La maratona per l’approvazione del Progetto di legge 23, la riforma della sanità veneta, è rimandata a domani, mercoledì 19 ottobre. Secondo tutti i pronostici il giorno decisivo avrebbe dovuto essere oggi, invece i lavori sono partiti a rilento per via dei tosiani che, determinati a non darsi per vinti nonostante la resa degli alleati democratici, hanno intenzione di continuare la battaglia ostruzionistica nel tentativo di far naufragare la legge. La giunta regionale ha allora presentato due emendamenti, definiti dal capogruppo della Lega Nicola Finco due “canguretti”, che inglobano le modifiche previste dagli emendamenti di opposizione, sostituendoli e facendo così decadere i sub emendamenti presentati dalla stessa opposizione. Un modo per ridurre i tempi della discussione, insomma, permesso dall’articolo 105 del regolamento del Consiglio. Del resto, la scorsa settimana la maggioranza era stata chiara: o vi arrendete o useremo il regolamento senza pietà per arrivare prima possibile all’approvazione della legge.
Il primo dei due emendamenti presentati dalla Giunta prevede l”istituzione di un organismo di controllo che valuti gli effetti della riforma e intervenga a modificare i punti critici se necessario; il secondo raggruppa tutte le modifiche proposte dall”opposizione sul tema sociosanitario. A questi due “canguretti”, l”opposizione ha potuto presentare i subemendamenti, la cui validità deve essere confermata dagli uffici della commissione sanità.
I tempi per le verifiche sono lunghi, per questo il presidente del Consiglio Roberto Ciambetti ha preferito sospendere la seduta odierna e aggiornare i lavori a domani alle 14.30. “La giornata sarà lunga e laboriosa, vi consiglio di portarvi un cambio d’abito”, scherza Ciambetti congedando l’aula.
Canguretti o meno, quindi, la maratona sarà necessaria. Ma, con il proseguimento dei lavori in notturna, giovedì 20 ottobre i cittadini veneti si sveglieranno con una sanità riformata.
(Fat/ Dire)
