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lunedì, Ottobre 26, 2020
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Il Pab chiama don Floriano Pellegrini nel comitato per il nascente Partito bellunese

“Don F. Pellegrini sia il “primus inter pares” all’interno del comitato per la costituzione del Partito Bellunese, unica maniera per concretizzare in strumento operativo quell’unione di bellunesi che egli invoca”.

Paolo Bampo

Lo dichiara Paolo Bampo, leader del Pab che invita pubblicamente il presule a partecipare all’assemblea popolare del 25 novembre.   

“Concordando pienamente con le proposte da lui avanzate, circa salvaguardia ed autonomia della provincia, nonché costituzione di una regione dolomitica tutta bellunese – prosegue Bampo –  ma reduce da molti, troppi anni di vane battaglie e cocenti delusioni causate dal dover affrontare il muro della partitocrazia nazionale con armi impari, sono giunto insieme agli amici del PAB alla conclusione che solamente un Partito Bellunese sia la risposta al centralismo e risulti quindi il modo giusto per “portare a casa” i risultati attesi da molti nostri conterranei.

A Belluno la diversità progettuale dei diversi movimenti locali, il frazionamento politico dei pochi elettori bellunesi, la strumentalizzazione dei partiti nazionali che hanno finto di sposare le tesi autonomiste per tenerci buoni, concedendo al massimo un piatto di lenticchie, ma spesso anche il personalismo di molti esponenti politici nostrani, hanno portato sempre all’insuccesso di ogni iniziativa.

A Bolzano, a prescindere dai diritti previsti dal trattato internazionale Gruber- De Gasperi, territorio e popolo alto atesino vedono assolte le proprie aspettative grazie ad un partito territoriale (SVP) che non deve rispettare ordini ed obblighi di una segreteria romana o milanese, ma che deve rispondere solo al proprio territorio ed alla propria gente. Se Roma, infatti, può dire di no a Berlusconi, Casini, Bersani e altri che rappresentano unicamente interessi di bottega, non può invece dire di no ad un intero popolo che, compattato dietro un’unica sigla di partito, reclama i propri diritti,.

È per la motivazione di cui sopra che, pertanto, siamo giunti alla determinazione che, anche a Belluno, sia indispensabile e non più procrastinabile la creazione di una sorta di “Volkspartei de Belun”, un Partito Bellunese, cioè, che rappresenti genti e territorialità nostrane e non ideologie delle variegate segreterie politiche.

Con tale convinzione ed augurandoci che egli condivida i suddetti esposti – conclude Paolo Bampo – si chiede pertanto pubblicamente ed ufficialmente a don Floriano Pellegrini di voler trasformare in atti concreti le proprie idee e di rappresentare l’elemento “super partes” all’interno di quel comitato, votato alla costruzione del futuro partito nostrano, che dovrà portare una proposta di statuto all’ assemblea popolare costituente fissata per il 25 novembre prossimo”.

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