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Società pubbliche. Lanari (5 Stelle): fermate la cessione di Dolomitibus. Trasformate le spa pubbliche in società consortili per assicurare la trasparenza e il controllo

“La delibera di alienazione della partecipazione azionaria delle quote della DolomitiBus detenute dal Comune di Belluno deve essere bloccata ed annullata”.  Lo sostiene Andrea Lanari, candidato sindaco per il movimento 5 stelle per il Comune di Belluno.

“Siamo di nuovo di fronte alla questione già affrontata nel referendum di un anno fa relativo alla ripubblicizzazione del bene comune – prosegue Lanari – . Ci sono opzioni richieste dalla maggioranza dei cittadini tramite quel referendum, che tolgono qualsiasi alibi ad azioni che mirano alla privatizzazione del bene pubblico.

L’anomalia della situazione ibrida di una gestione di tipo privatistico in società a totale capitale pubblico permette anche una minor trasparenza dei conti, le dirigenze di queste S.p.a non sono tenute ad informare nessuno al di fuori dei soci sulle modalità di gestione e sui bilanci.

Una gestione ibrida di questo tipo oltre a permettere la creazione di “poltrone per trombati” pagate con i soldi dei cittadini, sicuramente non obbliga quella trasparenza necessaria ad una gestione del bene pubblico.

Deve essere garantito l’accesso totale ed indiscriminato alle informazioni ed alle conoscenze!

L’accesso e l’assoluta disponibilità delle informazioni è una questione di importanza fondamentale. Sull’asimmetria delle informazioni e delle conoscenze si basa la gran parte del potere di delega ed il potere di mancato controllo sui servizi da parte dei cittadini.

È necessario fuoriuscire da una gestione basata sul diritto privato come è quella di una S.p.a., per passare ad una modalità gestionale di diritto pubblico. Ad esempio un’azienda speciale di tipo consortile ha una modalità di controllo sui propri atti molto più profonda di quella di una S.pa.; essa ha inoltre l’obbligo del pareggio di bilancio e non può prevedere forme di profitto né l’ingresso dei privati all’interno della gestione.

All’interno del consiglio di amministrazione delle aziende speciali costituite per amministrare un pubblico servizio, assieme alle figure tecniche competenti, ci devono essere i rappresentanti dei cittadini e delle associazioni territoriali come elemento di controllo diretto, si può poi prevedere un consiglio di sorveglianza in cui ci siano i lavoratori del sevizio, le associazioni territoriali che devono proporre, condividere e definire anche gli assetti del piano gestionale inteso in modo partecipato.

Il pareggio di bilancio assieme all’inammissibilità di ingresso dei privati, sono nodi che garantiscono l’impossibilità di speculazione privata sul bene pubblico.

L’art. 25 del decreto sulle liberalizzazioni del governo Monti prevede che anche le aziende speciali siano soggette al patto di stabilità dal 2013; è necessario che il comune assuma una posizione chiara e determinata nei confronti di questa ulteriore erosione dell’autonomia della capacità decisionale a livello territoriale sui servizi essenziali. È ormai assodato – conclude il candidato sindaco del Movimento 5 Stelle –  che quest’obbligo comporta l’impossibilità di fare nuovi investimenti per gli enti locali, questo altro non è che un metodo per aprire le porte ai privati e farli entrare nella gestione della cosa pubblica; li fanno entrare con la scusa che essi sono capaci di investire (mentre in realtà hanno solo differenti limitazioni) eludendo così una volta di più i risultati degli esiti referendari”.

 

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