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Legge 25/2014, disattese le aspettative dei bellunesi. Lotto (Pd): “La Regione Veneto senza un progetto politico per la montagna bellunese”. Bottacin (Lega): “La Provincia è stata salvata dalla Regione”

Monica Lotto

Belluno, 23 agosto 2019   «A cinque anni dall’approvazione della legge 25 del 2014, voluta da Sergio Reolon e dal Pd e votata da tutto il consiglio regionale di allora, le aspettative sono state completamente tradite e la legge mal applicata».

La segretaria provinciale del Partito democratico, Monica Lotto, interviene in occasione dell’anniversario del passaggio di una norma che doveva rappresentare la chiave di volta per il territorio bellunese.

«La provincia di Belluno ha più territorio che persone da governare e offrire servizi da noi è molto più complicato. Riconoscere la specificità di un territorio significa attuare politiche differenziate supportandole con le opportune risorse; l’autonomia permette la messa in atto di queste politiche e supporta il vivere in montagna».

La L.R. 25/2014, attribuisce alla Provincia di Belluno, in coerenza con l’art. 15 dello Statuto, forme particolari di autonomia amministrativa, regolamentare e finanziaria in ragione della propria specificità.

«Se per la Regione Veneto l’autonomia fosse un tema serio, e se avesse un progetto chiaro per lo sviluppo della provincia di Belluno avrebbe già trasferito le deleghe previste dalla L.25. In questi anni invece si sono dette molte parole, ma le scelte strategiche sono rimaste in gran parte in capo al centralismo regionale».

«Bloccare il percorso di autonomia della provincia di Belluno, chiesta in modo esplicito da centodiecimila bellunesi che hanno condiviso il referendum del 22 ottobre 2017, a causa dell’incapacità politica leghista di ottenere l’autonomia veneta rappresenta la scusa della giunta regionale di non fare nulla per il bellunese», aggiunge la segretaria. «L’applicabilità della L.25 è tutta in capo alla Regione che si dimostra sempre più autonomista a Roma e centralista a Venezia».

«Sarebbe interessante che la giunta presentasse ai bellunesi uno studio dettagliato dell’iter fin qui svolto di applicazione della legge specificando quali deleghe sono state assegnate alla provincia di Belluno e con quali risorse e quante sono invece quelle ritornate in capo alla Regione».

In questi anni, conclude la segretaria «la continua sottrazione di funzioni e competenze al bellunese sono stati il pretesto per dire che la legge 25 non è attuabile. Ma questo solo perché è evidente la volontà politica regionale di svuotare la nostra provincia».

“Mentre a Roma tratta per un governo contenutisticamente improbabile, a Belluno il PD continua a strumentalizzare la realtà con dichiarazioni vergognose”. Replica così l’assessore alla Specificità di Belluno Gianpaolo Bottacin alle odierne dichiarazioni del segretario provinciale del Pd.

“Prima – dice Bottacin – il Governo Renzi ha azzerato i fondi alle Province, anche quella di Belluno. Poi Delrio ha obbligato le Province a ridurre il personale. Alla Provincia di Belluno del trenta per cento! Poi, non ancora contenti, si è tentato di cancellarle con il referendum di Renzi. E dopo tutto questo ci tocca anche sentir pontificare”.

“Se la Provincia di Belluno è stata salvata – ricorda Bottacin – lo si deve solo e unicamente all’azione della Regione. La Regione ha infatti triplicato i fondi per la Provincia, compensando i tagli fatti dal Governo del PD. La stessa cosa ha fatto la Lombardia con la Provincia di Sondrio”.

“Diversamente in Piemonte, dove governava fino a un mese fa il PD – prosegue l’Assessore – ciò non è accaduto nei confronti della terza provincia interamente montana in regione a statuto ordinario, quella del Verbano Cusio Ossola”.

“Se il PD bellunese non lo sa – conclude Bottacin – la Provincia piemontese, a causa dei tagli, ha dichiarato il dissesto finanziario. Mentre la Provincia di Belluno ha un avanzo di amministrazione di oltre trenta milioni di euro. Non certo i conti che aveva quando veniva male amministrata dal centrosinistra.”

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