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venerdì, Aprile 23, 2021
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Piano risanamento gas radon. Un disegno di legge regionale della Lega Nord anticipa la direttiva europea

Un Piano regionale che localizzi e rilevi le zone regionali a più alta concentrazione di Radon, cosicché i Comuni possano predisporre progetti di recupero grazie a finanziamenti agevolati. E, contemporaneamente, la Giunta veneta fisserà dei criteri generali con prescrizioni e raccomandazioni da osservare negli interventi edilizi di nuova edificazione. E’ quanto contenuto nel progetto di legge proposto dal presidente della Commissione ambiente Nicola Finco e sottoscritto da altri consiglieri del Gruppo leghista, che punta ad aggiornare le disposizioni regionali alla luce dei limiti imposto dalla prossima direttiva europea in materia di radioprotezione.

“In Veneto, secondo una ricerca Arpav, risultano maggiormente esposte al Radon radioattivo le aree montane del bellunese e del vicentino, e quelle collinari del Padovano e del Trevigiano – spiega Finco -. Il Radon è un gas inodore di cui spesso si sottovaluta l’impatto, ma che può avere conseguenze devastanti per la salute, come si è rilevato di recente nel caso di alcune scuole del Vicentino. Prodotto dal decadimento di Uranio e Torio, si accumula in ambienti chiusi ed è facilmente trasportato dall’aria e dall’acqua. Gli interventi di risanamento, viceversa, possono non comportare grandi costi per ottenere dei risultati importanti. E’ necessario quindi predisporre da subito un Piano regionale e uno studio accurato sulle aree geografiche maggiormente esposte, per procedere a risanarle riducendo così il rischio di neoplasie polmonari (2.900 l’anno oggi in Veneto, delle quali il radon è seconda causa dopo il fumo di sigaretta), e per aggiornare gli studi ormai decennali in materia”.

Il Piano regionale di prevenzione, secondo il progetto di legge leghista, sarà stilato da Arpav e dovrà determinare i livelli di concentrazione del gas radon nel territorio e negli edifici, delimitare le aree a rischio, predisporre criteri di recupero e risanamento e prescrizioni urbanistiche per le nuove costruzioni, individuare zone da sottoporre a monitoraggio periodico, realizzare uno studio epidemiologico da divulgare a scopo informativo sui rischi da esposizione a radon. Il progetto di legge presenta una dotazione finanziaria di 100.000 euro per ognuna delle tre annualità 2012-2014.

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