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Presentata la proposta programmatica della Provincia

Palazzo Piloni, sede della Provincia

Belluno, 21 gennaio 2022 – E’ stata presentata questa mattina a Palazzo Piloni, sede dell’amministrazione provinciale, la proposta programmatica dell’Ente. Il documento, articolato in 12 pagine è stato illlustrato dal presidente Roberto Padrin.

Specificità della Provincia montana di Belluno, autogoverno e riordino istituzionale

1. Modifica della legge Delrio

Nell’annunciata revisione del Testo Unico sugli enti locali, va posta con forza al Governo e al Parlamento la questione della necessità di modificare la Legge Delrio, prevedendo, per le Province interamente montane per le quali la legge riconosce forme particolari di autonomia (commi 3, 54, 86), la possibilità, ferme restando le funzioni aggiuntive, di ripristinare, prevedendola nei propri Statuti, l’elettività in primo grado di Presidente e Consiglio.

2. Eliminazione del prelievo forzoso

Sempre nei confronti di Governo e Parlamento, va sollecitato il superamento del “prelievo forzoso”. Il concorso al contenimento della spesa pubblica, di cui all’art. 1, comma 418, della legge 23 dicembre 2014, n.190, al netto dei contributi di cui all’art. 4 del DPCM 10 marzo 2017, all’art.1 comma 754 della legge n.208/2015, all’art.20 comma 1 del D.L. n.50/2017 e all’art.1 comma 838 della legge n.205/2017, a carico delle Province montane di confine va versato dal Ministero dell’Interno all’entrata del bilancio dello Stato, a titolo di saldo integrale di quanto dovuto dalle Province montane di confine. Le conseguenti economie che si formano sui bilanci delle medesime potranno essere integralmente destinate agli oneri di gestione della viabilità provinciale.

3. Valorizzazione del Protocollo di intenti fra le Province montane di confine

La Provincia di Belluno è impegnata a valorizzare le finalità di cui al Protocollo in oggetto, sottoscritto con le Province di Sondrio e Verbano-Cusio-Ossola, anche in vista della nuova leggequadro per le zone montane e per concordare – insieme con le altre realtà “di confine” le più utili azioni nei confronti delle istituzioni.

 

4. Attuazione della LR 25/2014

L’attuazione integrale della legge rimane l’obiettivo principale dell’Amministrazione provinciale nei rapporti con la Regione del Veneto. Come dispone l’art. 16 della LR 25, le funzioni oggetto di conferimento alla Provincia di Belluno devono essere accompagnate, da parte della Regione, con le «risorse finanziarie, umane e strumentali (necessarie) per l’esercizio delle stesse».

Innanzitutto, in tempi certi e brevi (è auspicabile un raggio temporale che non ecceda i 6 mesi/1 anno), va definito il trasferimento delle competenze in materia di difesa del suolo (nuovo articolo 85 della LR 11/2001).

A questo proposito la Regione del Veneto deve:

  1. trasferire il personale e le risorse per pagarlo o, qualora il personale regionale non acconsenta al trasferimento, trasferire comunque la funzione e le risorse alla Provincia di Belluno, consentendo all’Ente di assumere il personale necessario per l’esercizio della funzione;
  2. mantenere quanto già previsto dalla LR 2/2006 in materia di canoni idrici, confermando l’attribuzione della totalità dei canoni alla Provincia, con la possibilità per la Provincia stessa di utilizzarne una quota non superiore al 30% per far fronte alle spese correnti, e di dedicare la restante parte in via prevalente agli interventi di difesa del suolo (in sintonia con PTRC e PTCP) e se del caso di utilizzarne una parte per altri prioritari investimenti;

Inoltre va proseguito il lavoro, riavviato dal Tavolo tecnico-istituzionale in data 30.11.2021, per chiudere le partite ancora sospese sia in materia di LR 25 sia nell’ambito delle “funzioni non fondamentali” di cui la Regione si è fatta carico con la legge regionale 30 dicembre 2016, n. 30”, ma che necessitano di superare la fase tuttora provvisoria, di cui la gestione del servizio di vigilanza è un esempio emblematico [2].

5. Convenzioni con Veneto Strade

La carenza di specifici finanziamenti rappresenta una grave criticità per il bilancio provinciale (vedi paragrafo I.2). L’Amministrazione provinciale deve provvedere al finanziamento dei corrispettivi stabiliti nelle convenzioni, all’individuazione ed approvazione degli interventi di manutenzione straordinaria ed al loro finanziamento, al controllo dell’attività della società partecipata. Con la riorganizzazione in atto di Veneto Strade e con la riclassificazione a statali di parte delle strade provinciali “storiche” (DPCM 21 novembre 2019 ancora in gestazione) si ritiene possibile un totale aggiornamento delle convenzioni in essere prima della loro naturale scadenza nel 2025.

6. Minoranze linguistiche

La LR 30/2021 ha confermato in capo alla Provincia la funzione amministrativa prevista dalla LR 25 attraverso il coordinamento dei progetti inerenti la minoranza ladina e la presentazione di propri autonomi progetti. L’esercizio della suddetta funzione richiede la formalizzazione di una convenzione Provincia-Regione per quanto riguarda le risorse finanziarie, umane e strumentali necessarie a tale fine. Oltre alla valorizzazione dei materiali bibliografici dell’Istituto Ladin de la Dolomites, di cui la Provincia assicurerà la custodia e la consultazione in un immobile di proprietà, la programmazione futura, che si avvale anche di fondi statali, punterà al coinvolgimento delle scuole e all’utilizzazione dei più efficaci strumenti multimediali.

