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Manifestazione unitaria Wanbao-Acc. Rudy Roffarè a Mel: “Belluno non si arrende”

Rudy Roffarè – Segretario gen. agg. Cisl Belluno Treviso

Mel, 10 Dicembre 2019  –  “Lozza, Safilo Calalzo, Invensys, Ferroli, San Marco, Cot. Olcese, San Remo, Ceramica Dolomite, Zanussi, Lexon, Fedon, Parissenti, Gatto Astucci”.

Fa l’elenco delle crisi aziendali che in questi ultimi anni hanno colpito il Bellunese Rudy Roffarè, segretario generale aggiunto della Cisl Belluno Treviso oggi alla manifestazione unitaria Wanbao-ACC che si è tenuta a Mel.

“Amici e amiche, lavoratrici e lavoratori, Belluno non si arrende”!

“Per noi Acc sono 290 famiglie – prosegue Roffarè –  uno stabilimento strategico del freddo legato ad altre aziende. Chiediamo alla proprietà tempo per permettere di portare avanti una importante attività e non perdere altri posti di lavoro in aziende collegate.

Noi diciamo basta con acquisti selvaggi per il rapido profitto senza investimenti. Basta farci derubare della nostra storia industriale. Servono investimenti, industria 4.0, ambiente, infrastrutture

Abbiamo idee, proposte, contenuti, ma abbiamo bisogno del sostegno della politica, di investimenti pubblici, di avere una idea di futuro. E non mettere vincoli come in Comelico per i collegamenti.

Cara politica, caro governo, senza crescita e senza lavoro non c’è futuro! Calano produzione e produttività industriale, l’economia ristagna e la sfiducia cresce, le aziende rallentano
il salario è fermo e e la precarietà aumenta.
Le nostre aziende depredate e spogliate da multinazionali estere dai facili profitti. C’è una insicurezza sociale che non va bene, che diventa rabbia, che esige risposte concrete.
Le persone vogliono sicurezza sociale!

Come si fa a dire che va tutto bene? – sottolinea Roffarè –

Ci ricordiamo ancora Conte dire: “Sarà un 2019 bellissimo!” Ma dove! Ma quando! Non qui, Non ora! La politica non deve muoversi solo quando ci tocca l’emozione del momento, non viviamo solo di emozioni, ma progettiamo, anticipiamo, guardiamo lontano.

In questo Paese serve una politica seria, che sappia assumersi le proprie responsabilità, decidere senza che a pesare sia il facile consenso del giorno dopo. Meno slogan e più fatti.

Anche per questo oggi siamo qui in tanti. La legge di bilancio non ci dà le giuste risposte, non va verso una visione strategica di lungo periodo.

Come Cgil Cisl e Uil abbiamo sostenuto le nostre idee, le nostre proposte con una piattaforma, manifestato a Roma più volte senza guardare ai colori politici di questo o quel governo, ma forti delle nostre idee.

Ecco perché diamo continuità alle mobilitazioni come oggi qui:

  • oggi in Prefettura e a Roma per la crescita, investimenti. le crisi aziendali;
  • il 12 per i contratti pubblici, per la stabilizzazione del precariato nella pubblica amministrazione e per la scuola e gli insegnanti;
  • il 17 per lo stato sociale, pensioni, riforma fisco, non autosufficienza;

Non possiamo permettere che la mediocrità di questa politica e di questo gruppo dirigente porti il nostro Paese in un ulteriore periodo di stagnazione.

Non ci basta sopravvivere, galleggiare, passare la nottata: serve un colpo d’ala e rivendichiamo con orgoglio, faremo del nostro meglio affinché questo colpo d’ala ci sia davvero.

