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Il senatore Giovanni Piccoli lascia la carica di sindaco di Sedico: “Non si sta su due sedie, ora pensiamo alle sfide del futuro”. Ora le consegne passano a Roberto Maraga

Giovanni Piccoli, senatore Pdl
Giovanni Piccoli, senatore Pdl

“Sapevo che a Roma mi attendeva un compito gravoso e per questo fin dall’inizio ho preparato la mia uscita di scena da primo cittadino. Non volevo che questa mia scelta politica e di impegno avesse ripercussioni sul Comune. Sono certo che la squadra che mi ha accompagnato fin qui continuerà a fare un ottimo lavoro dimostrando serietà e concretezza, doti che sono essenziali in ogni buona amministrazione. A Sedico e ai sedicensi devo molto, ma non si può stare seduti su più sedie contemporaneamente. Una cosa è certa: per i miei concittadini ci sarò sempre. Non avrò più la fascia tricolore, ma il mio spirito di servizio non si discute”.

A dirlo è Giovanni Piccoli, senatore del Pdl, che nelle prossime ore decadrà dalla carica di sindaco di Sedico. “Toccare ogni giorno la realtà di imprese e famiglie è un privilegio ma anche un grosso impegno che richiede tempo ed energie”.

Ai termini di regolamento si tratta di una “decadenza” per motivi di incompatibilità, né di dimissioni, né tantomeno di sfiducia. “E’ un processo che ho voluto per dare continuità al Consiglio comunale e all’attività amministrativa”, sottolinea Piccoli.

Piccoli guarda alle cose fatte in nove anni di amministrazione, dal centro per gli anziani alla creazione dell’asilo nido con Luxottica, passando per gli oltre 15 interventi di risparmio energetico, il miglioramento delle scuole e la battaglia per l’allargamento del ponte di Bribano, opera-simbolo della peggiore burocrazia: “La storia del ponte di Bribano mi ha insegnato che un sindaco non può mai mollare la presa e difendere il proprio territorio con le unghie e con i denti.

In tutta questa vicenda continuerò a fare la mia parte anche se nelle vesti di parlamentare. Il ponte di Bribano è la cartina di tornasole di quello che non va in Italia e la prova di quanto lo strapotere della burocrazia possa fare danni enormi”.

“Sono convinto che Roberto Maraga e gli assessori sapranno fare un ottimo lavoro da qui al prossimo anno”, prosegue Piccoli. “A loro toccherà il compito di consolidare quanto fatto e di affrontare le nuove sfide. Una cosa è certa: Sedico, così come tutti i comuni, dovrà adattarsi a una realtà in rapido movimento.

Il futuro impone agli amministratori locali di ragionare in termini sinergici. Anche per Sedico, che pure è uno dei comuni più popolosi della provincia, si dovranno studiare nuove forme di collaborazione con le realtà della Valbelluna, dall’esercizio associato delle funzioni – già prevista dalla legge – a vere e proprie fusioni, che allo stato attuale non sono affatto operazioni fantascientifiche”.

“Dispiace solo aver assistito anche in tempi recenti ai giochetti demagogici di una parte della minoranza che ha strumentalizzato il tema del servizio idrico, confondendo il Consorzio Bim Piave che presiedo con altre società che hanno un loro percorso indipendente. Ma la polemica non mi interessa”.

“Sedico è un comune cresciuto molto in questi anni grazie soprattutto a un variegato mondo associativo, fondato prevalentemente sul volontariato. Lo spirito di “comunità” è ancora ben sviluppato. Sedico ha saputo accogliere persone provenienti dalle realtà più disparate, ha un tessuto economico e sociale ancora solido ”, conclude Piccoli.

“Tocca all’amministrazione e a tutti i livelli istituzionali preservare questo patrimonio, utile per il progresso dell’intero territorio provinciale”.

 

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