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Banche Venete. Ruzzante, Bartelle, Guarda (Coordinamento Veneto2020): “Assistenza legale ai veneti danneggiati dalle banche. Quali controlli per escludere la sussistenza di patti di quota parte?”

“Quali controlli la Giunta regionale ha attivato o intende attivare affinché, con riferimento ai contributi regionali destinati alle associazioni e ai comitati dei danneggiati dai crack bancari sia esclusa la ricorrenza di patti di quota parte anche in forma indiretta?”.

Patrizia Bartelle, consigliere regionale
Cristina Guarda, consigliere regionale

È la questione posta dai consiglieri regionali del coordinamento Veneto 2020 Piero Ruzzante (Liberi e Uguali), Patrizia Bartelle (Italia in Comune) e Cristina Guarda (Civica per il Veneto) in una Interrogazione a risposta immediata depositata oggi. “La questione sorge con la legge di stabilità regionale del 2016 – ricordano i Consiglieri – che consente di concedere contributi ad associazioni e comitati rappresentativi dei danneggiati per le attività di consulenza e assistenza legale prestate a favore dei propri rappresentati nei procedimenti di conciliazione e giudiziali, e con la DGR n. 333 del 22 marzo 2017 che declina le disposizioni attuative funzionali all’accesso al contributo in questione, il cui stanziamento, peraltro, è stato incrementato con il recente assestamento del bilancio di previsione 2019-2021”

“Sul tema dell’assistenza prestata ai cittadini coinvolti nei crack bancari è recentemente emersa la questione legata all’assistenza per l’accesso ai rimborsi del FIR (fattispecie diversa rispetto ai temi appena trattati, ma in qualche misura analoga) riguardante le proposte di assistenza avanzate da una specifica associazione che collabora con uno specifico studio legale che richiederebbe la sottoscrizione, per l’assistenza finalizzata all’accesso a detti rimborsi, di un vero e proprio patto di quota parte, cioè il 7% di quanto ricevuto.

Piero Ruzzante

La questione è delicatissima – concludono i Consiglieri – e non può non essere posta all’attenzione dell’esecutivo regionale nel momento in cui decide, con propri atti e con il denaro di tutti i veneti, di affrontare un tema che ha inciso così profondamente nel nostro tessuto economico e sociale. Il patto di quota parte, altrimenti detto ‘di quota lite’, va espunto da questa fattispecie e la Giunta ha il dovere di vigilare affinché essi siano esclusi”.

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