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Attacco a Dolomiti Ambiente per presunte passività. Simone Deola smentisce: “Qualcuno vorrebbe fossero i privati a gestire questi servizi”

Simone Deola

“Mi trovo nel giro di pochi mesi a dover smentire, per l’ennesima volta, affermazioni fatte a mezzo stampa sulla situazione finanziaria e debitoria della società “La Dolomiti Ambiente”. Nella giornata di domenica 12 settembre è apparso sul Corriere delle Alpi un articolo che riportava dichiarazioni del consigliere del Comune di Belluno De Pellegrin e della vicesindaca Olivotto circa un presunto debito di «oltre 4 milioni di euro» della società e di «una pesante eredità che rischia di ricadere sui cittadini…».

Affermazioni gravissime che non trovano alcun riscontro nel reale stato finanziario della società e che chiunque può verificare attraverso l’analisi dei bilanci e dei documenti allegati pubblicati; insinuazioni che gettano discredito su “La Dolomiti Ambiente” e sul suo reale valore, per di più in un momento cruciale del percorso di costituzione del soggetto unico gestore dei rifiuti in provincia di Belluno.

Come soci di maggioranza, abbiamo più volte messo a disposizione di qualsiasi consiglio comunale, anche di quello di Belluno, gli organi amministrativi della società per fugare ogni perplessità circa il reale stato de “La Dolomiti Ambiente”; e in questa sede rinnovo la massima disponibilità, ma non posso non evidenziare come da mesi vi sia in atto una precisa campagna denigratoria proveniente da diversi contesti nei confronti de “La Dolomiti Ambiente”, che mira a escluderla dal processo in atto.

I passaggi fin qui fatti dall’assemblea dei sindaci del Consiglio di bacino, votati molto spesso all’unanimità da tutti i sindaci della provincia, hanno chiaramente definito i soggetti coinvolti e il percorso per arrivare al soggetto unico gestore e “La Dolomiti Ambiente”, in questi passaggi, è sempre stata ritenuta strategicamente rilevante per la chiusura del ciclo integrato dei rifiuti inglobando nel perimetro non solo la raccolta ma anche lo smaltimento e il trattamento degli stessi.

Ribadisco con forza che non è né la Provincia né altro Ente ad aver definito di imperio questo perimetro ma sono stati tutti i sindaci della provincia di Belluno ad aver correttamente intravisto l’opportunità di mantenere di proprietà pubblica il patrimonio del Maserot e allo stesso tempo di ritenere strategicamente importante gestire anche il trattamento dei rifiuti e non solo la raccolta. Anche alla luce di ciò, le affermazioni apparse sulla stampa in questi giorni stridono ancor di più.

Chiudo riprendendo alcune riflessioni fatte nel comunicato che avevo inviato alla stampa in occasione di altre insinuazioni apparse circa un mese fa.

Biodigestore di Maserot

“La Dolomiti Ambiente” e l’impianto del Maserot sono un patrimonio pubblico che tale deve rimanere con la possibilità in un immediato futuro di poter accedere a finanziamenti, ad esempio del Pnrr, per ulteriormente efficientare lo smaltimento del rifiuto organico e per implementare nuove linee di lavorazione portando a essere ancora più strategico questo impianto.

D’altro canto, per questi motivi, l’assemblea dei sindaci del Consiglio di bacino ha già più volte deliberato di mantenere in forma pubblica attraverso la soluzione dell’in house la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti in provincia di Belluno, con buona pace di chi vorrebbe che fossero i soggetti privati a gestire questi servizi essenziali ricaricando così nei costi anche i propri, legittimi, utili d’impresa.

Simone Deola – Consigliere provinciale con delega all’Ambiente

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