13.9 C
Belluno
venerdì, Gennaio 22, 2021
Home Cronaca/Politica Incentivi per impianti fotovoltaici. L'onorevole De Menech presenta un'interrogazione sulla scadenza dei...

Incentivi per impianti fotovoltaici. L’onorevole De Menech presenta un’interrogazione sulla scadenza dei termini e il budget assegnato

Roger De Menech, deputato Pd
Roger De Menech, deputato Pd

Roger De Menech, Deputato Bellunese del Partito Democratico, interviene con un Interrogazione (presentata MARTEDì 23.07.2013) indirizzata al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro dello sviluppo economico, sul tema del GSE – Gestore dei servizi energetici.

Il decreto interministeriale del 5 luglio 2012 ha ridefinito gli strumenti di incentivazione della produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici (c.d. quinto conto energia), prevedendo al comma 5 che il decreto medesimo cessi di applicarsi, in ogni caso, decorsi trenta giorni solari dalla data di raggiungimento di un costo indicativo cumulato di 6,7 miliardi di euro l’anno;

Il gestore dei servizi energetici (GSE),ricorda il Deputato del partito democratico Bellunese, con lettera 6 giugno 2013, ha comunicato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas che il costo indicativo cumulato annuo degli incentivi spettanti agli impianti fotovoltaici ha effettivamente raggiunto il valore annuale di 6,7 miliardi di euro; pertanto l’Autorità ha stabilito che il trentesimo giorno solare dalla predetta data, è il 6 luglio 2013.

Tuttavia il comma 3 dell’articolo 1 del decreto interministeriale 5 luglio 2012 stabilisce che le nuove modalità di incentivazione, successive al raggiungimento del costo indicativo cumulato di 6,7 miliardi di euro l’anno, si applicano decorsi quarantacinque giorni solari dalla data di pubblicazione della deliberazione dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas;

il GSE non ha ritenuto di rispettare il dettato del citato comma 3 ed ha indicato la stessa data del 6 luglio quale termine ultimo per inviare le richieste degli incentivi statali previsti dal decreto ministeriale del 5 luglio 2012 per il quinto conto energia;

sono molte le aziende in tutta Italia – sottolinea De Menech – che avevano stipulato in tempo utile diversi contratti con i propri clienti e il termine dei trenta giorni previsto dal GSE è insufficiente all’adempimento dei contratti già chiusi a causa di un iter burocratico autorizzativo estremamente lungo e complesso basato su tempi la cui responsabilità è da attribuire al GSE, all’ENEL, all’Autorità per l’energia elettrica ed il gas e ai Ministeri competenti.

In tal modo moltissimi utenti si vedranno negati gli incentivi legati alla realizzazione degli impianti solari fotovoltaici.

De Menech conclude chiedendo se il Ministro interrogato intenda consentire l’invio delle richieste per gli incentivi statali relativi al quinto conto energia, fino al termine di legge previsto dal comma 3 dell’articolo 1 del decreto ministeriale del 5 luglio 2012 e prorogare la chiusura effettiva del quinto conto energia per un periodo utile a portare a termine le lunghe procedure burocratiche previste dalle normative vigenti.

Share
- Advertisment -

Popolari

Rete elettrica. Incontro Provincia-Terna-ministro D’Incà. Padrin: «Chiediamo a Terna di conoscere i piani relativi all’intero Bellunese»

La Provincia di Belluno ha incontrato oggi i vertici di Terna, per continuare a ragionare dei miglioramenti infrastrutturali che riguardano le reti elettriche del...

Grandi opere. Padrin: «Belluno assente ma lavoriamo affinché le Olimpiadi risolvano i nostri gap». Bond: «Ennesima dimenticanza del Bellunese»

«Non posso dire di non essere sorpreso. Ma sicuramente le strategie relative alle Olimpiadi, pur non rientrando espressamente nella lista grandi opere per il...

Belluno, record di cassa integrazione. Paglini (Cisl): “A un passo dal baratro, serve un piano territoriale per l’occupazione e il rilancio”

"Eravamo preoccupati prima di leggere i dati, ma i numeri sono numeri e non lasciano spazio a interpretazioni: Belluno è la provincia veneta che...

Recovery Fund e Piano di Ripresa. 210 miliardi della UE da spendere e rendicontare entro il 2026. L’Italia sarà in grado? Probabilmente no

Il 2020 anno nefasto causa pandemia. Risalire si può, con le risorse UE (Recovery Fund e Piano di Ripresa e Resilienza Next Generation EU),...
Share