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Lago Film Fest di Revine Lago. il debutto della new wave del cinema veneto. Lorenzo Cassol, giovane regista di Santa Giustina presenta il suo cortometraggio L’Aurora

Svelata la selezione di film di autori veneti che debutteranno durante la prossima edizione del Lago Film Fest. Il Premio Regione Veneto sarà l’occasione per esplorare il genio di registi emergenti e non, che hanno saputo dare forma alle loro idee e storie dando voce
al territorio che li ospita e ai luoghi unici di cui è caratterizzato. Si avrà dunque l’occasione di apprezzare film dai punti di vista inaspettati, che ricercano un valore nascosto nelle ricchezze che il panorama veneto, così variegato, dinamico ed assieme immobile
nella sua sacralità senza tempo, è capace di offrire.
Si presenta così il nuovo cinema veneto e i suoi protagonisti.
Rifugi, prima fatica cinematografica della veneziana Elena Griggio in anteprima mondiale al festival di Lago. Nata come opera teatrale diventa un’opera filmica, prendendo le forme di un corto traboccante di energia. Ondina Quadri e Marcus Richter fanno da protagonisti a questo film che si affanna nella ricerca dell’assoluto tra i depositi di reti dei pescatori nel casone di Pellestrina nella laguna veneziana in cui si svolge l’azione. Nell’arco dei soli sette giorni che compongono una settimana, i cinque elementi della troupe hanno dato vita ad un’opera fluttuante e sospesa al di fuori del tempo e dello spazio.
Ossi, di Mattia Parisotto (Treviso), costituisce invece la seconda opera filmica dell’autore, che nella realizzazione della quale, dichiara in un’intervista, è stato mosso principalmente dall’istinto, esplorando e vivendo il territorio in prima persona, avendo così l’occasione di mostrare allo spettatore il Veneto da una prospettiva autentica e sostanziale.
Il regista ha deciso di attraversare le zone del territorio meno dense di popolazione, scoprendo così i segreti nascosti della natura selvaggia strappata alla laguna. Già attivo in
progetti dedicati all’arte contemporanea, con Ossi Mattia Parisotto stringe una sorta di
sodalizio con Lago Film Fest, avendo già partecipato al suo evento Pan&Vin con una sua
performance.
Salvatore Insana, video artista romano, con Olmè porta con sé lo spettatore vicino a
Cessalto. Il corto racconta, come già suggerisce il titolo, del bosco di Olmè, sopravvissuto
alla minaccia di interventi privati e che è ad oggi sotto la tutela della comunità, che vuole
preservarlo come bene comune. Questo suggestivo bosco di pianura si fa dunque
palcoscenico di un film che è reso metafora dell’anima e della speranza che ne hanno
preservato la maestosa bellezza.

Lorenzo Cassol, regista

Lorenzo Cassol (Belluno), un giovane regista di soli ventidue anni, porta invece al
festival L’Aurora, un corto che trafigge gli occhi ed il cuore di chi lo guarda con una tematica delicata e nel cui cast compare la celebre attrice veneta Margherita Mannino. Studente al centro sperimentale di Milano, Lorenzo è originario di Santa Giustina, provincia di Belluno e tramite la sua opera riesce a dare voci e volti alla sua storia, seppur difficile: il dramma di una donna che lotta con un trauma passato e presente. Il corto suggerisce un’atmosfera torbida, alla quale fa da sfondo il paesaggio montano e suggestivo di Feltre.

Il Lanificio Paoletti di Follina, in attività dal 1795, è poi protagonista di Federe, prodotto dallo stampo documentaristico di Hypercomf, un’identità di progettazione concettuale multidisciplinare, fondata nel 2017 dagli artisti Ioannis Koliopoulos e Paola Palavidi. La società ha sede in Grecia, i cui membri però hanno una tendenza al nomadismo,
travolti dalla ricerca continua di nuovi spunti e stimoli nella ricercatezza di realtà localizzate, producendo per queste progetti ed attività specifici. “Federe” è quindi frutto di una lunga ricerca in loco, che va poi ad espandersi verso l’esterno degli spazi industriali, andando a raccontare inoltre il rapporto tra i telai industriali e gli impiegati che li manovrano attraverso quell’intangibile rapporto che va a crearsi tra le macchine, i suoni e la musica dalla locale e storica Banda di Follina, originariamente formata dai primissimi dipendenti del Lanificio.
Il digital artist Igor Imhoff (foggiano ma residente a Venezia, docente di animazione
digitale all’Accademia di Belle Arti e al Master di Cinema Digitale di Ca’ Foscari di Venezia),
già finalista al festival e in giuria nel 2018, continua la sua ricerca formale e artistica con
Bleed. Il video è il risultato dell’elaborazione tra disegno e animazione tradizionale con
software di Intelligenza artificiale. Bleed è il racconto di un tempo oscillante dove le civiltà
nascono si evolvono e muoiono in un ciclo incessante. Dalle ceneri dell’ennesima caduta,
una civiltà rinasce distinguendosi con i propri simboli ed evolve fino a quando, raggiunto
l’apice, tutto crolla rivelando così i nervosismi, la violenza, il conseguente costo umano,
sociale e ambientale di una corsa dalla irrimediabile conclusione e incapace di offrire una
reale via di fuga.
Fa da degna conclusione a questa carrellata di nomi e titoli l’ultimo tra i corti che
saranno proiettati al Lago Film Fest di quest’anno nella sezione dedicata alla Regione
Veneto: Parking Paradise di Furio Ganz, un visual artist veneziano che, in collaborazione con il musicista Giacomo Mazzucato, in arte Kotzuga Yakamoto, porta al festival il cinema
autoriale dell’era moderna. Un viaggio tra i panorami urbani e le atmosfere contaminate dal
senso opprimente e costante di un disagio inesplicabile ma capace di regalare riflessi e
prospettive di un Terzo Paradiso che sembra essere dietro l’angolo. I due ragazzi veneziani
hanno già affascinato con le loro opere precedenti il filone elettronico nazionale con Slowly
Fading (Biennale Musica / Tempesta International / Sugar Music) e diversi videoclip, tra cui
la regia di “Aurora Sogna” del gruppo di rock-elettronico torinese Subsonica.

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