Per questo – ha detto Rudy Roffarè – non dimentichiamo la nostra piattaforma unitaria:

Per il lavoro, lo sviluppo e la crescita (crisi aziendali, formazione e politiche attive, ammortizzatori sociali, per l’apprendistato, l’alternanza, per la sicurezza sul lavoro);
investimenti e politica industriale (investimenti pubblici 6% pil, digitale 4.0, sull’ambiente e territorio a partire dal Green New Deal).
Contratti per la pubblica amministrazione: (investire nelle persone, negli insegnanti, nei medici, negli infermieri).
Per un fisco (che preveda meno tasse per i lavoratori e un aumento netto delle buste paghe (Irpef 95%), vera lotta all’evasione fiscale rafforzando gli organici di controllo,
welfare:
Per contrastare povertà, precarietà;
per pensare alle periferie, a tutte le periferie;
per una sanità accessibile a tutti e investimenti sui servizi sociali;
per una istruzione di qualità per tutti, che è centrale per questo paese;
per un patto vero tra generazioni, tra pensionati e giovani.

Noi diciamo basta alle misure spot – ha proseguito Roffarè, segretario generale aggiunto della Cisl Belluno e Treviso – ai bonus, agli sconti. Serve un piano serio, strategico, di forte impatto sociale.

Belluno non si arrende. Per questo vogliamo l’attenzione di tutta la politica!

Sostegno all’occupazione e per gli investimenti. Perché serve una politica industriale nel paese ma anche nei nostri territori: banda larga, strade, ferrovie, trasporti, scuole.

Rilancio industriale. Perché non c’è solo ACC, ma anche tante realtà bellunesi
31.000 Industria (10 Occhialeria 7 Metalmeccanica 5 Edilizia)
10.200 Commercio 8.000 Alberghi Ristorazione. 15.000 Servizi

Abbiamo messo mano ai salari per salvare le aziende. Molte aziende non hanno più la testa qui e per noi è un problema perché non riusciamo a governare i cambiamenti e gli investimenti di queste aziende.

Perché dobbiamo rilanciare l’industria:
– qui sappiamo lavorare, alta produttività, gente di montagna che lavora
– bassi conflitti sociali
– capacità organizzativa, di risolvere i problemi, siamo sempre stati eccellenza

Abbiamo bisogno di ragionare del tema della professionalità, dell’occupazione, di accompagnare, ri-motivare e formare le figure obsolete, non dobbiamo lasciare per strada nessuno.
Abbiamo bisogno di essere attrattivi e puntare sulla scuola per figure cercate, sulle competenze, sull’università.

Dobbiamo rilanciare il territorio bellunese e contrastare lo spopolamento.
Abbiamo una idea nuova di montagna basata crescita sostenibile economia circolare, turismo creativo e innovativo, manifattura ad alto valore aggiunto, la valorizzazione delle attività agro-silvo-pastorali, il recupero del patrimonio edilizio, l’incremento dell’imprenditoria femminile e giovanile.

Per tutto questo noi chiediamo risposte alla politica, al governo nazionale e regionale e ai nostri politici.

Partendo dal tema dello spopolamento, in questi mesi, come Cgil, Cisl e Uil di Belluno abbiamo chiesto di individuare insieme un piano strategico bellunese su: ambiente, turismo, sanità, scuola e lavoro/economia circolare; pensato, ideato e proposto un tavolo sulle politiche attive
pensato, ideato e proposto gli stati generali sull’occhialeria, proposto un piano socio sanitario per sanità e servizi sul territorio (spopolamento decisivo), condiviso le priorità sulle infrastrutture, a partire da: più collegamenti tra le nostre valli, ferroviari e stradali, affrontato il tema delle riorganizzazioni dei livelli istituzionali, pensato, ideato e contrattato il welfare territoriale che ci ha permesso di aiutare 200 famiglie.

Insomma, un nuovo progetto per la montagna.

Noi non ci stiamo, non ci arrendiamo. noi rilanciamo la vertenza per salvare questa azienda, questo territorio, questo Paese. Non daremo tregua a Wanbao, al governo, alle istituzioni e alla politica.

È necessario intervenire, ma non solo, vi dico che è possibile. qui abbiamo la voglia di farlo, capacita di farlo. siamo ingegnosi e siamo ispirati a risolvere situazioni intricate e complesse.
Insieme! Uniti! Sempre! Alziamo le nostre ragioni e la nostra voce. Per un futuro alla nostra gente, ai nostri anziani e ai nostri figli.

Serve un colpo d’ala! alziamo questa voce! Gridiamolo con forza: Belluno non si arrende! – ha concluso Roffarè – W il sindacato, W il lavoro, W Belluno”.

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