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Risolto il guasto al biodigestore del Maserot. Deola: «Confermata la strategicità provinciale del sistema di Dolomiti Ambiente e dei suoi tecnici»

Biodigestore del Maserot

Risolto il guasto al biodigestore del Maserot: questa mattina alle 11.40 è ripartito l’impianto che trasforma il rifiuto umido in compost, ricavando energia dai gas di fermentazione. I tecnici hanno ricaricato la camera di lavorazione anaerobica della frazione organica e nel giro di qualche settimana il sistema tornerà a pieno regime. «Giusto il tempo che riprenda la fermentazione e avremo di nuovo la piena capacità operativa» spiegano i tecnici di Dolomiti Ambiente.

Simone Deola – Consigliere provinciale

Il biodigestore era andato in blocco nella prima settimana di luglio, a causa di un problema meccanico al sistema di rimescolamento del rifiuto umido. Dolomiti Ambiente ha attivato immediatamente le procedure per far sì che la raccolta e il trattamento del rifiuto non subissero contraccolpi. «E difatti non c’è stata nessuna ripercussione sull’utenza finale» sottolinea il consigliere provinciale delegato all’ambiente, Simone Deola. «È stato riattivato il compostaggio aerobico del rifiuto umido per poter superare la prima fase di criticità, in autosufficienza. E sono stati fatti alcuni investimenti di ammodernamento, proprio per evitare ulteriori guasti in un prossimo futuro. Diciamo che abbiamo approfittato del momento, trasformando un possibile disagio in un’occasione per migliorare alcuni piccoli aspetti tecnici dell’impianto. Che – va sottolineato – si conferma strategico per la nostra provincia, sia per la tecnologia che esprime, sia per la grande professionalità ed esperienza dei suoi operatori».

Il rifiuto umido che arriva al Maserot, anche durante le settimane di blocco del biodigestore, viene prima ripulito da eventuali presenze estranee (residui non organici). Poi entra nel ciclo dell’impianto, finendo in un miscelatore che prepara “l’impasto” da iniettare nella camera anaerobica. Qui, avviene la fermentazione di circa 1.350 metri cubi di materiale, per una durata media di 14 giorni. Durante la fermentazione viene prodotto il gas (circa 6mila metri cubi al giorno), in grado di immettere nella rete 635 kW/h di elettricità green. Il percorso si conclude con l’uscita dal biodigestore di compost, che opportunamente trattato può essere utilizzato per orti e giardini.

«Trattare il rifiuto umido trasformandolo in energia e in compost utilizzabile per orti e giardini va nella direzione di ecologia e sostenibilità che un territorio fragile come il nostro ha l’obbligo di perseguire – continua il consigliere Deola -. In questo senso, da qualche tempo l’impianto riceve in maniera stabile e continuativa la ramaglia conferita dai residenti nel Bellunese, che viene immessa nel ciclo di lavorazione. Avere un servizio simile è un altro esempio della strategicità del Maserot e di Dolomiti Ambiente. E da parte della Provincia ringrazio tutte le maestranze che vi lavorano».

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