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La carica degli indipendentisti di ritorno (Lega) e degli irriducibili (Pab). Il 28 novembre il consiglio regionale discuterà sul referendum per l’indipendenza del Veneto

Dopo essere andati a braccetto di “Roma ladrona” per un ventennio, ora che il vento ha cambiato direzione la Lega Nord va a rispolverare le velleità indipendentiste dimenticate in soffitta.

Diego Vello

“Siamo di fronte ad un evento storico – scrive in una nota il segretario provinciale Diego Vello – il 28 Novembre il Consiglio Regionale del Veneto discuterà in convocazione straordinaria l’ipotesi di un referendum per l’indipendenza del Veneto un evento che non si discosta da quanto sta già accadendo in Scozia e nella regione Catalana. Il Veneto è un Stato! – statuisce Vello – Almeno in termini numerici, la forza della nostra Regione vale quanto quella della Repubblica Ceca, è appena sotto i prodotti interni lordi dei paese arabi di Qatar e Kuwait senza contare che questi ultimi hanno avuto un balzo passando da un Pil di 40 miliardi di dollari a 170 miliardi in meno di dieci anni, cosa ben diversa per il nostro Veneto che vive in una fase di stagnazione causata principalmente dal fattore Italia. – prosegue Vello – Un Paese quello Italiano che negli ultmi anni ha saputo solamente tassare a portare alla fame imprese e famiglie. E’ assurdo -conclude Vello – che in una regione come il Veneto, potenza economica, che secondo i dati della CGIA di Mestre sarebbe il 40° Stato del mondo se fosse uno Stato, vivano famiglie ridotte alla fame e imprese costrette a chiudere per troppe tasse”.

Paolo Bampo

In tema di indipendentismo, interviene anche Paolo Bampo, che ha da sempre sostenuto con coerenza questo ideale. “Il PAB – scrive Bampo – in previsione del convegno indetto per le 9.30 di domenica prossima al Centro congressi di piazza Piloni, in un appuntamento a Treviso una decina di giorni orsono, aveva presentato ai vertici del movimento Indipendenza Veneta (il pres. Avv. Luca Azzano Cantarutti, il tesoriere Cristiano Zanin ed il rappresentante bellunese Paolo Tomè. Il Movimento con sigla I.V., quello che ha presentato a Zaia le 20.000 firme per l’istanza referendaria che sarà discussa dal consiglio straordinario del Veneto indetto per il 28 novembre e che probabilmente sarà presieduto proprio dal vice pres. Matteo Toscani) una bozza di piattaforma progettuale, su cui eventualmente allargare ad una collaborazione tra PAB ed il loro movimento che andasse oltre l’organizzazione del convegno di cui sopra. Ebbene – osserva Paolo bampo – per la prima volta dalla pianura un soggetto politico (che nel giro di pochi mesi diventerà il primo partito del Veneto) riconosca e faccia proprie le nostre istanze. Con queste premesse – conclude Bampo – il campo viene sgomberato da qualsiasi altra proposta per la Regione Dolomiti. Essa ci sarà, sarà Autonoma, sarà a Statuto Speciale…sarà nel Veneto indipendente!”

Ecco il documento del PAB

IMPEGNO DEL PARTITO: “INDIPENDENZA VENETA” verso i bellunesi

PREMESSA:

All’interno della struttura istituzionale dello stato federale del Veneto indipendente sarà riconosciuto assetto di autonomia a statuto speciale alla REGIONE DOLOMITI” (di seguito denominata con l’acronimo RD), che sarà individuata in quella che oggi 25 novembre 2012 è politicamente e geograficamente la provincia di Belluno. (così si offre ai bellunesi la possibilità di essere “come” Tn e BZ ma senza dover andare “con” TN e BZ e si può sperare di bloccare gli esodi in corso)

Prerogative della REGIONE DOLOMITI

-In base allo statuto di autonomia speciale ed all’ interno dell’impianto costituzionale e giuridico dello Stato veneto, la RD potrà legiferare e regolamentare autonomamente su politica, economia, fisco, disciplina elettorale, nonché sulla gestione amministrativa del proprio

territorio.

-Sarà data facoltà alla RD di suddividere la propria area geografica nella forma istituzionale

ritenuta più idonea (comuni, province, ambiti e comprensori), fermo restando che la medesima RD dovrà garantire alle popolazioni ed ai territori, riconducibili storicamente, culturalmente e socialmente all’origine, identità e lingua ladina, una propria dignità politico-geografica di provincia.

-A tale provincia della Ladinia aderiranno da subito o nel tempo i comuni che, attraverso

referendum popolare avranno optato in tal senso , nel rispetto delle sunnominate

prerogative linguistiche, storiche, sociali, culturali.

-Alla provincia Ladina sarà riconosciuto anche il diritto all’uso del bilinguismo (proposta innovativa perché sinora nessuno la ha azzardata) e sarà garantita alle popolazioni ladine, indipendentemente dal parametro numerico la rappresentanza nelle istituzioni e negli enti della RD.

-Una norma transitoria indicherà inizialmente quali saranno altresì i primi comuni che apparterranno (salvo rinuncia) alla “Ladinia” .

-In tutta la RD il Veneto indipendente riconoscerà legalmente anche gli istituti regolieri (diffusi in tutta la parte alta della provincia da nord a sud) ed i comitati per gli usi civici già costituiti ed i costituendi, secondo l’assetto normativo già previsto dallo Stato Italiano.

-All’interno del proprio governo nazionale lo stato indipendente del Veneto, garantirà alla RD un dicastero per le politiche montane (ed altre eventuali deleghe) assegnato ad un membro originario del territorio . (In questa legislatura, per la 1° volta non c’è stato un assessore bellunese in giunta regionale e ciò ha molto irritato i bellunesi)

I garanti

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