7. Personale e organizzazione interna

La realizzazione del programma di governo è ovviamente legata e condizionata dall’organizzazione interna all’Ente e alla sussistenza di una struttura tecnica adeguata in termini non solo qualiquantitativa, ma improntata a principi di professionalità e flessibilità.

Con la Riforma Delrio, la Provincia ha subito rilevanti modifiche anche per quanto riguarda la sua struttura organizzativa, con la necessità della riduzione del personale in servizio, l’individuazione del personale da assegnare alle funzioni fondamentali e di quello invece passato nei ruoli regionali per l’esercizio delle funzioni delegate. Solo dopo il 2018, con l’approvazione di un primo piano di riassetto e il riavvio delle possibilità assunzionali, pur molto limitate, la Provincia ha potuto ricominciare ad avviare un processo di rideterminazione della propria struttura organizzativa in termini di funzionalità alle sue esigenze.

Ad oggi la struttura è articolata in 5 settori, la cui responsabilità è assegnata a figure dirigenziali apicali, ricomprendenti le aree di competenza di seguito indicate:

Direzione Generale – Bilancio e Risorse Umane – Difesa del Suolo, Patrimonio e Viabilità – Acque, Ambiente e Cultura – Urbanistica e Mobilità – Unità di Sviluppo Strategico del Territorio.

Attualmente ai dirigenti provinciali è anche assegnata la direzione delle strutture che si occupano delle funzioni delegate dalla Regione Veneto, tra le quali: Difesa del Suolo, Servizio Acque, Caccia e pesca, Vigilanza, Cultura e Attività economiche.

I diversi programmi dei fabbisogni del personale di questi ultimi anni hanno sostanzialmente previsto, nei limiti delle facoltà assunzionali consentite, la sostituzione dei dipendenti cessati privilegiando la previsione di assunzioni di figure tecniche e amministrative da assegnare alle singole strutture per far fronte alle attività istruttorie di diversa natura.

Alla luce di questo quadro, si ritiene opportuna una riflessione sull’attuale organizzazione alla luce del programma amministrativo e degli obiettivi dell’Amministrazione, tra i quali certamente rilevano il ruolo che l’Ente Provincia pu  ancor più assumere quale Ente di area vasta sul territorio e la implementazione delle funzioni di supporto tecnico – amministrativo a favore di altri Enti, anche in considerazione delle numerose opportunità di finanziamento che si renderanno disponibili già nel breve periodo.

Le azioni da mettere in atto sono:

  • un ripensamento della distribuzione delle funzioni nelle diverse aree al fine di creare maggiore omogeneità e una visione più ampia anche in termini programmatori nella gestione di tematiche di portata vasta, quali la mobilità, la pianificazione, lo sviluppo strategico;
  • una maggiore integrazione tra i settori anche con la creazione di strutture a matrice che garantiscano, utilizzando al meglio le professionalità esistenti, flessibilità e tempestività di azione e condivisione sugli obiettivi nella gestione di progetti specifici o di tematiche particolari;
  • l’analisi continua dei fabbisogni di figure professionali con individuazione delle priorità coerenti con gli obiettivi del programma;
  • la prosecuzione dell’azione di confronto nei confronti della Regione del Veneto al fine della individuazione delle risorse umane necessarie all’esercizio delle deleghe;
  • una forte azione di innovazione rispetto allo sviluppo dei temi legati alla transizione digitale mediante l’implementazione nell’utilizzo della strumentazione e tecnologica anche al fine di rendere efficaci e tempestive nuove modalità operative.
  • infine l’attivazione di azioni sinergiche mirate ad ampliare e migliorare le modalità di collaborazione con altri Enti, Istituzioni, con le società partecipate sia al fine dell’ottimizzazione e valorizzazione delle risorse e delle professionalità esistenti, sia al fine dello sviluppo dell’attività della Provincia a supporto in particolare di altri Enti Locali, sia per il coordinamento o compartecipazione a progettualità specifiche sul territorio.

8. Cooperazione interistituzionale

Il riconoscimento alla Provincia di una particolare condizione istituzionale, che vede attraverso l’Assemblea dei sindaci il coinvolgimento dei Comuni nel governo di Area vasta e la previsione nello Statuto della Conferenza degli enti locali bellunesi quale tavolo permanente per «fare sistema in funzione dell’autogoverno della comunità provinciale», pu  e deve facilitare l’elaborazione di una proposta di riorganizzazione istituzionale dei livelli di governo locale (Provincia, Comuni, Unioni montane, Consigli di bacino acqua e rifiuti…) valorizzando i principi di sussidiarietà e di cooperazione interistituzionale, in un quadro di leale e fattiva collaborazione, senza che le conseguenti decisioni vengano percepite come se fossero calate (dalla Provincia) dall’alto in un’ottica sovraordinata.

L’obiettivo è di “compattare” il più possibile le amministrazioni locali, evitando sovrapposizioni, nella consapevolezza che le gracili dimensioni demografiche possono essere superate facendo massa critica con poche condivise priorità d’azione.

