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Vivaio Dolomiti all’Urbanpromo di Milano per la presentazione dell’analisi critica del sistema dei rifiuti urbani

Giovanni Campeol, il presidente di Urbit (organizzatore di Urbanpromo) Stefano Stanghellini, Simonetta Buttignon, Piero Balzan e Gianni Pastella
Giovanni Campeol, il presidente di Urbit (organizzatore di Urbanpromo) Stefano Stanghellini, Simonetta Buttignon, Piero Balzan e Gianni Pastella

L’associazione bellunese Vivaio Dolomiti è stata invitata a Urbanpromo dove ha presentato un’analisi critica del sistema di gestione dei rifiuti urbani. Urbanpromo è l’evento scientifico-culturale organizzato dall’istituto nazionale di urbanistica sulla rigenerazione urbana. Si svolge alla Triennale di Milano da 12 anni. Vivaio Dolomiti è stato tra i protagonisti dell’evento: “Smart city e rifiuti, siamo sicuri di percorrere la strada giusta?”.
A relazionare per l’associazione è stato il professor Giovanni Campeol, già docente all’università IUAV di Venezia. Sono intervenuti al colloquio, coordinato da Ennio Nonni e Gianni Biagi, anche il professor Rosario Pavia dell’università di Pescara, dirigenti di Hera e Quadrifoglio, due società che si occupano di rifiuti in Emilia Romagna, Friuli e Veneto (la prima), Toscana (la seconda).

La discussione ha toccato vari punti. Ad esempio la destinazione del rifiuto dopo la raccolta (quanti sanno realmente che fine fa, se termina all’impianto di riciclaggio o in un inceneritore?) e quali sono i rifiuti che vale la pena differenziare, in quanto non tutto può essere efficacemente riciclato. Esiste infatti una profonda differenza tra “differenziare”, attività affidata alle comunità, e “riciclare”.
Tutti i relatori hanno concordato su un fatto: la raccomandazione europea che la raccolta debba essere, oltre che differenziata, anche efficace, è incompatibile con una percentuale di differenziazione del rifiuto troppo elevata. Se si spingono all’estremo i valori di differenziazione, la raccolta diventa inefficace. Anche i modernissimi paesi del Nord Europa si sono fermati a una percentuale di differenziata tra il 55 e il 65%, perché, come dichiarato dal dirigente di Hera, più si spinge sulla differenziazione e più aumentano i costi del servizio. E’ forse opportuno, dunque, ripensare le modalità di gestione dei rifiuti in ambiti urbani grandi e piccoli, sostiene Vivaio Dolomiti. E’ stato fatto in Comuni ad alta densità turistica, come Firenze, per la quale è stata messa in atto una modalità di raccolta che rispetta l’ambiente urbano.
Le conclusioni sono state che la gestione dei rifiuti non può essere mossa da ideologia, ma dal pragmatismo, ed è necessario tenere conto della produzione di rifiuti quando si fa pianificazione urbana.
Tutti i materiali presentati nel corso del convegno saranno presto resi disponibili nel sito www.urbanpromo.it.

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