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Promuovere l’equità nel welfare sociale: convegno Cisl a Belluno. Appuntamento giovedì 23 gennaio alle 15 al Centro Giovanni XXIII

Quali interventi possono essere messi in atto dagli enti locali per ridurre gli effetti sociali ed economici causati dalla disoccupazione, dalla precarietà, dalla povertà e dal disagio? Come favorire, nell’erogazione di servizi a tariffe agevolate, le famiglie realmente in difficoltà? Sono alcune delle questioni al centro del convegno “Promuovere l’equità nel welfare locale: il nuovo Isee”, che si terrà giovedì 23 gennaio alle 15 presso il Centro Giovanni XXIII (Piazza Piloni) a Belluno. L’incontro è organizzato dalla Cisl e della Federazione Pensionati Cisl Belluno Treviso.

Anna Orsini
Anna Orsini

Il perdurare della crisi impone di rivolgere l’attenzione al tema del welfare, e, in particolare, degli interventi che a livello locale possono essere messi in atto per ridurre gli effetti del disagio. “Sono sempre più numerosi – afferma Anna Orsini, Segretario generale aggiunto della Cisl Belluno Treviso – i cittadini che si rivolgono ai Comuni in cerca di occupazione e di sostegno per far fronte ai propri bisogni e a quelli delle loro famiglie. Per contro, a fronte di queste richieste, gli enti locali vedono progressivamente ridotte le disponibilità finanziarie e vivono in una condizione d’incertezza normativa che ne condiziona l’attività e la capacità di programmazione”.

L’Isee, l’indicatore della situazione economica equivalente, è lo strumento che documenta la situazione economica del nucleo familiare quando il singolo chiede di poter accedere a prestazioni sociali agevolate. La recente revisione dell’Isee da parte del Governo offre l’occasione per ripensare una organizzazione dei servizi e degli interventi sociali, che mantenga le risorse pubbliche destinate al welfare e garantisca una universalità nell’accesso, ma operi con maggior gradualità nella compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini. Per la Cisl è anche un’opportunità per rendere l’estensione e le modalità di applicazione più omogenee possibili sul territorio e sui servizi offerti, concentrando le agevolazioni su chi ne ha davvero bisogno. “E’ necessario – sottolinea Orsini – che la cittadinanza sia adeguatamente informata delle novità introdotte, anche se queste saranno operative solo fra qualche mese. Ciò darà il tempo, anche alle amministrazioni locali, di approfondire la conoscenza del nuovo strumento, di verificare i bisogni emergenti, di fissare soglie di esenzione e livelli di compartecipazione e di valutare l’impatto sociale sul territorio”.

La parte normativa verrà affidata alla presentazione di Alessandro Geria e Lorenzo Lusignoli, del Dipartimento delle Politiche Sociali della Cisl Confederale, mentre il confronto sulle tematiche locali a Antonio Barattin, Presidente del Centro Studi Bellunese, Jacopo Massaro, Sindaco di Belluno, Mario Frasson, vicepresidente Anci Treviso, Francesco Rorato e Gianvittore Maccagnan, Segretari della FNP di Belluno Treviso. Concluderà l’incontro Pietro Cerrito, segretario confederale della Cisl.

“Da parte nostra – precisano i segretari della Federazione dei Pensionati della Cisl di Belluno Treviso Francesco Rorato e Gianvittore Maccagnan – apriremo su questi temi un confronto con gli Enti locali: siamo consapevoli della necessità di rendere il sistema di protezione sociale più sostenibile sul piano finanziario, ma vogliamo anche contribuire a migliorarne l’equità e l’adeguatezza: l’applicazione dell’Isee consente di raggiungere questi obiettivi.”

In base agli ultimi dati provinciali a disposizione (2012), l’Isee viene utilizzato in maniera crescente dai cittadini: si è registrato un aumento del 12,5% di richieste a Belluno e del 10% a Treviso. Sono infatti circa 8 mila nel Bellunese e 43 mila nella Marca trevigiana le famiglie che hanno utilizzato l’Isee per richiedere prestazioni e tariffe agevolate, per un totale di 21 mila persone per la provincia di Belluno e 135 mila per la Marca. “Fa specie – conclude Orsini – che a Belluno l’incidenza dell’Isee sulla popolazione sia solo del 10%, a fronte del circa 15% di Treviso e di una media regionale di più di 16% . Questo dato fa pensare che si debbano ampliare i servizi ai quali accedere anche attraverso le prestazioni agevolate”.

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