Nei confronti della Regione, come del resto anche l’UPI Veneto ha ritenuto di segnalare, si ritiene coerente con l’attuale assetto degli enti di area vasta assegnare direttamente alle Province il ruolo di autorità d’ambito per la regolazione dei servizi pubblici locali “a rete” (acqua, rifiuti, tpl) valutando la contestuale soppressione degli attuali Consigli di bacino.

Con il Consorzio BIM, la partecipata società Sit Srl e il Centro Studi Bellunese la Provincia favorirà la ricerca di ogni più utile scenario di carattere collaborativo al fine di valorizzare le rispettive competenze e di evitare duplicazioni di attività, nella scia anche del recente accordo che la vede svolgere il ruolo di capofila nell’ambito del SAD – soggetto aggregatore territoriale per la digitalizzazione.

Come soggetto partecipante alla fondamentale attività dei GAL e della DMO, la Provincia sarà impegnata a promuovere al meglio il proprio ruolo di attore dello sviluppo strategico, anche attraverso progettualità integrate fra pubblico e privato. Alla stessa stregua la Provincia collaborerà con gli enti capofila per l’implementazione sul territorio bellunese della Strategia nazionale per le aree interne (SNAI).

9. Assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali

La Provincia rimane a disposizione dei Comuni e degli altri enti locali come stazione appaltante e centrale unica di committenza. Alcuni Comuni e la struttura Commissariale dei Mondiali di Cortina 2021 hanno sperimentato la capacità degli uffici provinciali. Le conoscenza tecniche acquisite e un rafforzamento delle risorse umane dedicate rappresentano un punto di forza del nostro territorio anche rispetto ai bandi del PNRR, di cui la capacità amministrativa dei soggetti attuatori sarà un imprescindibile elemento cardine.

Al pari, l’Amministrazione provinciale potrà offrire ai Comuni servizi come la progettazione e il supporto per la partecipazione ai bandi nazionali ed europei se le sarà possibile adeguare la propria macchina organizzativa secondo il disegno strategico di una visione di medio termine frutto di una sinergia di lavoro amministrativo e di concertazione sociale da costruire giorno per giorno.

  1. Il processo di autonomia differenziata ex art. 116 Cost.

Il 22 ottobre 2017 si è tenuto in contemporanea con quello regionale veneto, il referendum provinciale bellunese con l’obiettivo di affermare la necessità – in sede di iter attuativo del negoziato fra Stato e Regione Veneto – di una riserva alla Provincia di Belluno di alcune funzioni amministrative, in applicazione dell’art. 65 della proposta di legge statale di iniziativa della Regione per l’autonomia differenziata e in coerenza con lo Statuto veneto, che sanciscono garanzie di autonomia specifica e di funzioni ad hoc per la Provincia totalmente montana. È evidente che dovrebbero essere pienamente attribuite alla responsabilità bellunese le funzioni più strettamente collegate ai caratteri del suo territorio, che ne differenziano fisionomia ed esigenze rispetto alle altre realtà venete: anzitutto la tutela dell’ambiente e il governo delle risorse territoriali, così come la valorizzazione dei beni ambientali e culturali tipici della montagna, oltre ovviamente alle varie rilevanti funzioni di area vasta proprie della Provincia.

II. Programmazione strategica, PNRR, FCC

1. Cura dello sviluppo strategico

Il Piano strategico è in fase di bozza. Una volta completato l’esame della stessa da parte del Gruppo di coordinamento strategico e del Consiglio provinciale, è intendimento dell’Amministrazione provinciale sottoporre il documento alla Giunta regionale, al fine di verificarlo alla luce della programmazione regionale e coordinarlo con essa. Infine, prima dell’approvazione da parte del Consiglio provinciale, il Piano sarà sottoposto all’Assemblea dei Sindaci e presentato in sede di Stati generali della Provincia, al fine di consentire una ulteriore fase di partecipazione allargata a tutti i soggetti interessati e di raccogliere ulteriori proposte progettuali.

E’ intendimento dell’Amministrazione provinciale dare continuità ai lavori del Gruppo di coordinamento strategico e del Gruppo di lavoro tecnico anche dopo l’approvazione del Piano, in maniera da seguire l’attuazione delle progettualità contenute nelle Schede obiettivo e nelle Schede progetto in una prospettiva multifondo, incrociando le diverse opportunità di finanziamento che si apriranno contestualmente alle nuove programmazioni comunitarie, nazionali e regionali.

In particolare, si richiama in questa sede la proposta di estendere il territorio della SNAI (Strategia nazionale aree interne) a tutto il territorio provinciale, chiedendo altresì l’attivazione di una Autorità Urbana sull’asse della Valbelluna nell’ambito della Strategia Regionale di Sviluppo Urbano Sostenibile, creando sinergie tra gli investimenti realizzati con la SNAI e con la SUS (Strategia Sviluppo urbano sostenibile).

2. Nuova programmazione FCC

La modifica dell’Intesa sul Fondo dei Comuni di confine in vigore dal 26/06/2020 – oltre a rafforzare il ruolo della Provincia quale interlocutore privilegiato nei progetti di area vasta – ha esplicitato come la promozione dello sviluppo economico e sociale si consegua anche attraverso l’organizzazione e il potenziamento dei servizi volti a contrastare lo spopolamento e a favorire l’effettivo esercizio dei diritti della persona ed il miglioramento della qualità della vita. Questa direttrice va confermata nella programmazione futura.

