
L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato il 2016 l’Anno Internazionale dei legumi per fare opera di sensibilizzazione e aumentare la consapevolezza dei molti vantaggi dei legumi, incrementarne la produzione e il commercio, e incoraggiare utilizzi nuovi e più intelligenti lungo tutta la catena alimentare.
Una dichiarazione molto importante e una grande opportunità per il nostro territorio, zona vocata per il fagiolo e in cui sono ancora coltivate decine di varietà di fagioli tipici e locali.
“Crediamo che questa dichiarazione sia un ottima occasione sia per far conoscere e apprezzare le nostre tipicità – afferma il Gruppo Coltivare condividendo – , ma anche per costruire una serie di progetti e iniziative che portino turisti e visitatori in questa nostra Terra dando loro la possibilità di unire sapori e piatti tipici con le bellezze del territorio”.
“Noi, che, da diversi anni ci dedichiamo, con crescente interesse e “scientificità”, al recupero, catalogazione, miglioramento e diffusione delle tantissime varietà di fagioli e piselli locali e riproducibili – prosegue la nota del Gruppo Coltivare condividendo – , percepiamo questa dichiarazione come un forte stimolo per avviare un serio, diffuso e partecipato progetto di ‘selezione partecipata in campo di sementi di fagioli’.
Un progetto che, attraverso la condivisione di conoscenze, saperi e buone pratiche, ha l’obiettivo di produrre ‘un seme buono’, un seme di varietà locali, sano, produttivo, più resistente e adatto ai cambiamenti climatici.
La nostra intenzione è di portare anche nel Bellunese dei progetti che hanno dato ottimi risultati altrove e che ci consentirebbero di auto produrci dei semi validi per poter coltivare al meglio le nostre varietà tipiche di fagioli locali.
Sappiamo bene che se rinunciassimo a auto produrci il seme di gialet, bonel, balla rosse e delle altre 40 varietà di fagioli locali.. perderemmo per sempre queste varietà dato che queste sementi non si trovano da acquistare presso consorzi, agricole o garden, infatti nessuna ditta sementiera li ha mai prodotti e messi in commercio. (ma sono stati coltivati e tramandati dai nostri avi)
Il progetto che abbiamo deciso di costruire sarà ovviamente aperto a tutti, singoli coltivatori, appassionati, gruppi, associazioni e prevede il monitoraggio da parte di tecnici ed esperti sia locali che stranieri.
Presenteremo a breve questo progetto, assieme ad altri che riguarderanno mais, cereali e orticola varie.
Crediamo sia molto importante costruire assieme dei percorsi di approfondimento di tecniche di riproduzione in campo di sementi di varietà anche, tipiche, locali, riproducibili sia per migliorare salubrità e produttività delle sementi stesse, ma anche di consentire ai coltivatori (aziende o appassionati che siano) di riappropriarsi delle capacità di auto produzione dei semi, indispensabile per un coltivare basato sulla biodiversità locale coltivata”.
Gruppo coltivare condividendo – www.coltivarcondividendo.blogspot.com
