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Commercio estero nelle province di Belluno e Treviso: I° semestre 2021 a due cifre il rimbalzo su base annua. Luci e ombre il confronto rispetto ai primi 6 mesi del 2019

Mario Pozza

Treviso, 15 settembre 2021 –  “È robusto, ma in qualche modo scontato, il rimbalzo delle esportazioni venete (+23,8%), trevigiane (+24,9%) e bellunesi (+44,3%) rispetto allo stesso periodo del 2020”. E’ il commento del presidente della Camera di Commercio di Treviso-Belluno, Mario Pozza – Invito però ad analizzare con attenzione, fra luci e ombre, il confronto con i livelli export del primo semestre 2019: perché è da questo confronto temporale che esce il dato vero, e si capisce se i vari settori stanno recuperando le performance pre-Covid.

In questa prospettiva d’analisi – continua Pozza – si può certamente affermare che le esportazioni venete del primo semestre 2021, prese nel loro complesso e pari a 34,1 miliardi di euro, superano i livelli export raggiunti nel primo semestre 2019, per una crescita del +5,0%. Questa dinamica positiva – avverte ancora Pozza – non si replica però in modo uniforme in tutte le province e per tutti i settori.

L’andamento dell’export trevigiano è emblematico al riguardo. Cresce del +3,5% rispetto al primo semestre 2019: e si tratta di un gran risultato. Ma c’è ancora del terreno da recuperare sul biennio per i macchinari (-6,7%), per il tessile-abbigliamento (-12,7%), per le calzature (-4,7%), per l’industria alimentare (-2,3%): settore che non riesce a recuperare neppure nel confronto con il 2020, causa chiusura fino a primavera inoltrata dei canali Ho.Re.Ca.

Anche per l’export bellunese – prosegue Pozza – bisogna fare dei distinguo. Pur interessato da un cospicuo rimbalzo annuo del +44,3%, nel biennio accusa ancora una flessione export del -3,7%. Il risultato è in buona parte condizionato dall’occhialeria: recupera il +54,4% rispetto ai primi sei mesi del 2020, ma resta inferiore del -7,3% rispetto ai primi sei mesi del 2019. Contrazione che sfiora il -10% con riferimento ai mercati extra-Ue.

La buona notizia per Belluno è però la seguente – conclude Pozza: se non si considera l’occhialeria, l’export degli altri settori si posiziona non sono in ripresa su base annua (+25,8%), ma supera i risultati raggiunti nei primi sei mesi del 2019 (+5,6%, +34 milioni di euro). A ciò contribuiscono i macchinari (in particolare la filiera del freddo), il tessile-abbigliamento, i prodotti alimentari, elettronica, carpenteria.

Quali conseguenze trarre da questi dati? – si chiede il presidente Pozza. Bisogna ancora lavorare duro sulla promozione all’estero delle nostre produzioni. E bisogna farlo a mio avviso su più livelli: agganciare i grandi contractor del B2B, presentandoci come specialisti per le varie filiere. Penso a tutti i nostri carpentieri e specialisti nelle lavorazioni meccaniche e plastiche. Promuovendo la nostra migliore immagine del Made In Italy e dell’Agrifood nelle fiere di settore. Offrendo al tempo stesso servizi alle nostre imprese per tutelarsi da questa grande incognita che grava sul futuro, data dall’andamento dei prezzi delle materie prime. Forse sta esaurendosi la spinta rialzista di alcune materie prime, ma i rincari cumulati hanno già eroso i margini di guadagno delle nostre imprese. Sta emergendo una nuova strozzatura nelle forniture energetiche. Resta complicata la logistica marittima: il prezzo dei noli ha superato quota 4000 punti, cosa che non succedeva dal 2010. Assistiamo a penuria di input, come il caso dei microchip: componenti di 2 euro che fanno ritardare o saltare interi lotti di produzione di auto. Sono nuovi paradossi che ci dovranno portare a ripensare la geografia delle catene del valore globale, a governare meglio i fattori strategici, anche riportando in prossimità lavorazioni funzionali alle nostre produzioni.

 

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