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domenica, Aprile 11, 2021
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Assemblea Bard 2021: confermato l’impegno per autonomia e minoranze

Andrea Bona

Si è svolta in questi giorni, dopo la pausa forzata del 2020 causa pandemia, l’assemblea dei soci del movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti: l’occasione, molto partecipata nonostante l’impossibilità di trovarsi in presenza, per adempiere agli aspetti burocratici relativi alla gestione del movimento e per fare il punto della situazione su quanto fatto nell’ultimo biennio e quanto accadrà quest’anno.

Ad aprire i lavori, che si sono tenuti in remoto, è stato il presidente Andrea Bona, che ha ripercorso l’attività degli ultimi due anni: «Siamo stati impegnati sul fronte elettorale regionale ed europeo, e questo ci ha consentito di rinsaldare collaborazioni storiche e di avvicinarci a nuove realtà. Nel 2019, con l’appoggio all’europarlamentare Herbert Dorfmann, ci siamo garantiti una finestra sull’Europa e sulle province autonome, mentre lo scorso anno con l’avventura delle regionali e le oltre 500 firme raccolte in provincia in pochissimi giorni abbiamo testato ancora una volta la presa dei temi autonomistici e del nostro movimento sui bellunesi».

Non è mancato poi un passaggio sull’incontro con l’ex Ministro per gli affari regionali e le autonomie Francesco Boccia – «con il quale c’è stata totale incomunicabilità sulle problematiche del nostro territorio», ha evidenziato Bona – e l’impegno a scendere nuovamente a Roma: «Contatteremo sicuramente il nuovo governo per avere anche con loro un confronto, tanto più che nell’esecutivo siede ancora quel Lorenzo Guerini che nel 2015 firmò con noi l’accordo elettorale regionale che comprendeva il ripristino dell’elettività provinciale. – assicura Bona – Non mancheremo poi di contattare anche il neo-segretario del Partito Democratico Enrico Letta: non possiamo infatti dimenticare le sue parole, “bisogna intervenire per evitare asimmetrie istituzionali che non hanno senso: a questo territorio serve un’autonomia forte”, proferite da Presidente del Consiglio in occasione della visita a Longarone per i 50 anni della tragedia del Vajont».

Il 2021 sarà un anno ancora all’insegna della lotta per l’autonomia del Bellunese e per la tutela delle minoranze linguistiche, anche alla luce del “report sulle cause della progressiva estinzione delle minoranze linguistiche ladine della provincia di Belluno in conseguenza delle politiche attuate dallo Stato italiano” redatto dal movimento lo scorso anno e dalla bocciatura del Minority Safepack da parte della Commissione Europea: «Il nostro report ha suscitato interesse a livello europeo, e in autunno, confidando anche nel ritorno alla libertà di spostamento, avremo notizie interessanti. C’è sicuramente un interesse politico sulla questione, soprattutto dopo la “rottura” tra il Parlamento Europeo e la Commissione a seguito del respingimento delle richieste contenute nel Minority Safepack, sottoscrizione da 1,3 milioni di firme a livello europeo tradotta poi in risoluzione approvata a larga maggioranza dal Parlamento Europeo».

Dopo l’introduzione, spazio ai presidenti delle quattro vallate. Danilo Marmolada, per l’Agordino, ha ricordato il grande lavoro degli anni passati per i referendum comunali per il passaggio alle province autonome di Trento e di Bolzano, e come «su questi sia poi calato un grave e pesante silenzio istituzionale».
Silvano Merlin, vallata Bellunese – Longaronese – Alpago, ha rimarcato come “autonomia” sia una parola ormai abusata anche da quei partiti che poi, nella pratica, attuano politiche centralista, sottolineando anche che «autonomia è responsabilità, non solo della politica, ma dell’intera comunità».
Proprio in questa direzione è andato anche l’intervento dal Feltrino di Alfonso Liotta, per il quale serve un cambio di mentalità per superare i blocchi partitici e perseguire l’obbiettivo autonomistico per il quale «il BARD ha sviluppato e sta sviluppando iniziative e collegamenti locali, regionali ed europei innovativi».
Per il Cadore – Comelico – Zoldo, Marinella Piazza ha poi sottolineato come «la politica non sia più attenta a risolvere i problemi veri dei cittadini», evidenziando come – grazie anche alle potenzialità della rete – proprio dal Cadore sia nata una rete provinciale di sole donne che affrontano le tematiche e i problemi del territorio, a partire da quelli della sanità.
Chiusura, infine, da parte del vicepresidente BARD Roberto Brustolon, che ha fatto un’analisi dell’attuale situazione economica provinciale che «vede soprattutto in quota una crisi gravissima, con il turismo in ginocchio e la lenta scomparsa di filiere come quelle del legno e dell’agroalimentare storicamente pilastri dell’economia di montagna».

In conclusione, c’è stata la presentazione dei bilanci economici delle annate 2019 e 2020, entrambi approvati all’unanimità dei presenti e che si sono chiusi con un leggero attivo per le casse del movimento.

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