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Debito pubblico e Covid. Marrone: “Finora la pandemia è costata 5.420 ad ogni italiano”

Michela Marrone

E’ di un paio di giorni fa lo studio realizzato e pubblicato dal Consiglio e dalla Fondazione Nazionale dei Commercialisti “Il debito pubblico italiano e il Covid 19”, che analizza l’effetto del Covid sul tessuto economico italiano.

“L’impatto del Covid sul debito pubblico è stato ‘straordinario’ – dichiara Michela Marrone, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili della Provincia di Belluno – anche se ancora non facilmente quantificabile. Ma il dato certo è che è costato ad ogni italiano, fino ad ora 5.420 euro, accompagnato da un calo del Pil pro capite di 2.371 euro e un incremento del debito pro capite di 3.049 euro.

Ma non è tutto.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale – prosegue la presidente provinciale dell’Ordine – infatti nel 2020, a causa della crisi pandemica globale, il nostro paese avrebbe subito il terzo più pesante crollo del Pil reale a livello mondiale, e sarebbe uno dei pochi paesi del G20 a far registrare un saldo negativo tra aiuti e perdita del Pil pro-capite.

Per il Consiglio Nazionale dei Commercialisti sarebbe quindi necessario, tra le varie manovre possibili, promuovere politiche fiscali espansive maggiormente coerenti con la situazione di estrema difficoltà delle imprese e delle famiglie italiane e nello stesso tempo impiegare al meglio le risorse del Recovery fund.
A tal proposito si segnala che il Consiglio Nazionale per il tramite di una propria apposita Commissione coordinata da Carlo Cottarelli, sta elaborando una riforma fiscale che punta oltre che alla semplificazione del sistema tributario, anche al riallineamento impositivo tra lavoratori dipendenti ed autonomi e alla restituzione di potere d’acquisto al ceto medio”.

“A livello locale – precisa Michela Marrone – non possiamo che registrare una crescente preoccupazione: tantissime realtà economiche stanno soffrendo per la chiusura forzata, a fronte della quale i ristori sono stati assolutamente insufficienti o mai prevenuti, non sempre ripartiti in maniera equa, e assolutamente intempestivi.
L’altro dato da segnalare è che nella nostra provincia, come altrove, si è registrato un calo dei fallimenti e delle procedure concorsuali rispetto agli anni precedenti, ma la sensazione è si tratti di un dato distorto. L’onda d’urto deve ancora arrivare e gli effetti reali della crisi saranno più evidenti nei prossimi mesi: la contrazione di liquidità per le imprese è sempre più pesante e le nuove regole sui conti correnti sono più stringenti in caso di sconfinamento, per cui è più facile diventare un cattivo pagatore.
In questo contesto non va dimenticato inoltre che sono ancora in fase sospensiva le cartelle esattoriali, oltre a numerosissimi atti impositivi già elaborati dall’Agenzia delle Entrate, attualmente in stand-by ma che presto verranno inviati ai contribuenti.
Il timore tangibile è che ci aspettino tempi difficili. In un contesto come questo – conclude la presidente Michela Marrone – servono quindi interventi rapidi e massici, altrimenti sarà troppo tardi”.

 

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