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lunedì, Aprile 22, 2024
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Aumentano le diagnosi di celiachia ma la Regione diminuisce i fondi

La giunta regionale ha definito nuove modalità di dispensazione con onere a carico del Servizio sanitario di prodotti dietetici senza glutine a favore di persone con  celiachia. In particolare i tetti mensili vengono diminuiti con decorrenza 1 gennaio 2013. Leggendo la delibera  regionale si evince che il cambiamento è dovuto al fatto che essendoci stato nel 2011 un incremento notevole nel numero dei celiaci non esistono pari risorse dedicate al finanziamento delle prestazioni secondo il criterio di dispensazione attuale. Da qui il paradosso: più diagnosi di celiachia, meno soldi per dispensare gli alimenti. E ad aver la peggio sono le donne, essendo in numero maggiore rispetto agli uomini.  Molte le lamentele da parte dei celiaci:
– Perché nella fase di analisi dell’incremento di malattia, non si è subito pensato a come farvi fronte, e si è preferito invece decidere a priori che non andavano stanziati ulteriori soldi oltre l’attuale fondo?
– Perché una distinzione tra uomo e donna nel limite max di erogabilità dei prodotti? Il calcolo fatto deriva solo dal fatto che le donne celiache sono in percentuale maggiore agli uomini celiaci?
– In base a quale criterio il dietista stabilirà il regime calorico di ciascun celiaco?
– Nella delibera  regionale si legge che il celiaco deve fare in modo di includere nella sua dieta cereali naturalmente privi di glutine, e non concentrare la sua dieta esclusivamente sui prodotti dietetici erogati dal ministero. Ma conosciamo questi cereali alternativi? siamo in grado di cucinarli? Chi ci dà queste informazioni?
– Se il dietista stabilirà un tetto mensile inferiore al massimo concesso, riusciremo ad avere i prodotti per un mese solo col buono o saremo costretti ad aprire il portafoglio per poter mangiare?
– Il consumo di prodotti dietetici senza glutine, quali pane e sostituti, merendine e biscotti, piatti pronti surgelati, deriva molto spesso dal fatto che la cucina senza glutine non è del tutto facile, bisogna sperimentare prima di riuscire a preparare un buon pane o un buon dolce. Molti poi non hanno il tempo pratico per dedicarsi alla cucina e questo sappiamo è un problema comune a tutti, non solo dei celiaci;
– Un altro punto da non sottovalutare è il costo dei prodotti dietetici, che è molto elevato. Come afferma la titolare del negozio di Limana: “questo è il punto focale del problema. Abbassare i prezzi lo si dovrebbe fare a monte: lo dovrebbero fare direttamente le aziende produttrici. Ovvero, il Ministero stesso, che gestisce la lista dei prodotti erogabili dovrebbe stabilire delle regole nella fissazione dei prezzi, da far rispettare poi alle aziende produttrici. Ecco allora che acquistando i prodotti ad un prezzo inferiore anche i prezzi di vendita al pubblico cambierebbe di molto. Quello che assicura comunque l’esercente è che già dall’autunno ci saranno parecchi prodotti in negozio scontati del 50% oltre alle promozioni e alle offerte già presenti periodicamente. L’impegno sarà anche quello di fornire gli strumenti per avvicinarsi ad una dieta sana, rivolta a tutti, celiaci e non celiaci: incontri con nutrizionisti esperti e partecipazione a corsi di cucina.  Si potrà così imparare che mangiare senza glutine significa anche usare nelle ricette materie prime naturalmente prive di glutine, quali amaranto, miglio, quinoa, grano saraceno, riso, mais, cereali che forniscono principi nutritivi importanti, non presenti in una dieta costituita da solo frumento. Si auspica che oltre ai tagli si pensi anche ad una concreta soluzione perché i prezzi dei prodotti dietetici senza glutine vengano ridotti. Un impegno in questo da parte dell’Associazione Italiana Celiachia, delle aziende sanitarie locali e della regione stessa si rivelerebbe fondamentale”.

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