Giovedì 11 aprile ore 18.00 alla Sala Guarnieri di Pedavena si terrà la tavola rotonda dal titolo “La montagna che r-esiste”, nell’ambito del Progetto “Visioni Fuori-Luogo”, organizzato dal Liceo “G. Dal Piaz” di Feltre, col patrocinio del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca) e del MiBAC (Ministero per i Beni e le attività culturali).
Programma: “Il quadro socio demografico del Bellunese” a cura di Diego Cason; “I dati Aire 2018 sulla popolazione bellunese” a cura dell’ABM; “Una ricerca sul modello delle malghe di montagna” a cura di Simone Tormen; “Prospettive future: investire sul lavoro in montagna o emigrare?” Due testimonianze; Presentazione Progetto “Visioni Fuori-Luogo – La Montagna che R-Esiste” a cura del Laboratorio Cinematografico del Liceo G. Dal Piaz – Feltre.
L’iniziativa è realizzata con il concorso di numerosi altri enti del territorio: Provincia di Belluno, Fondazione Dolomiti Unesco, Unione Montana Feltrina. Comune di Belluno, Città di Feltre, Comune di Pedavena, Comune di Agordo, Associazione Bellunesi nel Mondo, MIM Belluno, ISBREC, CSV Belluno, ISOIPSE, Dolomiti contremporanee, Scuole in Rete, Radio ABM, Belluno radici.net e verrà replicata (con diverse testimoniane territoriali) anche venerdì 12 aprile ore 18.00 all’Aula Magna dell’Istituto Catullo di Belluno e lunedì 15 aprile ore 18 alla Sala don Tamis di Agordo.
IL QUADRO SOCIO-DEMOGRAFICO DEL BELLUNESE
a cura di Diego Cason
La situazione economica e sociale delle comunità dolomitiche Bellunesi è fortemente condizionata da una involuzione demografica grave che si manifesta con la perdita di quasi cinque mila residenti in 17 anni, con un aumento del 22% della popolazione anziana e una diminuzione del 6% della popolazione più giovane.
Il calo della popolazione e l’invecchiamento diventano più pesanti al crescere della quota. Le comunità montane sono diventate molto fragili e il loro declino produrrà problemi e costi crescenti sia ai
privati sia alla pubblica amministrazione. Dal 2000 al 2017 sono immigrati nella nostra provincia circa 12 mila stranieri, per sostituire i 5 mila attivi bellunesi che mancano e per occuparsi dei nostri
anziani. La loro presenza è modesta, meno del 5,6% dei residenti.
Mentre ci preoccupiamo della “invasione” straniera in 17 anni se ne sono andati all’estero, iscrivendosi all’AIRE, più di 600 giovani dai 19 ai 30 anni l’anno. Ai quali dobbiamo sommare almeno altri 3.000 giovani non iscritti all’AIRE. Muoversi nel mondo per fare esperienza è una cosa buona, quello che non va bene è che molti di loro non tornano più aggravando la debolezza demografica del
bellunese. Ciò che non va bene è la nostra difficoltà ad attrarre giovani di altri paesi per permettere loro di costruirsi un futuro nelle Dolomiti con il loro entusiasmo, le loro capacità e il loro lavoro per
crescere insieme a noi e per farci crescere insieme a loro.
I DATI AIRE 2018 SULLA POPOLAZIONE BELLUNESE
a cura dell’Associazione Bellunesi nel Mondo
L’Aire è l’Anagrafe degli Italiani che risiedono all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi. Osservandone le diverse componenti – motivi di iscrizione, fasce di età, Paesi di destinazione – rappresenta un indicatore che può aiutare a definire il quadro dei flussi migratori in uscita della popolazione italiana. Nell’ultimo anno i nuovi iscritti dalla provincia di Belluno sono stati 1.613. Chi è partito? Da dove? Per dove? Perché?
UNA RICERCA SUL MODELLO DELLE MALGHE IN MONTAGNA
a cura di Simone Tormen
Fino agli anni ’60 del secolo scorso l’alpeggio ha rappresentato un importante fattore nel complessivo sistema economico del Bellunese. Elemento cardine per l’intera collettività, fondato sulla
ricerca di uno speciale equilibrio tra le esigenze dell’uomo e le caratteristiche del territorio, esso si fondava sull’utilizzo delle malghe. Partendo da una ricerca effettuata nell’area
del Col Visentin, si vedranno alcuni aspetti di questa tradizionale pratica di r-esistenza in montagna.