La Provincia coordinerà l’implementazione e l’attuazione della programmazione, formalmente avviata con la delibera del Comitato paritetico del 1 ottobre 2021, secondo le linee guida approvate dall’Assemblea dei Sindaci dei Comuni di prima e seconda fascia del 26 ottobre 2021 e fatte proprie dalla Provincia con Atto del Presidente n. 206 del 14 dicembre 2021. Nella concertazione della quota destinata a progettualità di respiro provinciale, la Provincia intende altresì coinvolgere i Comuni facenti parte dell’Ambito ottimale approvato con Delibera del Comitato Paritetico n. 13 del 21 dicembre 2020, su proposta dell’Assemblea dei Sindaci di prima e seconda fascia della Provincia di Belluno.

Compatibilmente con le tempistiche della programmazione FCC, è intendimento dell’Amministrazione raccordare la concertazione sui progetti di area provinciale con il Piano strategico (cfr. II.1), o quantomeno con le prime indicazioni che emergeranno dalla bozza definitiva. L’Amministrazione ritiene inoltre fondamentale il potenziamento dell’Ufficio FCC, utilizzando allo scopo le risorse assegnate con Delibera del Comitato paritetico del 1 ottobre 2021.

3. Trasformazione digitale delle imprese e della PA

L’Amministrazione provinciale è particolarmente attenta al tema della transizione digitale e intende essere di supporto alle imprese del territorio e agli Enti Locali. Si auspica una ampia collaborazione, con l’obiettivo di strutturare gli interventi in modo organizzato e coerente con le direttive comunitarie, in particolare favorendo la creazione di luoghi fisici in cui le imprese possono testare le nuove tecnologie digitali prima di investire (i cosiddetti luoghi “test before to invest”). Lo sviluppo di nuove tecnologie pu  altresì essere impiegato per la preservazione ambientale e per il monitoraggio delle infrastrutture critiche del territorio (linee elettriche, strade…) anche in previsione dei grandi eventi sportivi del 2026.

III. Questione demografica. Il sistema dei servizi. Economia, Lavoro, Occupazione

Le tendenze demografiche in atto su tutto il territorio e i livelli occupazionali raggiunti in determinate aree pongono come centrale la ricerca, anche da parte dell’ente Provincia, della coesione sociale attraverso gli strumenti e le politiche pubbliche di cui dispone. Non c’è territorio più di quello bellunese che ha bisogno di sentirsi sempre più una comunità. Su questo obiettivo la Provincia lavorerà per rafforzare il capitale sociale e promuovere il benessere della popolazione, favorendo le iniziative che, senza consumo di suolo, portino ad accrescere l’attrattività del Bellunese come luogo di residenza stabile.

Lo stesso tema della sanità di montagna, pur non di competenza della Provincia, resta un fattore fondamentale in termini di tenuta complessiva del sistema dei servizi. Da questo punto di vista la Provincia dichiara la massima disponibilità a collaborare con la Conferenza dei sindaci dell’Azienda Ulss 1 Dolomiti in relazione sia agli investimenti per l’assistenza territoriale previsti dalla Missione Salute del PNRR sia agli strumenti programmatori territoriali previsti dalla legislazione regionale.

1. Edilizia scolastica

Una delle voci a cui dedicare grande attenzione, dal punto di vista programmatico, è l’edilizia scolastica sia in vista dei bandi del PNRR, che in funzione dei passi avanti compiuti di recente (si veda l’accordo con Prefettura e Comune di Belluno sul compendio ex Fantuzzi).

Il sistema scolastico rappresenta una funzione chiave per lo sviluppo locale. Investire sulla scuola costituisce la condizione essenziale ed imprescindibile per affrontare e vincere le sfide poste dallo sviluppo e dalla competitività.

La Provincia ha predisposto le analisi sullo stato di fatto delle scuole di secondo grado sotto i profili dell’adeguamento sismico, norme di sicurezza, risparmio energetico, uso dei materiali ecocompatibili, qualità progettuale, in collaborazione con le autorità interessate.

2. Economia, lavoro, occupazione

Oltre al potenziamento dei servizi alle persone e al territorio, il fattore di successo per l’inversione di tendenza nelle dinamiche demografiche in atto è il lavoro. Nonostante la nostra provincia possa contare su un modello produttivo solido (specialmente nei comparti dell’industria, dei servizi, del turismo, dell’agro-alimentare), è necessario, da un lato, consolidare l’esistente favorendo i processi di innovazione e migliorando i sistemi di connessione, e dall’altro lato creare nuove opportunità lavorative,  di qualità e attrattive,  per frenare l’emorragia di giovani.

Possono contribuire a questo obiettivo strategico vari strumenti nelle mani della Provincia, che li intende mettere in campo con un approccio sistemico il più possibile integrato:

  1. sul versante della programmazione della rete scolastica in modo da avvicinare il più possibile offerta e domanda di lavoro;
  2. ponendo attenzione ai processi di formazione superiore e alle attività che, da questo punto di vista, si sono radicate negli ultimi anni in provincia (Innovation Hub, Corsi universitari di eccellenza, ecc.)
  3. rilanciando, a sostegno delle PMI, le potenzialità connesse con la LR 18/1994 di cui la Giunta regionale, «sentita la Provincia», deve rivedere le Disposizioni attuative per consentirne un’operatività aggiornata in linea con le aspettative del territorio.

