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domenica, Novembre 1, 2020
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Lettera aperta dei sindacati provinciali Cgil-Cisl-Uil al Signor Prefetto di Belluno, Dr. ssa Adriana Cogode

Signor Prefetto,

dobbiamo segnalarLe come nella giornata trascorsa la complessa interpretazione del DPCM del 22.03.2020 in materia di restrizione delle attività produttive, ha purtroppo generato numerose diversità operative all’interno del mondo produttivo, tanto che ora emergono contrapposizioni, sia tra aziende e aziende, che tra lavoratori e le loro rappresentanze e le aziende stesse.
Le vorremmo segnalare che la classificazioni tra aziende secondo codici ATECO, come in allegato del DPCM poco sopra citato, non permette di cogliere lo spirito dell’iniziativa del Governo, quella di sospendere le attività “produttive e commerciali”, ad eccezione di quelle ritenute “essenziali”; oggi purtroppo assistiamo ad una applicazione del Decreto stesso, solamente secondo la classificazione dei Codici ATECO delle aziende, non secondo la vera necessità del Paese, cioè quella di evitare del propagarsi del contagio COVIP 19, evitando al massimo qualsiasi forma di contatto o di vicinanza tra le persone, anche e soprattutto dentro i luoghi di lavoro.
Riconosciamo in gran parte del mondo produttivo, una consapevolezza della gravità del momento, ma allo stesso modo vediamo le scelte di alcune aziende, che si stanno nascondendo dietro il tecnicismo del codice ATECO, noncuranti delle forti preoccupazioni dei lavoratori nel subire e/o diffondere un possibile contagio. Non nascondiamo il dubbio che talune di queste scelte siano dettate da logiche di mercato, anche quando gli stessi potenziali clienti hanno scelto di chiudere le attività, proprio in ossequio ai principi del DPCM. II riferimento al settore dell’occhialeria a quanto mai chiaro, in cui il codice ATECO parla di produzioni ad use farmaceutico, anche se la totalità delle produzioni attualmente e rivolto ai settori della moda e dell’abbigliamento. Ma registriamo atteggiamenti analoghi anche in aziende del settore della Gomma-Plastica, come anche nel Metalmeccanico, aggravate in qualche caso sparuto della non chiara osservanza delle disposizioni Spisal impartite nelle giornate precedenti.
Come avrà saputo in alcuni casi i lavoratori si sono mobilitati e protestato sulla decisione della loro azienda, e le OO.SS. non escludono la possibilità di nuove proteste contro questo atteggiamento di insensibilità verso la situazione di emergenza e verso la sicurezza della salute pubblica e dei lavoratori.
Ci rivolgiamo a Lei quindi, perché sin da subito si possa rivolgere a tutto il mondo imprenditoriale, per richiamare ad interpretare concretamente il fondamento prioritario del Decreto del Presidente del Consiglio del 22.03.2020, quello di sospendere le attività produttive e commerciali per evitare il diffondersi del contagio. Lo stesso Decreto Le permette una discrezionalità su alcune tipologie di intervento, quelle sulle aziende a ciclo continuo, ora le 00. SS. chiedono alla sua sensibilità e ruolo istituzionale un intervento di sensibilizzazione per trovare anche in Provincia di Belluno una interpretazione omogenea, senza differenziazioni estreme, sui contenuti prioritari del Decreto del Presidente del Consiglio del 22.03.2020.

Le segreterie provinciali CGIL – CISL -UIL

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