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Scarzanella: “Decreto 1° maggio: giusto aiutare le imprese”

Belluno, 30/04/2026 – In un momento così delicato per l’economia, aggravato in modo pesante dalle vicende geopolitiche, salutiamo con soddisfazione, in occasione di questo 1° maggio, l’approvazione del Decreto lavoro da parte del Consiglio dei Ministri.

Il dato da cui bisogna partire è quello occupazionale. Il tasso di occupazione per il 2025 in provincia di Belluno (con riferimento alla classe di età 20-64 anni) è al 75,7% appena sotto la media europea, ma molto al di sopra di quella italiana (67,6%), in linea con le più dinamiche regioni italiane e in aumento del 3,1% nell’ultimo quinquennio, nonostante un lieve e progressivo calo dopo il picco del 2023 (76,4%).

Un quadro di sostanziale stabilità, che tuttavia – a fine 2025 – ancora non risentiva degli effetti della guerra del Golfo, che costringe le imprese a navigare a vista nella speranza che si ristabilisca presto un ordine a livello internazionale. A maggior ragione dunque bisogna difendere il sistema economico e cercare in ogni modo di salvaguardare la qualità del lavoro, aiutando gli imprenditori che vivono questa fase di grande preoccupazione per l’incertezza della situazione attuale, tra i rincari energetici e del carburante che stanno innescando aumento generale dei prezzi e il rischio di frenata dell’economia generale.
Accogliamo quindi positivamente il Decreto laddove interviene rafforzando con un miliardo aggiuntivo gli incentivi per le assunzioni di giovani e donne, perché mira a sostenere l’occupazione stabile; bene anche l’incentivo per la trasformazione dei contratti da tempo determinato a tempo indeterminato a sostegno dell’occupazione giovanile.

Rispetto alla fruizione dei benefici introdotti dalla norma, che rischiano di condizionarne l’effettivo utilizzo soprattutto per le nostre piccole imprese, auspichiamo di poter contare su misure con un orizzonte temporale più ampio per una più certa prospettiva di programmazione.

Bene anche la conferma della centralità dei contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti dalle organizzazioni datoriali e sindacali più rappresentative nella determinazione dei salari. La contrattazione collettiva di qualità rappresenta infatti un elemento di stabilità fondamentale, utile a contrastare fenomeni di dumping contrattuale e concorrenza sleale. Al contempo, riteniamo opportuno che la legge non introduca rigidità per ridurre l’autonomia negoziale nella delicata materia dei rinnovi contrattuali e dei periodi di carenza.

Claudia Scarzanella
Presidente Confartigianato Imprese Belluno