3. Fondo Welfare Dolomiti

La Provincia continuerà ad assicurare il proprio sostegno ai progetti del Fondo Welfare Dolomiti, espressione di un ampio partenariato della comunità locale nelle sue più significative articolazioni e motore di importanti iniziative sia nei settori socialmente più vulnerabili sia per favorire il rientro dei giovani in provincia.

IV. Questione ambientale

1.    Gestione delle risorse idriche ed energetiche

Deflusso ecologico, aggiornamento del bilancio idrico, sostegno alla programmazione del Consiglio di bacino del servizio idrico integrato per l’ammodernamento della rete di approvvigionamento e adduzione dell’acqua ad uso potabile e produttivo e per un’ottimale rete di impianti di depurazione.  Ribadito lo stop a nuovi impianti idroelettrici che non siano indispensabili alle esigenze delle comunità locali, la Provincia intende condividere con la Regione l’applicazione della LR 27/2020 (monetizzazione dell’energia idroelettrica a favori dei territori che la producono) e – in prospettiva della regionalizzazione delle gare, ai sensi dell’art. 12 del decreto 79/1999, relativamente alle grandi concessioni prossime a scadere – quanto emergerà dai lavori parlamentari in ordine al disegno di legge delega “Concorrenza” (art. 5 dell’AS 2469) con cui la successiva legge regionale dovrà armonizzarsi, tenendo anche conto di garantire gli enti locali nel rinnovo delle piccole concessioni.

 

2.    Patrimonio agro-silvo-pastorale; sue filiere; tutela della biodiversità

Adesione al comitato promotore del Biodistretto Terre bellunesi; impulso e sostegno alla filiera del legno (con CCIAA e altri soggetti); malghe, monticazione, recupero dei pascoli; filiera della carne e macello pubblico provinciale di Feltre (secondo stralcio); IIS Della Lucia come istituto di ricerca di riferimento provinciale in ambito agricolo e forestale.

3.    Qualità dell’aria

Tematica delle PM10 e 2,5, benzopirene (combustione della legna in modo inadeguato): la tematica della qualità dell’aria impone azioni mirate di informazione sul corretto uso della biomassa legnosa per il riscaldamento domestico e di incentivazione per la sostituzione degli impianti di combustione. Più in generale continuerà l’attività di coordinamento dell’ufficio Ambiente in sede di Tavolo Tecnico Zonale del Bacino Padano e, sull’esperienza del progetto LIFE REDUCE (non finanziato) si lavorerà in coordinamento con tutti i soggetti allora coinvolti in un progetto articolato sul corretto uso della biomassa legnosa nel riscaldamento domestico.

4.    Certificazione “carbon neutral/carbon free”

Completata la fase di audit per il bilancio di emissioni/assorbimento della CO2 a livello provinciale l’obiettivo è quello di procedere con la certificazione e con le relative azioni di ulteriore limitazione delle emissioni insieme con la promozione della certificazione presso il mondo della scuola e i portatori di interesse.

5. Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, Parco Regionale Dolomiti d’Ampezzo, Fondazione Dolomiti Unesco

Il capitale naturale rappresentato dal patrimonio naturalistico che arricchisce e qualifica il territorio montano bellunese trova nel PTCP una ricognizione puntuale per quanto riguarda i parchi naturali e le altre aree soggette a forme di tutela (riserve naturali, aree wilderness, biotopi di interesse locale, siti appartenenti alla rete Natura 2000, riserva della biosfera Mab, ecc.). Con i soggetti gestori e la Fondazione Dolomiti Unesco, della quale la Provincia fa parte, vanno dunque intensificati i rapporti di collaborazione dal punto di vista progettuale e scientifico, nel pieno rispetto dell’Agenda 2030 e dei suoi obiettivi e nella scia di una transizione ecologica tale da far diventare la tutela ambientale un percorso sempre più condiviso. La Provincia si farà inoltre parte attiva con la Regione per l’approvazione dei Piani di gestione dei siti della Rete Natura 2000.

6.    Olimpiadi Milano Cortina 2026

Le Olimpiadi sono un evento straordinario che va sostenuto per le ricadute positive che potrà generare sull’economia della nostra provincia, rispettando l’impegno assunto e condiviso da tutti all’atto della presentazione della candidatura di farle diventare un modello per l’organizzazione sostenibile di un grande evento. Provincia di Belluno promuove il fatto che le Olimpiadi di MilanoCortina 2026 siano le prime certificate sotto il profilo ambientale ed economico.

