
Roma, 26 maggio 2021 – «La sfida demografica deve essere al centro delle iniziative collegate all’autonomia». Lo ha affermato il deputato bellunese Roger De Menech questa mattina in Commissione Federalismo fiscale della Camera nel corso dell’audizione della ministra per gli affari regionali Mariastella Gelmini.
«Se l’autonomia sarà lo strumento con cui riconosciamo e valorizziamo le differenze avremo centrato gli obiettivi di coesione nazionale, di giustizia sociale e avremo mezzi per rivitalizzare quelle zone d’Italia che stanno perdendo la linfa vitale dei giovani e dei talenti», ha detto De Menech. «Per questo il principio di autonomia deve essere riconosciuto prima ancora che alle regioni ai territori e sono i territori, le aree interne, ad avere più bisogno di strumenti concreti per mantenere e rafforzare i servizi. La popolazione non abbandona le zone che offrono servizi. Ma deve essere riconosciuto il principio delle differenze. Non solo tra nord e sud, ma anche tra centro e periferie, tra pianure e montagne e vale per tutto il paese, dal Piemonte alle isole. Anche all’interno delle regioni che hanno chiesto l’autonomia persistono sperequazioni considerevoli e dunque non possiamo permetterci di sostituire o, peggio, replicare, il centralismo statale con quello regionale».
«Un esempio concreto ci viene dalla gestione dell’emergenza Covid-19», ha detto il deputato. «Non è in discussione l’autonomia sanitaria delle regioni, ma è chiaro a tutti che dovremo introdurre il coordinamento delle politiche sanitarie perché altrimenti non risolveremo i gravi problemi riscontrati dalla sanità territoriale nell’ultimo anno e mezzo. Un altro cardine dovrà essere il potenziamento degli enti locali. La distribuzione delle risorse a Comuni e Province non può più essere fatta in maniera orizzontale con l’unico parametro del numero di abitanti ma, come è stato fatto nel 2020 e come si sta facendo nel 2021, includendo altri fattori, così da sostenere maggiormente chi è più debole».
«Il percorso per l’autonomia dei territori», conclude De Menech, «riprende il proprio cammino là dove si era interrotto: dalla legge quadro disegnata da Francesco Boccia. Il pregio di quel testo è di essere ‘inclusivo’ e di puntare alla perequazione e alla giustizia sociale. L’autonomia che serve all’Italia non è il mero trasferimento di poteri e di risorse, ma deve puntare a ridurre le disuguaglianze tra le aree più sviluppate e quelle più arretrate del paese e a offrire i servizi universali a tutti i cittadini, ovunque essi scelgano di vivere. È molto incoraggiante in tal senso il riconoscimento della ministra Mariastella Gelmini».
