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martedì, Marzo 9, 2021
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Bard e autonomia * di Silvano Martini

Silvano Martini
Silvano Martini

Il movimento BARD – Belluno Autonoma Regione Dolomiti gode di un buon seguito in provincia di Belluno e da quando la Provincia di Belluno è commissariata è diventato un punto di riferimento per tutto il territorio.

Un mese fa il BARD è stato motore di una manifestazione che ha coinvolto migliaia di persone alla quale ha partecipato anche il Vescovo di Belluno-Feltre Mons. Andrich a significare l’eccezionalità del momento storico che stiamo vivendo.

Il BARD incontra e colloquia con tutte le forza politiche della provincia di Belluno, quelle nazionali per segnalare la particolare situazione bellunese con un ente che potrebbe rimanere commissario per quasi tre anni senza che ricorrano i presupposti stabiliti dalla legge che giustifichi il commissariamento. Una situazione che non si é verificata nemmeno durante il ventennio. Molte sono le questioni di cui ci stiamo occupando e il tempo ed i mezzi che abbiamo a disposizione sono quelli di un movimento di volontari. Siamo orgogliosi di quello che siamo riusciti a fare finora e contiamo di fare di più e meglio in futuro.

L’autonomia del territorio bellunese Dolomitico è una conquista improcrastinabile e del resto é previsto al comma 5 dell’articolo 15 dello statuto del Veneto che alla Provincia di Belluno, in ragione della sua specificità, vengano attribuite sei funzioni fondamentali con relativo trasferimento dei mezzi economici necessari per amministrarle. Ovvio che solo ad un ente di primo grado con rappresentanti eletti dai cittadini può essere affidato il compito di amministrare con efficacia il territorio bellunese.

La Provincia di Belluno, come é stato riconosciuto anche dal Governo nel decreto di riordino delle province, poi non convertito in legge, merita di essere conservata quale ente territoriale adeguato alle necessità particolari del suo territorio interamente montano.

Noi aggiungiamo che, otre ad essere inserita nella conferenza delle Alpi e ad avere una minoranza linguistica ladina di 46000 cittadini, la provincia di Belluno si trova compressa tra due regioni a statuto speciale che costituiscono formidabili concorrenti con i quali è impossibile competere se non riequilibrando almeno in parte il trattamento tra territori che presentano, soprattutto quelli di Trento e Bolzano, caratteristiche analoghe.

Per questo da due anni i cittadini della Provincia di Belluno-Dolomiti chiedono attenzione anche per mezzo di decine di referendum per il trasferimento ad altra realtà amministrativa del proprio paese. Un gesto, questo, che non vuole significare la volontà di disgregare il territorio ma che deve essere interpretato per quello che é, il grido di dolore di un territorio che non vuole morire.

 

Silvano Martini – Vicepresidente BARD

 

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