Per raggiungere questo obiettivo, vanno evidenziati alcuni temi delicati. Sulla pista da bob si ritiene corretta la ricostruzione sull’attuale sito, purché si eviti ulteriore consumo di suolo. Sul fronte della gestione futura della struttura le criticità più volte emerse impongono l’impegno di tutti gli enti pubblici sovraordinati e di tutto il mondo dello sport. Si ribadisce pertanto l’indisponibilità da parte della Provincia a sostenere costi di gestione della struttura. Per quanto riguarda il Master Plan e il villaggio olimpico, si ribadisce il punto fermo di evitare qualsiasi iniziativa che comporti consumo del suolo e possibili speculazioni immobiliari puntando verso interventi di rigenerazione urbana come la ristrutturazione/riconversione del complesso-colonia Ex ENI di Borca di Cadore, basandosi sui progetti esistenti del progettista Edoardo Gellner, con una rilettura delle strutture secondo l’Agenda Onu 2030 (dopo l’evento olimpico, potrebbe essere utilizzato, almeno in parte, per scopi sociali e pubblici, adattandolo anche per rispondere all’esigenza di alloggi per quelle professionalità che il territorio ha bisogno di richiamare da fuori provincia), investendo sulla sostenibilità sotto tutti gli aspetti possibili, dagli impatti CO2 degli interventi previsti (carbon neutral) ad un piano della mobilità sostenibile che preveda la gestione dei flussi dei non residenti in ottica di trasporto pubblico locale (per es. parcheggi scambiatori in prossimità delle stazioni dei treni di Feltre, Belluno, Ponte nelle Alpi, Longarone e dello svincolo dell’A27, sistema di navette dai parcheggi e dagli aeroporti di Venezia, Treviso e Verona per e da Cortina). Rispetto ai collegamenti con nuovi impianti a fune previsti nel Master Plan olimpico, in considerazione delle grandi criticità emerse nel territorio, si manifesta un giudizio di contrarietà in relazione in particolare all’impatto paesaggistico e ambientale impattante che – come sollevato dalla Fondazione Dolomiti Unesco – rischia di costituire una pregiudiziale in ordine al mantenimento del riconoscimento di Patrimonio dell’Umanità.

Si ribadisce la necessità di coinvolgere nel dibattito sulle Olimpiadi associazioni, enti e comitati, a partire dalla Fondazione Dolomiti Unesco, per tener fede all’impegno di garantire l’eredità olimpica, nonché il perdurare dei benefici sociali, economici e ambientali sui territori, come stabilisce la Legge olimpica (DL n. 16/2020).

L’appuntamento delle Paralimpiadi 2026 va colto quale occasione per realizzare interventi, su tutto il territorio provinciale, tesi ad aumentare l’accessibilità del patrimonio paesaggistico, del sistema dei servizi, dell’impiantistica sportiva e di quanto attiene agli aspetti dell’inclusione e dell’accoglienza/ricettività. In tal senso la Provincia avvierà un’interlocuzione con il Comitato organizzatore e la neo-costituita società pubblica Infrastrutture Milano Cortina 2026.

7.    Viabilità, mobilità, connessioni e infrastrutture

Il tema della viabilità è strategico per la nostra Provincia. Da qui una visione, ragionata, che dice no al prolungamento autostradale e sì ad interventi di miglioramento e completamento della viabilità esistente in ottica di risoluzione dei punti neri e dei collegamenti intervallivi, sul solco tracciato dal documento approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale del 2 novembre 2021 all’interno del quale sono inserite le priorità d’intervento nella parte della nostra provincia di Valbelluna, Agordino e Zoldano. Per quanto riguarda la parte “alta” obiettivo la realizzazione – in tempi il più possibile accelerati – delle opere programmate per Mondiali e Olimpiadi e attenzione particolare all’emergenza del Comelico, per il quale vanno trovate risorse straordinarie in grado di supportare i disagi della popolazione residente e un’alternativa all’attuale galleria in attesa dell’intervento di manutenzione straordinaria. Viste le condizioni di particolare isolamento della vallata, si ritiene utile analizzare 9possibili collegamenti stradali verso Nord.

Pieno sostegno all’anello ferroviario delle Dolomiti, dalla Feltre-Primolano al Treno delle Dolomiti, con interventi di potenziamento e velocizzazione della linea Padova-Calalzo (rettifica curve ingresso/uscita Feltre, l’elettrificazione della Ponte nelle Alpi-Calalzo) e il potenziamento del TPL almeno in Valbelluna (integrazione del TPL su gomma con il trasporto ferroviario per servire le valli per/dalle stazioni ferroviarie).

Per quanto riguarda l’impiantistica a fune, va inserita all’interno di un quadro più ampio di mobilità integrata/sostenibile, valutando con attenzione ogni singola progettualità, dopo un attento ascolto dei portatori di interessi che coinvolga in maniera attiva gli Enti Locali.

Con il Fondo (nazionale e regionale) trasporti, è urgente individuare e applicare costi (fabbisogni) standard, che tengano conto del differenziale montagna.

Completamento della rete ciclabile provinciale e realizzazione di un piano di gestione/ manutenzione, con inserimento nella rete delle ciclovie regionali e nazionali.

Sostegno agli interventi della BUL (Banda ultra larga), con particolare riguardo alla connessione via cavo anche nelle zone “a fallimento di mercato”. Si conferma l’impegno a spingere con le aziende di settore per completare gli interventi in tempi rapidi.

8. Trasporto pubblico locale

Il tema del trasporto pubblico e conseguentemente della integrazione delle diverse parti del territorio provinciale, anche quelle più marginali, è di fondamentale importanza per la competitività futura della provincia di Belluno.

Infatti, la conformazione montana delle provincia e gli indici generali di bassa densità abitativa impongono di ripensare e prevedere un trasporto pubblico integrativo e flessibile con soluzioni specifiche per i diversi territori, al fine di rispondere alle reali necessità dell’utenza di mobilità casalavoro, casa-servizi, casa-scuola. Inoltre in questo periodo di emergenza epidemiologica generale dovrà garantire un’efficace tutela della salute pubblica e gestire le criticità relative ai rischi di affollamento e contagio.

