Come può un uomo dal fiuto politico formidabile come Matteo Salvini, che ha raccolto i cocci della Lega Nord di Bossi sprofondata al 5% di consensi e l’ha portata a una percentuale stimata di oggi che sfiora il 40% aver provocato una crisi di governo come questa, dai risvolti autolesionisti per il suo partito?
Per dare un senso all’intera vicenda occorre fare una premessa di carattere generale e un passo indietro al marzo 2019 con la visita in Italia del presidente cinese Xi Jinping.
In premessa va ricordato come i governi del nostro Paese, a seguito della sconfitta della II Guerra mondiale, siano sempre stati influenzati dagli Usa. Basti pensare che dal 1956 operava in Italia Gladio, una struttura parallela e occulta che agiva all’interno del nostro servizio segreto militare con finalità di condizionamento della vita politica del Paese e che sarebbe entrata in azione qualora, anche attraverso il voto legittimo delle urne, il Partito comunista italiano avesse effettuato il famoso “sorpasso” sulla Democrazia cristiana (1976).
Quello che è successo a marzo 2019, con la firma del memorandum d’intesa sulla Via della Seta, che stabilisce la stretta collaborazione tra Italia e Cina, equivale, visto da Washington, pressappoco all’ipotizzata minaccia dell’avanzata comunista di metà anni ’70. Ricordo che gli Usa, per questa costante sindrome comunista, dal 1965 al 1972 invasero il Vietnam con un picco di 550mila soldati.
Ripercorriamo in breve le varie tappe. L’11 marzo 2019, dieci giorni prima della firma del memorandum, il ministero dello Sviluppo economico assicura che il memorandum d’intesa tra Italia e Cina non comprende la tecnologia del 5G. Salvo smentire se stesso un mese dopo, inserendo nell’accordo la parola “telecomunicazioni”. Il sottosegretario al Mise Michele Geraci assicura di aver messo in campo gli strumenti per la sicurezza, e Di Maio dice di aver attivato già da febbraio 2019 il Centro di valutazione e certificazione nazionale (CVCN) per la verifica delle condizioni di sicurezza e dell’assenza di vulnerabilità di prodotti e di ogni altro operatore per cui sussiste un interesse nazionale. Della questione si occupa anche il Copasir, Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica con un’indagine conoscitiva sulla cybersicurezza.
In ogni caso, i colossi cinesi Huawei e Zte partecipano alle sperimentazioni del 5G a Milano e Matera-Bari e alla rete del 4G, oltre a fornire la componentistica oramai in tutta Europa.
Di più. All’inizio di aprile il ceo di Huawei Italia, Thomas Miao definisce il governo Conte “amico” al quotidiano La Stampa.
Va detto che sulla tecnologia 5G non c’è uniformità di vedute all’interno del governo gialloverde. Infatti alla fine di febbraio il deputato leghista Capitanio presente un’interrogazione sottoscritta dalle opposizioni, nella quale chiede di esercitare il golden power.*
Insomma, quello che i 5 Stelle non hanno capito era che non si chiedeva loro di rinunciare a fare affari con la Cina, seconda potenza economica al mondo. Del resto lo hanno fatto i francesi, i tedeschi, gli inglesi, i canadesi, i giapponesi e pure gli americani. Ma semplicemente di evitare di firmare quel memorandum, come non l’hanno firmato gli altri stati membri del G7. Dunque una questione di sicurezza tra Paesi membri. E’ evidente che non deve essere piaciuta alla Casa Bianca quella firma italiana sulla Via della Seta o OBOR (One Belt One Road) o BRI (Belt and Road Initiative), che oltre alle telecomunicazioni comprende un piano per strade, porti, logistica dalla Cina verso il resto del mondo.
Insomma c’è la pista dei soldi e la questione geopolitica delicata della sicurezza. Abbastanza dunque per intervenire, nel rispetto delle regole, per fermare la corsa. E chi meglio di Salvini avrebbe potuto far saltare il tavolo? Solo così si comprende la mozione di sfiducia, a sorpresa, in un caldo agosto.
Roberto De Nart
* Golden power: Al fine di salvaguardare gli assetti delle imprese operanti in ambiti ritenuti strategici e di interesse nazionale, con il decreto-legge 15 marzo 2012 n. 21 (convertito con modificazioni dalla legge n. 56 dell’11 maggio 2012), è stata disciplinata la materia dei poteri speciali esercitabili dal Governo nei settori della difesa e della sicurezza nazionale, nonché in alcuni ambiti ritenuti di rilevanza strategica nei settori dell’energia, dei trasporti, delle comunicazioni.
