
Non c’è più considerazione per nient’altro che non siano gli Schèi! Lo afferma Gilberto Carlotto, del WWF Terre del Piave TV-BL gruppo AltaMarca in relazione alla realizzazione di nuovi vigneti sulla collina del San Gallo, con la sua chiesetta sulla cresta della collina di Soligo (Farra di Soligo).
Tutti questi investimenti – sottolinea il referente del WWF – beneficeranno delle sovvenzioni dell’unione europea (con le tasse pagate dagli italiani):
– senza pretendere una coltivazione biologica, come previsto dalle leggi europee e italiane
– creando vantaggi puramente economici per un ristretto gruppo di persone
– creando danni considerevoli per la salute di tutti gli abitanti e per l’ambiente
– creando anche danni per il turismo, che tanto è invocato (candidatura UNESCO)
In omaggio alla “disinformazione di massa” il dibattito locale è convogliato sull’argomento “panevin”, ultimo baluardo irremovibile e simbolo delle nostre tradizioni da difendere, facendoci dimenticare che: l’ambiente in cui viviamo è la prima vera tradizione da difendere.
Una volta messo al sicuro l’ambiente, potremo occuparci serenamente delle altre tradizioni!
Ci saranno dei sindaci avveduti che riusciranno ad invertire questa tendenza?
Invito i nostri politici a leggere cosa fa la Danimarca, uno sconosciuto paese del nord Europa.
In Italia saremo capaci di fare altrettanto?
Cosa sta facendo la Regione Veneto per noi? A chiederselo è sempre Gilberto Carlotto, del WWF Terre del Piave TV-BL gruppo AltaMarca.
Le colline trevigiane di Valdobbiadene e di Conegliano e quelle veronesi del Soave sono entrate nel Registro nazionale dei paesaggi rurali.
Le colline trevigiane del prosecco Conegliano & Valdobbiadene sono candidate a diventare patrimonio dell’umanità dell’UNESCO.
Di quali paesaggi rurali e di quale patrimonio dell’umanità stiamo parlando?
Le colline del prosecco Conegliano & Valdobbiadene sono invase, ogni anno, da centinaia di tonnellate di prodotti chimici, tossici, molto tossici, nocivi ed anche con effetti cronici per la salute umana e l’ambiente.
Contrariamente al resto d’Italia, nella Regione Veneto il consumo dei prodotti fitosanitari è in continuo aumento, come dimostrato dal Progetto FAS:

La situazione
È in atto il continuo disboscamento delle colline, anche con la modifica della loro
orografia, per far posto a nuove piantumazioni di vigneti, che verranno trattati con
centinaia di tonnellate prodotti fitosanitari ed erbicidi chimici.
Nelle pianure, i vigneti stanno sostituendosi alle originali coltivazioni di cereali e di
ortaggi, vigneti coltivati con centinaia di tonnellate di prodotti fitosanitari ed erbicidi
chimici.
Come se non bastasse, anche i luoghi turistici vengono sacrificati sull’altare del
prosecco. È in atto lo sbancamento sulla collina del “San Gallo”, della quale
ricordiamo i pubblici apprezzamenti:
1. “La splendida collina del San Gallo, con la sua chiesetta sulla cresta della
collina di Soligo, ha garantito il primo premio del concorso fotografico “La
stella di Federica”, abbinato alla grande manifestazione estiva “Calici di Stelle”
dell’Associazione Nazionale Città del Vino e del Movimento Turismo del Vino”.
(La Tribuna di Treviso)
2. La collina di “San Gallo” è anche famosa nel mondo, per il suo grande albero
di Natale luminoso, che si estende sul versante ed è visibile da molto lontano.
3. Nel sito del Comune di Farra di Soligo, il “Romitaggio di San Gallo”, risalente al
1400, è citato come un potente richiamo turistico, facente anche parte di un
percorso ciclabile per bici e mountain bike.
La missione del WWF è costruire un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura
4. Il Comune di Farra di Soligo, scrive che: …. il Colle di San Gallo è una meta suggestiva che domina l’intero territorio del Quartier del Piave e dal quale si può scorgere in lontananza anche la laguna veneta (31/01/2015)
Evidentemente, questo paesaggio era troppo bello e romantico per durare. Ecco come è diventata la meta suggestiva, decantata dal comune di Farra di Soligo!
È questo il concetto di biodiversità del nostro Presidente Luca Zaia?
Biodiversità che è reclamata nei regolamenti UE, nelle direttive UE e nelle leggi italiane che le hanno recepite, ma illustre sconosciuta nella nostra Regione.
Convertire tutta l’agricoltura alla sostenibilità: secondo la Danimarca si può fare!
http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/danimarca-obiettivo-100-bio
Il governo danese ha preparato un piano per raddoppiare entro il 2020 la superficie agricola coltivata con il metodo biologico e biodinamico. Con l’intento di convertire tutta l’agricoltura della Danimarca alla sostenibilità. Il prima possibile (Fonte LifeGate) Leggere questo articolo mette gioia! Perché? Perché significa che si può fare!
“La collaborazione tra agricoltori lungimiranti, organizzazioni e politici ha fatto della Danimarca il Paese leader nel mondo per il commercio di prodotti biologici. Dal 2007 ad oggi le esportazioni di prodotti danesi senza pesticidi è cresciuta del 200 per cento; l’8 per cento di tutti gli alimenti venduti è biologico, e quest’anno, il marchio nazionale del bio, conosciuto dal 97 per cento dei danesi, compie venticinque anni. Questa lista di primati, però, alla Danimarca non basta più: il governo ha infatti deciso di trasformare tutta l’agricoltura nazionale in biologica e sostenibile, e per farlo ha ideato un piano molto ambizioso, che prevede un investimento da oltre 53 milioni di euro, solo per il 2015″, continua a leggere…
Il ministero della Difesa ha infine dichiarato di voler convertire al bio anche gli 1,1 milioni di pasti serviti ogni anno nelle basi militari e nelle altre mense di competenza, precisando che attualmente nella parte occidentale del Paese già il 40 per cento del cibo consumato dalle forze armate proviene da coltivazioni biologiche