A seguito della aggiudicazione della gara a doppio oggetto che prevedeva la selezione di un nuovo socio privato e il conseguente affidamento del servizio alla società Dolomiti Bus spa, si procederà alla sottoscrizione del contratto e al successivo avvio di tutte le attività per implementare il trasporto con servizi innovativi e inclusivi per la geografia provinciale, come indicati nel bando di gara, in particolare dei servizi flessibili a chiamata almeno nelle tratte urbane di Feltre e Belluno, ma preferenzialmente estendendolo alla Valbelluna (bando SUS).

9. Caccia e pesca

La gestione della fauna selvatica e di quella ittica tiene insieme diversi elementi (conservazione, biodiversità, produzioni agricole e paesaggio) e pertanto deve basarsi sulle migliori evidenze scientifiche. Con l’entrata in vigore della LR 30/2018, la Provincia di Belluno ha visto riassegnate, sia pur parzialmente, le funzioni amministrative in materia di caccia e pesca. Per dare ulteriore valore al modello di gestione costruito negli anni assieme al mondo venatorio e dei pescasportivi, si propone – oltre ad altri puntuali interventi – di trovare un’intesa con la Regione per rafforzare la potestà regolamentare della Provincia, attualmente limitata a «disposizioni integrative e attuative del provvedimento della Giunta regionale». Inoltre, anche per migliorare la sicurezza della rete stradale provinciale, verrà elaborato un piano-programma di durata pluriennale per la realizzazione, d’intesa con ANAS e Veneto Strade, di attraversamenti ecologici nei punti più critici. Si propone altresì di coinvolgere le associazioni ambientaliste bellunesi nel Tavolo verde già istituito con il mondo venatorio e le associazioni agricole per raggiungere un equilibrato rapporto tra fauna, produzioni agricole e ambiente. Per quanto riguarda le progettazioni e le realizzazioni delle opere in alveo, si propone di istituire un organismo tecnico consultivo analogamente a quanto disposto con DGR n. 1009/2021 per i dragaggi dei fondali marini.

10. Gestione dei rifiuti solidi urbani

Concludere l’alienazione de La Dolomiti Ambiente Spa ai gestori pubblici bellunesi; sostegno al Consiglio di Bacino: in attesa della proposta di riordino istituzionale, fornire supporto in termini logistici (ufficio) e di personale al Consiglio di Bacino.  Una volta individuato il soggetto gestore unico si rimane a disposizione per lo sviluppo di particolari linee di smaltimento, ad esempio quella dei rifiuti agricoli.

11. Pianificazione e governo del territorio

Fermo restando il pieno esercizio della “delega” urbanistica, con un proficuo rapporto di concertazione-collaborazione fra Comuni e Provincia, mancando il PTRC veneto di “valenza paesistica”, la Provincia si propone di aprire un tavolo di confronto con lo Stato (Sovrintendenze) e la Regione per un coinvolgimento partecipativo delle comunità locali nei procedimenti autorizzativi, come previsto dall’art. 144 del D. L.gs n. 42 del 2004 (“decreto Urbani”), al fine di conseguire una mirata programmazione degli usi del territorio.

Per quanto riguarda gli interventi sulle rete elettriche, i criteri di dimensionamento e localizzazione dei nuovi impianti devono soddisfare il miglioramento complessivo del sistema provinciale, l’inserimento paesaggistico e la produzione energetica, anziché l’ottimizzazione della sola produzione e, secondo questi criteri, gli interventi devono prevedere l’uso di cavi interrati nella realizzazione di nuove linee elettriche anziché linee aeree e nel caso di manutenzione di linee esistenti dovrà essere privilegiato l’uso dei cavi interrati.

Per un giusto e nuovo rapporto tra conservazione attiva e sviluppo è fondamentale la valutazione approfondita del peso dei servizi ecosistemici forniti dal territorio coltivato e dal patrimonio naturale. Il peso ponderale della Rete Natura 2000 e il ruolo del sistema agroforestale portano la provincia a essere un vero e proprio serbatoio di servizi ecosistemici a beneficio non solo dei suoi abitanti, ma anche della pianura e delle aree metropolitane. La pianificazione territoriale quindi deve contemplare questo patrimonio, analizzarlo e quantizzarlo anche sotto il profilo della valutazione economica. Questo non per fare dei servizi ecosistemici beni commerciali da mettere sul mercato, ma per avere strumenti che implichino un riconoscimento innazitutto da parte del mondo economico, che spesso legge la tutela ambientale in contrapposizione allo sviluppo, ma anche da parte delle istituzioni che stentano a dare il giusto riconoscimento e peso alle prestazioni che la montagna fornisce a tutto il territorio regionale. Inoltre, diventa importante anche per cogliere le opportunità delle misure europee e nazionali che, nella prospettiva della attuazione della Strategia 2030 e del PNRR, hanno la tutela e la valorizzazione dei servizi ecosistemici tra i propri obiettivi.

V.  Ulteriori spunti programmatici e di impegno politico

  1. Il massimo impegno sarà rivolto alla ricerca dell’unità d’intenti tra tutti i livelli di governo locale, interagendo con l’opinione pubblica per realizzare un dialogo costruttivo, tempestivo e trasparente con la Stato, il Parlamento, il Governo, la Regione, con l’intento di portare a fattor comune le funzioni assegnate alla Provincia montana di confine.

