Ricorrono nel 2026 i 150 anni dall’istituzione del Museo Civico di Belluno, allestito nell’antica sede del Palazzo dei Giuristi, ristrutturata in seguito ai danni subiti con il terremoto del 1973. Per l’occasione, una rassegna di incontri festeggerà il lieto anniversario con approfondimenti su storia, opere e protagonisti di questo prezioso contenitore di memoria, cultura e identità della Città di Belluno.

LA STORIA
Erano passati dieci anni dall’annessione del Veneto al Regno d’Italia (1866), e per la città di Belluno dotarsi di un museo che raccogliesse le proprie memorie era in qualche modo un atto di patriottismo. Molte furono le famiglie bellunesi che contribuirono con donazioni ad alimentarne le collezioni, destinando alla pubblica fruizione quanto avevano raccolto nel corso dei decenni, spesso salvandolo dalla distruzione o sottraendolo alla dispersione nel mercato antiquariale. La quadreria del medico bellunese Antonio Giampiccoli e la collezione di bronzetti, medaglie e monete del conte Carlo Miari, entrambe donate al Comune nel 1872, sono i nuclei fondativi del museo, e tutt’oggi comprendono alcuni tra i capolavori più rappresentativi delle raccolte civiche.
Nel corso del Novecento il museo ha continuato ad acquisire, attraverso donazioni di privati cittadini e acquisti mirati, ed è divenuto un presidio per la tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico del territorio. Nello stesso tempo, ha attraversato momenti difficili: le due Guerre Mondiali, con i vandalismi e le dispersioni operati dagli occupanti, l’incendio del 1936 e il terremoto del 1937, ristrutturazioni della sede e riallestimenti delle collezioni, furti e fortunosi recuperi, tra i quali quello recentissimo della Madonna di Antonio Solario, una delle “punte di diamante” della collezione Giampiccoli. Infine, quasi un decennio fa, il trasferimento delle collezioni storico artistiche nella nuova sede di Palazzo Fulcis, che ha inaugurato un nuovo capitolo nella storia dell’istituzione.
Una storia avventurosa, che in parte è stata scritta e in parte è ancora da scrivere, e che è anche la storia della Città e di una comunità di cittadini.
IL PROGRAMMA DELLA RASSEGNA
In occasione di questo anniversario, il Museo organizza tra aprile e settembre 2026 un ciclo di conferenze che affrontano diversi temi legati alla sua nascita e alla sua storia, con l’obiettivo di avvicinare i cittadini al loro museo, perché lo conoscano e lo sentano proprio, partecipando alla sua vita e alla sua crescita.
24 aprile 2026, ore 18.00
La nascita dei musei civici nel Veneto dell’Ottocento
Gian Maria Varanini, già Università degli Studi di Verona
15 maggio 2026, ore 18.00
Osvaldo Monti e la nascita del Museo Civico di Belluno
Orietta Ceiner, Archivio Storico del Comune di Belluno
Carlo Cavalli, Museo Civico di Belluno
22 maggio 2026, ore 18.00
Sulle tracce di Bartolomeo Montagna nel Veneto
Francesca Meneghetti, Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza
Alessandro Martoni, Musei Civici di Vicenza
curatori del volume Bartolomeo Montagna. opere nel Veneto, Scripta edizioni, Verona 2025
introduce Carlo Cavalli, Museo Civico di Belluno
29 maggio 2026, ore 18.00
Antonio Solario venetus: quesiti e opere di un pittore itinerante
Emanuele Castoldi, storico dell’arte
12 giugno 2026, ore 18.00
Alle origini del museo: il collezionismo a Belluno nell’Ottocento
Aurora Frescura, storica dell’arte
15 luglio 2026, ore 18.00
Ippolito Caffi e Belluno: dalle collezioni al museo
Massimo De Grassi, Università degli Studi di Trieste
11 settembre, ore 18.00
Il museo di Belluno e le Gallerie dell’Accademia di Venezia
Silvia Salvini, Gallerie dell’Accademia di Venezia
Carlo Cavalli, Museo Civico di Belluno
18 settembre, ore 18.00
Il museo di Belluno e la tutela del patrimonio culturale del territorio
Marta Mazza, Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Padova, Treviso e Belluno
25 settembre 2026, ore 18.00
Alle origini del Museo di Belluno: l’interesse per la preistoria e la protostoria del territorio
Anna Angelini, Fondazione G. Angelini
Valentina Donadel,Musei Civici di Vicenza
