mozzi

Fiat 508 C 1938 Di Pietra Coppa d’Oro delle Dolomiti 2022

Cortina d’Ampezzo, 16 luglio 2022  –  Un’edizione indimenticabile quella 2022 della Coppa d’Oro delle Dolomiti, terzo atto del Campionato Italiano Grandi Eventi, che si è svolta sotto il sole in entrambe le giornate di gara accompagnando gli equipaggi ad affrontare oltre 400 chilometri. Al termine di quella che è stata una vera e propria prova di forza, a conquistare l’ambito premio è stato l’equipaggio formato da Francesco e Giuseppe Di Pietra, che si è imposto con 420,90 penalità. Un passo imprendibile quello del duo che si è presentato a bordo di una Fiat 508 C del 1938, vettura con cui è in lizza per il titolo con un altro degli equipaggi top presenti alla manifestazione, ovvero quello composto da Gianmario Fontanella ed Anna Maria Covelli, costretti al ritiro durante la prima tappa. Secondo gradino del podio per Roberto Crugnola e Francesco Mosconi (Fiat 508 C del 1937) con 453,47 penalità, mentre a chiudere in terza posizione sono stati Matteo Belotti ed Ingrid Plebani (Bugatti 37 A del 1927).

Nel raggruppamento Legend, dedicato alle auto prodotte dal 1972 al 1990, la vittoria è andata a Eugenio Enrico Faini e Yuliya Karakulova, che a bordo di una Ferrari 328 GTS del 1987 hanno preceduto la Porsche 911 SC del 1981 di Giuliano Gnutti e Ambrogio Ripamonti e la Unique Autocraft Cobra Replica del 1989 di Andrea Panazeri e Monica Martinelli. Nel Tributo Coppa d’Oro delle Dolomiti ad avere la meglio sono stati Andrea Milesi e Giordano Mozzi (Ferrari F8), con alle loro spalle Fabio Vergamini e Anna Maria Fabrizi (Ferrari 488 GTB) e Mauro Trifero e Alessandro Cappella su (Ferrari 599 HGTE).

La seconda tappa di oggi, immersa tra i passi del Falzarego, Campolungo, Furcia, Zovo e Sant’Antonio, è stata determinante per stabilire la classifica finale della competizione, in cui i partecipanti hanno percorso in totale quasi 430 Km, 91 prove cronometrate e otto di media.

Lo spettacolo a cui ha potuto assistere il pubblico, numeroso sia a Cortina, che lungo le prove, continuerà domani con l’evento dinamico “Cortina dei Sestieri”, dove i concorrenti si sfideranno su otto prove cronometrate, fuori dalla classifica generale della Coppa d’Oro delle Dolomiti, organizzata dall’Automobile Club di Belluno e dall’Automobile Club d’Italia, con la collaborazione del Club ACI Storico e ACI Sport. A seguire è prevista la cerimonia di premiazione in Piazza Dibona, dove le affascinanti vetture presenti saranno celebrate anche in occasione della terza edizione del Concorso di Eleganza della Coppa d’Oro delle Dolomiti.

La Fiat 508 C nasce nel 1937 con motore 4 cilindri da 1.089 cc che sostituiva il precedente da 1 litro della Balilla. Il progetto Balilla era stato sviluppato da Tranquillo Zerbi, Antonio Fessia, Bartolomeo Nebbia e Dante Giacosa che hanno realizzato un’auto con prestazioni di buon livello e con costi relativamente bassi. L’ultima evoluzione di questo modello fortunato è stata la Fiat 508 C inizialmente pubblicizzata dalla Fiat come “Nuova Balilla 1100” benché fosse nota semplicemente con il nome “1100”. L’auto rimase in produzione fino al 1939, costava 19.500 lire e fu prodotta in 57.000 esemplari nelle varie versioni, cabriolet, berlina e berlina tetto apribile. La carrozzeria differiva completamente dalle precedenti Balilla e riprendeva le forme arrotondate già introdotte dalla Fiat 1500. Il motore era il Fiat 108 C, un 4 cilindri in linea da 1089 cm³ a valvole in testa con cambio a 4 marce. Insolite per un’auto economica del tempo erano le sospensioni anteriori indipendenti, con bracci trasversali, molle e ammortizzatori idraulici. La potenza era aumentata di un terzo, a 32 CV a 4.000 giri/min, in grado di spingere l’auto a 95 km/h. All’epoca, il suo comfort, la sua maneggevolezza e le sue prestazioni erano stupefacenti, il che la rendeva “l’unica auto per la gente che era anche l’auto per un pilota”. E infatti la 508 C fu portata in gara, anche alla Mille Miglia. Tra i famosi proprietari della 508 C ci fu il calciatore Gigi Meroni. Nel 1938, dalla 508 C, derivò la Fiat 508 L (Lunga) con passo allungato, capace di ospitare 6 persone, principalmente diffusa nella versione Taxi. Nel 1939 l’auto subì un lifting del frontale e divenne la Fiat 1100 chiamata “Musone”.

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