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Troppe sale da gioco. Monica Mazzoccoli: “4mila bellunesi dipendenti dal gioco d’azzardo”

“Stando ai dati diffusi dalla Ulss 1 Dolomiti lo scorso mese di luglio 2018, sono circa 4.000 i Bellunesi dipendenti dal gioco d’azzardo”.

Lo evidenzia Monica Mazzoccoli, presidente del Circolo Città di Belluno di Fratelli d’Italia.

“Nel 2016 sono stati “giocati” 260.321.908,37 euro in provincia, di cui quasi la metà escono dalle tasche dei bellunesi, e il rapporto tra abitanti e dipendenti dalla macchinetta è di 1 a 480.
Nel 2017 si stimava un aumento del fenomeno del 4%.

Un problema questo sentito e affrontato anche dalla Regione Veneto, che ha stanziato fondi per trovare soluzioni al problema: la ULSS 1 Dolomiti ha infatti attivato un progetto finanziato con 153 mila euro per la prevenzione, monitoraggio e sensibilizzazione della popolazione sul tema della “ludopatia”.

La ludopatia è “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo lo porterà a gravi conseguenze”.
Il rischio a cui può incorrere il ludopatico, in effetti, non è solo la perdita incontrollata delle proprie risorse economiche (e/o di quelle familiari), ma anche di mettere da parte le normali attività quotidiane, come lo studio e il lavoro, e i propri cari.

Ormai la ludopatia viene trattata alla pari di una qualsiasi forma di dipendenza, tanto che il SerD di Belluno ha in cura una settantina di soggetti per questa problematica.
Più subdola di altre forme di dipendenza, che sono ben visibili a “occhio nudo”, la ludopatia emerge solo quando il soggetto è finito sia economicamente che psicologicamente.

Monica Mazzoccoli

Ben conscia della gravità del fenomeno – sottolinea Mazzoccoli – , l’amministrazione Massaro nel marzo 2017 approvò un graditissimo regolamento in materia di “apertura nuove sale slot” fissando dei limiti soprattutto in termini di stanze sia da luoghi “sensibili” come scuole, centri ricreativi per ragazzi, chiese, ma anche e soprattutto fissando le distanze minime da sportelli bancomat preesistenti.

Citando testualmente il regolamento approvato con deliberazione comunale n. 10 il 1° marzo 2017 – Capo II – Art.6:
“non possono esser aperte sale dedicate al gioco d’azzardo o dove sono installati gioco d’azzardo leciti, a distanze inferiori a 300 mt. da sportelli bancari, postali o bancomat, né possono essere aperti sportelli o bancomat in un raggio di 300 mt. da dove già sono installati degli apparecchi di gioco a soldi”.

Molti di noi avranno certamente notato la recente apertura di una grande sala slot di noto marchio aprire proprio di fronte al Centro Commerciale Veneggia.

La domanda al nostro Sindaco sorge quindi spontanea: che cosa ne è stato di questo meraviglioso regolamento del marzo 2017, reclamizzato per giunta ampiamente da Tv locali e stampa locale?
Come mai a questa società è stato concesso il permesso per poter aprire una nuova sala slot?

Inoltre, molti ricorderanno anche alcune interviste rilasciate dal Sindaco in cui si riproponeva di attuare misure di sconto sulla Tari per tutti i titolari di bar che avessero rinunciato a tenere una macchina slot nel proprio esercizio.
Ad oggi, dopo oltre due anni, questa misura non è stata ancora attuata e gli esercenti che se ne privano, a cui va tutta la nostra stima, lo fanno solo per una forma di correttezza mentale e morale.

Dobbiamo quindi pensare che quel meraviglioso regolamento comunale del marzo 2017 fosse solo un “jolly” giocato in prossimità delle elezioni amministrative?

Restiamo in attesa di una cortese risposta dal parte del nostro Sindaco – conclude Monica Mazzoccoli –  affinché ci fornisca chiarimenti sulle vicende in merito a queste aperture, considerando che la ludopatia è un fenomeno distruttivo e in aumento, e la sua cura è un costo che grava sulla testa di noi cittadini, tutti”!

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