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Cessione azionaria di Dolomiti Ambiente spa da parte della Provincia. Il commissario Vittorio Capocelli: “E’ un atto dovuto, deciso ancora con delibera del 30 giugno 2011”

Vittorio Capocelli commissario straordinario alla Provincia di Belluno
Vittorio Capocelli commissario straordinario alla Provincia di Belluno

Sulla questione della cessione delle quote azionarie della Dolomiti Ambiente spa da parte della Provincia, che ne detiene l’84,79%, interviene il Commissario straordinario Vittorio Capocelli per alcune precisazioni ed informazioni di chiarimento.

“In primo luogo – afferma il commissario prefettizio – la vendita di tale partecipazione azionaria non costituisce atto discrezionale, di tipo politico-amministrativo, ma appartiene alla categoria dei cosiddetti “atti dovuti”. In base alla vigente normativa sulle partecipazioni societarie (Art. 3, commi 27 e seguenti, della Legge n. 244/2007), infatti, mancano i presupposti che giustificano il mantenimento della partecipazione medesima”.

“La cessione della partecipazione azionaria, inoltre, – prosegue Capocelli –  non è stata decisa dal commissario straordinario, ma dal Consiglio Provinciale con deliberazione n. 23 del 30-06-2011. Pertanto, il commissario sta dando seguito ad una decisione maturata e assunta in precedenza dagli organi ordinari dell’Ente, in attuazione della normativa vigente in materia”.

C’è di più: “La fuoriuscita della Provincia dalla compagine societaria era stata già programmata sin dall’anno 2000 –  precisa Capocelli – con delibera del Consiglio provinciale n. 130/2000, in considerazione della necessità di superare la commistione di ruoli tra soggetto regolatore e soggetto gestore di una fase del ciclo integrato dei rifiuti.

D’altro canto, la vendita della partecipazione è imposta anche dalle rilevanti perdite di gestione registrate negli ultimi anni: anno 2012 perdita di Euro 600.000; anno 2011 modestissimo utile di 1.800 Euro, anno 2010 perdita di Euro 59.000.

Biodigestore a Maserot
Biodigestore a Maserot

La base d’asta corrisponde al valore risultante da apposita perizia di stima effettuata da Maurizio Interdonato, professore ordinario presso l’Università di Venezia; in relazione al valore del biodigestore, non deve confondersi il “costo di acquisto” con il “valore netto patrimoniale”; il biodigestore fu acquistato al prezzo di circa 6 milioni di euro, accendendo un mutuo di pari importo; pertanto, la Società è gravata da un debito di pari importo. Nella perizia sul valore della Società è tutto ben esplicitato.

Nel bando di gara attualmente in corso – conclude il commissario straordinario Vittorio Capocelli – la cui scadenza peraltro è stata posticipata al 2 luglio 2013, sono state recepite le indicazioni giunte al riguardo dai sindaci dei Comuni di Belluno, Feltre, Ponte nelle Alpi, Sedico, Mel e Santa Giustina (lettera del 26.09.2012), volte a salvaguardare taluni aspetti di servizio pubblico dell’attività esercitata dalla società. Il bando prevede infatti, a carico dei concorrenti, l’obbligo di presentare – oltre alla proposta economica – anche un piano industriale che illustri le proposte in termini di prospettive gestionali, investimenti e riconversione degli impianti, a tutela degli interessi pubblici della comunità provinciale”.

 

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