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Safilo: presentato il piano di trasformazione dello stabilimento di Longarone. Brancher (Cisl): “Accettiamo la sfida, ma l’azienda faccia gli investimenti necessari sulle risorse umane”

safilo longaroneLongarone – “Safilo sta lavorando per il rilancio su scala mondiale e l’obiettivo che si è data è ambizioso ma realizzabile con grandi sforzi. Da parte sindacale, accettiamo la sfida, consapevoli che richiederà un grande impegno da parte di tutti, sia dell’impresa che dei lavoratori. Chiediamo che vengano fatti gli investimenti necessari. Il processo di internalizzazione delle produzioni noi lo chiediamo da tempo: sulla saldatura ad esempio ci siamo sempre opposti con determinazione al completo spostamento da Longarone e oggi la ripresa occupazionale parte proprio da quello che anche su richiesta sindacale era stato mantenuto”.

Commenta così Nicola Brancher, segretario generale della Femca Cisl Belluno Treviso, il piano completo di trasformazione dello stabilimento di Longarone che il Gruppo Safilo ha presentato oggi in un incontro con le rappresentanze dei lavoratori e delle RSU.

“L’azienda merita il rilancio e il successo – dichiara Brancher -, ma ricordiamo che proprio per il fatto che si afferma che sono le persone, il capitale umano, a fare la differenza, chiediamo un preciso supporto e coinvolgimento in questo delicato momento di passaggio. Personalmente ho avuto l’impressione che l’azienda, a cominciare dall’amministratore, creda molto in questo progetto, che è un bene per tutte le persone di Safilo che in questi anni hanno dato tantissimo all’azienda in termini di impegno e dedizione ai processi in corso”.

Il progetto di trasformazione di Safilo – spiega una nota diffusa dall’azienda – è parte della strategia 2020 e prevede la progressiva inversione delle percentuali di occhiali e componenti prodotte all’interno degli stabilimenti Safilo, tra cui Longarone gioca un ruolo chiave, oltre a Santa Maria di Sala e Martignacco, e Lenti/Bergamo, con l’obiettivo di riportare la produzione dal 30% dello scorso anno al 70% entro il 2020, a fronte di un investimento che arriverà a circa 60 milioni di euro complessivamente, modernizzando gli impianti al fine di portare ad un livello ancora superiore la propria capacità di servire il mercato, migliorando il lead time di produzione, la qualità del prodotto, l’inventario e la gestione dei costi.

Attualmente a Longarone sono occupati oltre 1.300 lavoratori e lo stabilimento, principalmente dedicato alle lavorazioni del metallo, è il più grande dei quattro italiani tra Veneto, Friuli e Lombardia.

Propedeutico alla definizione del piano di trasformazione di Longarone è stato l’accordo integrativo di welfare che, siglato a febbraio 2016, riconosce a tutti i lavoratori Safilo il contributo al successo delle strategie e ai risultati aziendali, marcando un fattore chiave per il raggiungimento degli obiettivi 2020 e rendendo praticabile un percorso di modernizzazione particolarmente significativo per una azienda storica come Safilo e per tutta l’industria.

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