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Guardia di Finanza di Belluno: sequestro di oltre 300mila euro. Fratello e figlia dell’interdetto denunciati

Nei giorni scorsi i finanzieri del Comando Provinciale di Belluno hanno notificato l’avviso della conclusione delle indagini preliminari ad un imprenditore, tutore giudiziale di un proprio congiunto, già destinatario nel mese di dicembre 2019 di un decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Belluno, su richiesta della locale Procura della Repubblica, finalizzato alla confisca “per equivalente” di immobili e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo pari ad € 303.043,44.

Gli sviluppi delle indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Belluno e condotte dagli investigatori del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, hanno consentito di accertare che, in relazione alla tutela legale di un soggetto interdetto dal Tribunale di Belluno, il fratello, nominato tutore nel 2008, ha svolto il proprio incarico adottando, da subito, una gestione del patrimonio gravemente negligente, sfociata nell’illecita condotta penale del reato di peculato – art. 314 Codice Penale – attesa la natura pubblica della tutela e la qualità di pubblico ufficiale del tutore dell’interdetto, avvalendosi anche della cooperazione del protutore – avvocato nonché figlia del denunciato – che avrebbe anche effettuato accessi per conto del padre alla cancelleria del Tribunale agevolandone la condotta illecita.

È infatti emerso come il tutore si sia appropriato, nel corso degli anni, di ingenti somme di denaro – per centinaia di migliaia di euro – derivanti dalla mala gestione del patrimonio dell’incapace, tra cui spicca il mancato versamento della quota di legittima alla morte del padre e la vendita nel 2016 della villa di famiglia di Belluno, sottraendo ed utilizzando per fini propri le somme ottenute, senza riversare alla sorella tutelata le quote di spettanza.

La complessa attività investigativa si è sviluppata attraverso la disamina di copiosa documentazione, l’assunzione di informazioni testimoniali, la ricostruzione particolareggiata del patrimonio economico-finanziario del soggetto interdetto, nonché l’analisi approfondita dei rapporti bancari riconducibili agli indagati.

Le risorse sottratte al soggetto interdetto sono state pertanto protette con il sequestro “per equivalente”, misura cautelare che ha “congelato”, per la successiva confisca, i beni nella disponibilità del tutore denunciato, in misura proporzionata all’ammontare di quanto illecitamente sottratto.

Le attività investigative condotte dimostrano la costante azione della Guardia di Finanza nella ricerca e repressione delle più gravi condotte illecite perpetrate a danno della Pubblica Amministrazione e nell’aggressione dei patrimoni illecitamente accumulati.

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