Dopo aver rievocato la catastrofe del Vajont riconoscendo – dopo 50 anni! – la colpevole mano dell’uomo nella gestione delle situazioni finora classificate come “tragica fatalità naturale” – , eccoci a fare i conti con il più lungo black out della nostra zona, la cui causa non può certo essere addebitata ad una nevicata, copiosa ma non certo eccezionale.
Grazie al Cielo, a differenza del Vajont, la situazione non ha comportato vittime, ma ci sono conseguenze economiche incalcolabili al momento.
Le imprese turistiche e commerciali agognavano questi giorni per raddrizzare – almeno parzialmente – un anno decisamente poco fausto. Al contrario, si trovano a gestire in perfetta solitudine una situazione da terzo mondo.

Franco Debortoli, presidente di Confcommercio Belluno: “Ho contatti con gli operatori che sono increduli non solo della durata della situazione, ma anche della mancanza più assoluta di informazioni. Valuteremo il da farsi, ma è certo che qualcuno dovrà rispondere di quanto avvenuto, senza tirare in ballo la fatalità o la neve. Qui c’è incuria, trascuratezza, mancanza di programmazione che vanifica ogni sforzo delle imprese di fare mercato.”
“Ringrazio invece quanti si stanno prodigando per fare il possibile: dai sindaci “in prima linea”, alla Protezione Civile, ai volontari. Sono l’Italia migliore, ma è una tristezza che si debba sempre e solo contare su di loro per questioni che si sarebbero potute – e dovute – evitare.
Per finire: “Avrei voluto vedere il Ministro Delrio e capire se, intrappolato in qualche località della nostra “Area Vasta” magari avrebbe cambiato idea…”