La Provincia di Belluno parteciperà a tutti i tavoli tematici che si formeranno a livello sia nazionale (Ferrovie dello Stato, Anas, Terna, Enel, Poste, Infratel, ecc.) che locale, inclusa la costituenda Fondazione Cortina.

  1. Il turismo, pur non costituendo per scelta della Regione una competenza diretta della Provincia, rappresenta una componente significativa per l’economia montana, un valore “orizzontale” che integra le economie locali. Il contesto attuale offre l’opportunità di ripensare e coordinare gli interventi, per mettere mano sia alla nota debolezza strutturale dell’ospitalità alberghiera, sia per il riposizionamento del nostro prodotto territoriale su nuovi mercati, per realizzare un nuovo equilibrio tra turismo di massa, grandi eventi, forme di accoglienza più sostenibili, diffuse sul territorio e lungo l’intero anno (destagionalizzazione). La crisi pandemica potrà essere un acceleratore di tendenze, già in atto, che vanno colte. Il Bellunese pu giocarsi carte importanti e competitive: autenticità, relazione con le comunità locali, esperienziali, qualità delle produzioni agroalimentari tipiche, bellezza del paesaggio, salubrità ambientale, mobilità sostenibile, attività sportive di nicchia, ecc. Essere parte delle Dolomiti, uno dei pochissimi Patrimoni UNESCO naturali d’Italia, è un tratto distintivo che dovrà essere al centro del nuovo Piano di marketing territoriale “Vivere le Dolomiti”.
  2. Quanto alla cultura, essa svolge un importante ruolo strategico sia in termini di salvaguardia dell’identità comunitaria locale sia in termini di valorizzazione degli eventi e del patrimonio culturale iscritto nel paesaggio, per attrarre turismo qualificato, capace tanto di stimolare processi di autoconsapevolezza quanto di garantire una leva economica alternativa in una stagione difficile per i comparti economici tradizionali.

Il grande patrimonio museale e di collezioni del territorio provinciale necessità di coordinamento e supporto che solo una rete strutturata e dimensionata alle esigenze dei vari sottogruppi dimensionali, gestionali e tipologici pu  garantire. Si vuole quindi isituire una nuova rete museale provinciale che sia attore attivo di supporto e coordinamento delle attività dei musei della Provincia di Belluno, anche con la partecipazione di Enti e Associazioni non museali.

Il Museo Provinciale di Seravella, rappresenta un fulcro imprescindibile di custodia e divulgazione del patrimonio etnografico della Provincia e anche dell’intera Regione. L’obiettivo, una volta terminati gli interventi già approvati e finanziati con il FCC, è quello di regolamentare il rapporto con l’Unione Montana Feltrina, proprietaria dello stabile, al fine di garantire maggiori possibilità di interventi di manutenzione ordinaria e una gestione più diretta da parte dell’Ente Provincia. Ancor più urgente è intervenire sulla situazione del personale del Museo e dell’intero settore cultura; i numeri esigui di personale a breve non consentiranno più l’esercizio delle funzioni ed è necessario, insieme anche alle altre funzioni in delega dalla Regione, con quest’ultima, ricercare e applicare nel più breve tempo possibile, azioni che aumentino la dotazione di personale in ruolo.

La Provincia curerà un rapporto di costante collaborazione con il mondo del volontariato per quanto riguarda sia la protezione civile sia l’escursionismo d’alta montagna (CAI), rafforzando al massimo tale vitale rapporto, come del resto le recenti emergenze Vaia e Covid hanno evidenziato a tutto tondo.

[1] Le funzioni fondamentali della legge 56 sono le seguenti: pianificazione territoriale provinciale di coordinamento; tutela e valorizzazione dell’ambiente, per gli aspetti di competenza; pianificazione dei servizi di trasporto in ambito provinciale, autorizzazione e controllo in materia di trasporto privato; costruzione e gestione delle strade provinciali e regolazione della circolazione stradale ad esse inerente; programmazione provinciale della rete scolastica; raccolta ed elaborazione di dati, assistenza tecnico-amministrativa agli enti locali; gestione dell’edilizia scolastica; controllo dei fenomeni discriminatori in ambito occupazionale e promozione delle pari opportunità sul territorio provinciale; cura dello sviluppo strategico del territorio e gestione di servizi in forma associata in base alle specificità del territorio montano; cura delle relazioni istituzionali con Province, Province autonome, Regioni, Regioni a statuto  speciale ed enti territoriali di Stati confinanti e il cui territorio abbia caratteristiche montane.

Le funzioni amministrative conferite alla Provincia dalla L.R. 25 sono le seguenti: politiche transfrontaliere, minoranze linguistiche, governo del territorio e tutela del paesaggio, risorse idriche ed energetiche, viabilità e trasporti, foreste, caccia e pesca, sostegno e promozione delle attività economiche, dell’agricoltura e del turismo.

[2] Le funzioni “non fondamentali” ricollocate in capo alla Regione riguardano: caccia e pesca; difesa del suolo;  turismo; agriturismo; economia e sviluppo montano; energia; industria, artigianato e commercio; sociale; mercato del lavoro.

 

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