
La giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo che, sulla scia di quanto già fatto lo scorso anno, ridurrà anche per tutto il 2021 il carico di pratiche amministrative per i gestori di locali pubblici che vorranno ampliare i plateatici dei propri esercizi.
«Abbiamo voluto lanciare anche quest’anno un segnale ai gestori dei locali pubblici, che già la scorsa estate avevano espresso apprezzamento per l’iniziativa: – commenta l’assessora al turismo Yuki d’Emilia – il momento è drammatico e non sappiamo ancora quando potremo vedere la fine, ma pensiamo che snellire il carico burocratico per
ampliare i plateatici e poter così garantire la sicurezza di dipendenti e di clienti, non appena le attività potranno riprendere, possa essere un segnale di fiducia e un sostegno a aziende e lavoratori».
Le indicazioni ricalcano quelle adottate lo scorso anno: per le occupazioni costituite da arredi non saldamente ancorati a terra, non occorreranno autorizzazioni urbanistiche o edilizie; le richieste dovranno essere corredate da una planimetria in cui devono essere evidenziati gli arredi che si vogliono installare e gli spazi che si intendono occupare,
evidenziando le superfici necessarie per garantire il rispetto del distanziamento. Le domande saranno accolte compatibilmente con la disponibilità di spazi e anche con l’eventuale possibilità di sottrarli temporaneamente alle aree di sosta, purché non si tratti di spazi “riservati alla sosta di persone con ridotta capacità motoria, o di aree antistanti le vetrine di altri esercenti su sede fissa, o di aree solitamente occupate da associazioni o esposizioni”.
La decisione di riproporre anche per il 2021 l’iniziativa si basa anche sulla risposta ottenuta dagli esercenti: nel corso dello scorso anno sono state infatti una ventina le richieste di ampliamento raccolte e autorizzate da Palazzo rosso, che hanno interessato non solo il centro storico, ma anche alcune frazioni.
Resta invece per ora una possibilità l’introduzione di agevolazioni tariffarie: «Attendiamo che dal governo arrivino notizie sul provvedimento nazionale di cancellazione del nuovo canone unico, che quest’anno ha sostituito il COSAP – Canone di Occupazione Spazi e Aree Pubbliche. – aggiunge d’Emilia – Ripeteremo quindi quanto fatto nel 2020: già allora,
come riproponiamo nel 2021, decidemmo di non conteggiare nel calcolo tariffario lo spazio tra i tavoli necessario per garantire il rispetto del distanziamento sociale, in attesa di una decisione nazionale sul tributo;
poco dopo, arrivò la decisione del governo che cancellò il COSAP, e confidiamo che uguale soluzione possa essere presa presto dall’attuale esecutivo».
