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venerdì, Ottobre 30, 2020
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Bilancio preventivo. Il capogruppo di In Movimento Tomaso Zampieri replica alle accuse della minoranza

 

Tomaso Zampieri

“I tempi di consegna della documentazione ai consiglieri sono disciplinati dai regolamenti comunali e questi sono stati rispettati”.   Il capogruppo di In Movimento Tomaso Zampieri replica alle accuse della minoranza mosse verso il bilancio preventivo, che verrà votato domani in aula.

“Partiamo dai fatti: tre milioni di trasferimenti statali in meno sono un fatto, la Ser.S.A. in grave difficoltà per i tagli decisi dall’amministrazione Prade è un altro fatto, i fornitori del Comune che attendono di essere pagati dal 2010 pure. Senza il bilancio preventivo il Comune non può muoversi, agire d’urgenza è un atto di responsabilità”.

Zampieri risponde poi alle critiche sulle disposizioni contenute nel bilancio preventivo.

“Mettiamo in chiaro alcune cose: abbiamo scelto di non tagliare i servizi, abbiamo scelto di reintegrare gli stanziamenti a Ser.S.A., abbiamo scelto di non aumentare nessuna tariffa”.

“Chi sostiene che il bilancio preventivo del Comune colpisce i pensionati, i disoccupati o i disabili non ha letto bene il documento e non tiene conto delle norme che lo disciplinano”continua Zampieri.

“L’idea di rendere progressiva l’addizionale comunale applicando aliquote crescenti agli scaglioni di reddito proposti da chi muove questa critica, non è perseguibile perché ipotizzare scaglioni diversi da quelli che tramite la norma nazionale assicurano la progressività dell’irpef, esporrebbe il Comune al rischio di contestazioni di legittimità.”

“Quanto all’Imu sulle abitazioni di anziani o disabili ricoverati in modo permanente in istituti di cura, – continua Zampieri – è bene ricordare che il Governo ha disposto che l’abitazione di questi è considerata e paga come “seconda casa” e al Comune è stata data solo la possibilità di assimilarla alla “prima casa”, così come era previsto per l’Ici; questo è stato fatto dalla giunta Massaro e così l’anziano o il disabile pagherà l’aliquota agevolata e godrà della detrazione.

E ancora; l’intervento sulla disciplina dell’Imu che deve prevedere la detraibilità per il figlio disabile ultra 26enne non è previsto tra le facoltà che la normativa istitutiva dell’Imu affida ai comuni; questa modifica, va fatta in altro modo, non con la delibera Imu, è sarà fatta in atto sperato.”

“In trenta giorni abbiamo rimesso in moto l’attività essenziale dell’ente che risultava gravemente compromessa, questo senza gravare sulle famiglie; abbiamo stimato che l’uno per mille in più sulla prima casa può portare un aggravio massimo per una famiglia di due persone, che dunque non gode della detrazione per figli, di circa 60 euro.”. Infine, diversamente da quanto sostengono le opposizioni, abbiamo predisposto un fondo al quale attingere per sostenere le situazioni di disagio che potrebbero accentuarsi per il perdurare della crisi”.

 

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