
L’Unicef in occasione dell’8 marzo, festa della Donna, ha promosso la campagna contro “la violenza di genere” cioè la violenza contro le donne, le ragazze e le bambine.
“La violenza di genere ha radici antiche – sottolinea Maria Cristina Zoleo, presidente del Comitato provinciale Unicef-Fondazione Onlus – Oggi sono stati raggiunti importanti traguardi a difesa dei diritti di genere, ma l’obiettivo è ancora lontano.
E’ dimostrato statisticamente che la violenza di genere, se non provoca la morte, ha comunque conseguenze gravissime, sia a livello fisico che psicologico.
Durante la pandemia da Covid 19 le chiamate al numero internazionale antiviolenza 1522 sono aumentate del 71,7%. Ad oggi in Italia si verifica un femminicidio ogni 3 giorni e quasi quotidianamente un tentativo di violenza.
A livello globale circa 15 milioni di ragazze adolescenti, tra i 15 e i 19 anni hanno subito stupri o altri tipi di violenza sessuale.
Dal 2017 l’Unicef internazionale ha stilato un protocollo di collaborazione con il Ministero dell’Interno, rafforzando anche nel nostro Paese le strategie di assistenza per le bambine e le ragazze ,soprattutto se rifugiate e migranti. Il Piano Nazionale sulla violenza di genere è scaduto nel 2020 : l’auspicio è che venga quanto prima rinnovato.
E’ necessario che ciascuno di noi, a seconda delle proprie competenze – conclude Maria Cristina Zoleo – si attivi per promuovere una cultura della differenza di genere e una cultura dell’antiviolenza, partendo dalle scuole, combattendo gli stereotipi che la alimentano, per consentire ad ogni bambina e ad ogni ragazza il diritto a sviluppare i propri talenti e le proprie ambizioni”.
