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Banda ultra larga. Oggi l’incontro con i vertici Infratel, il ministro D’Incà, il presidente Padrin e l’onorevole De Menech

D’Incà: “Continuare il lavoro sul Veneto, digitale strategico per le nostre comunità”

Padrin: “Sviluppo della rete una priorità per il nostro territorio”

De Menech: “La connessione non è un lusso ma in bene necessario”

Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento

“Il Veneto deve continuare il percorso di intervento sulla banda ultra larga per potere affrontare adeguatamente le sfide del futuro e restituire servizi adeguati alle nostre comunità. Per questo motivo non possiamo permettere rallentamenti ed è opportuno continuare a lavorare in stretta sinergia con gli operatori coinvolti”.

Lo dichiara Federico D’Incà, ministro per i Rapporti con il Parlamento, in occasione dell’incontro che si è tenuto oggi sulla situazione della banda ultra larga in Veneto, assieme ai vertici di Infratel, al presidente della Provincia di Belluno Roberto Padrin e all’onorevole Roger De Menech.

“Attualmente, su 453 Comuni del Veneto rientranti nel piano in modalità Ftth (Fiber to the home), 143 sono ancora in progettazione esecutiva: circa 100 sono previsti per l’anno 2021 così da completare la progettazione esecutiva nel corso del 2022 per gli ultimi comuni. Da un punto di vista dell’esecuzione, invece, 308 sono gli ordini dati per costruzione a ‘Open fiber’ in modalità Ftth e di questi 204 sono in lavorazione, 104 sono terminati e si attende nell’anno 2021 il completamento dei lavori in ulteriori 150 comuni, di cui 22 nella provincia di Belluno – prosegue il ministro D’Incà, che aggiunge -: tra le criticità emerse, oltre a un rallentamento nella progettazione, c’è il problema dell’accesso alla manodopera, con la difficoltà a reperire aziende disponibili a lavori stradali. Una questione, però, sotto l’attenzione di Infratel che ha informato di avere sollecitato il concessionario ad ampliare le aziende impegnate nei lavori”.

Sempre dall’incontro, è emerso come il ‘piano scuola’ per collegare gli edifici scolastici del territorio stia prendendo forma: “Gli 88 comuni del Veneto collaudati, hanno collegato le scuole con la fibra ottica e saranno attivate tra le prime, nell’ambito del contratto che sarà firmato ad aprile. L’obiettivo è di collegare gli istituti dal mese di maggio. Va invece incrementato il piano voucher, l’iniziativa utile a dare un sostegno a chi non può permettersi una connessione internet o una adeguata strumentazione digitale: il Veneto ha ancora a disposizione 2 milioni e 698 mila euro”.

Per quanto riguarda la situazione del bellunese: “In tema di interventi – prosegue il ministro D’Incà – ci è stato comunicato che sono 11 i comuni collaudati e, secondo le stime del concessionario, si prevede di arrivare a 33 nel 2021. Inoltre, le opere di scavo si realizzeranno nell’estate di quest’anno per permettere ai gestori delle strade di effettuare i ripristini, anticipando le attività previste nel 2022. Questo grazie al confronto che ho fortemente voluto tra Veneto strade e Infratel”.

“Ho sempre ribadito come il digitale sia un’autostrada di informazioni per la conoscenza e una leva strategica per lo sviluppo del nostro territorio e dell’intero Paese. Dobbiamo intervenire con decisione per realizzare questa trasformazione a beneficio di cittadini, imprese e pubblica amministrazione – conclude il ministro per i Rapporti con il Parlamento”.

Roberto Padrin – Presidente della Provincia

“Lo sviluppo della rete e la copertura al 100 per cento della banda ultra larga – dichiara Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno e sindaco di Longarone – sono una priorità per il territorio bellunese, che da sempre sconta ritardi infrastrutturali importanti con il resto del Veneto. Penso soprattutto ai nostri paesi di montagna, distanti dai centri principali della Valbelluna, dove grazie alle nuove tecnologie digitali si potrebbero garantire servizi ai cittadini e contrastare così anche lo spopolamento. Penso alle imprese, agli enti pubblici. Proprio in questi giorni nel mio Comune, Longarone, ho ospitato una laureanda per discutere la tesi collegata alla fibra che abbiamo negli uffici comunali, perché nel suo paese, Podenzoi, non arriva internet. Il problema c’è ed è sentito. E per questo ringrazio il ministro D’Incà per l’occasione di questo incontro con Infratel, a cui ho sottoposto fin da subito la prima delle priorità: ovvero dotare in tempi rapidissimi le scuole di collegamenti internet veloci, per consentire il miglior svolgimento possibile della didattica a distanza. Sono convinto infatti che sarà utile per la formazione dei nostri ragazzi anche dopo che finalmente avremo superato il Covid. Infratel ci ha garantito un servizio gratuito per i plessi scolastici per i primi cinque anni, un buon risultato. Ma c’è la necessità di andare oltre, perché l’infrastruttura digitale è imprescindibile anche per le imprese e per lo sviluppo complessivo del nostro territorio. Il Covid infatti ha aperto una nuova prospettiva per l’abitare e lavorare in montagna, in particolare per quelle professioni che fanno del lavoro al computer il centro della giornata lavorativa – penso ad architetti e designer, a progettisti e molto altro. In condizioni di smart working, lavorare tra le Dolomiti anziché nella grigia periferia di una grande città fa la differenza. A patto però che ci siano collegamenti internet veloci in grado di permettere la piena operatività”.

Roger De Menech, deputato Pd

“Il progetto parte dal lontano 2016 – conclude l’onorevole Roger De Menech – oggi dobbiamo assolutamente accelerare perché anche la grave crisi in cui siamo ci ha fatto capire che la connessione è fondamentale soprattutto per le zone di montagna dove le distanze sono un limite alla vita. Voglio lanciare una idea per il nostro territorio: le tariffe di utilizzo siano agevolate per chi vive in montagna perché la connessione non è un lusso ma in bene necessario per garantire servizi e vita”.

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