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Terapie intensive. Cristina Guarda: “Attendiamo i dati veri. Zaia si confronti con noi”

Cristina Guarda, consigliere regionale

La consigliera regionale Cristina Guarda di Europa Verde interviene sui dati delle terapie intensive dopo la dichiarazione alla stampa di Adriano Benazzato, segretario del sindacato veneto dell’Anaao secondo la quale sui 540 posti di terapia intensiva disponibili in Veneto a dicembre 2019 la giunta regionale certificava una carenza di 148 anestesisti. Mentre oggi la Regione, per effetto della chiusura delle sale operatorie, dichiara una disponibilità di 1.016 posti in terapia intensiva. Come si può pensare di raddoppiare i posti senza medici e infermieri. “Nonostante le gravi notizie apparse sui giornali – dichiara la consigliera di Europa Verde – è umiliante sentirsi dire dall’assessora regionale alla sanità che parlare pubblicamente di quanto accade negli ospedali di Verona, Treviso e Vicenza è un danno al lavoro di medici e infermieri. Perché sono loro stessi a chiederci di intervenire e a spronarci a fare chiarezza sulle condizioni delle terapie intensive e sul numero di posti letto realmente disponibili.

Per questo diamo loro voce nel ribadire che Zaia deve fare ciò è suo compito: preservare la sanità regionale, tutelare il lavoro dei nostri medici ed infermieri. Invocare la zona rossa serve a poco: usala la tua autonomia, Presidente! Su questo tema, ce l’hai!”

Continua Cristina Guarda: “Se anche per Zaia i numeri delle terapie intensive sono fittizi, chiarisca dove e come sono strutturati quelli che ha dichiarato lui stesso per farci rimanere in zona gialla: sono reali o in sale operatorie convertite?

L’ho chiesto con Europa Verde ancora settimane fa alla direzione sanità, senza aver risposta: oggi ripetiamo per l’ennesima volta la domanda, in un’interrogazione firmata anche dai colleghi Lorenzoni, Ostanel (VcV), Baldin (M5S) e Bigon, vicepresidente commissione sanità (PD).”

La consigliera verde conclude: “Basta continuare a scaricare le responsabilità altrove o dire che è tutta colpa degli assembramenti e quindi dei cittadini. Ha ragione quando afferma che esiste un problema ristori e le difficoltà del Governo sono evidenti, ma in tema di sanità è la regione a dover agire, e da quanto apparso sui media in questi giorni è evidente che ci troviamo in pieno caos”.

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