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L’Ascom preoccupata per il progetto Altanon a Feltre: “Cè la volontà di adottare una delibera in extremis”

“Alla fine del mandato, in piena zona Cesarini, il Consiglio Comunale di Feltre si troverà ad assumere una delibera forse decisiva per l’assetto futuro dell’Area Altanon. Nonostante i proclami di trasparenza, la vicenda presenta parecchi aspetti critici”. Lo sostiene L’Ascom, Associazione commercianti, che non nasconde la sua preoccupazione sulla dinamica con la quale si è svolta l’intera vicenda.

“Non si comprende infatti la scelta del procedimento adottato (l’accordo di programma secondo l’art. 32 della legge regionale 35/01), che – malgrado le rassicurazioni del sindaco Vaccari – ha portato la valutazione lontano dalla comunità locale. Non è chiaro ancora l’interesse pubblico di rilevanza regionale che ha giustificato questa scelta – prosegue la nota dell’Associazione commercianti –  e che è presupposto essenziale per intraprendere questa strada, né è stato possibile conoscerlo, visto che la competente direzione regionale non ha concesso l’accesso agli atti, tanto da rendere necessario adire al giudice amministrativo. (Solo dopo questo ricorso, un paio di giorni fa, è stato comunicata la possibilità di ottenere i documenti richiesti).

Non si comprende perciò perché in un solo colpo si dovrebbe andare a stravolgere PAT e Piano territoriale di coordinamento Provinciale per realizzare un centro commerciale di dimensioni eccezionali tale da stravolgere l’intero sistema economico commerciale feltrino.

Quello che si comprende con precisione è la volontà di adottare una delibera in extremis per tentare di superare il limite del 21 marzo, data dopo la quale il Consiglio Comunale non potrà adottare atti se non indifferibili ed urgenti.

La travagliata storia dell’Altanon (in merito alla quale pendono già diversi ricorsi) chiede a gran voce che di ciò si discuta a Feltre e non a Venezia e con la piena legittimazione derivante dalla pienezza di poteri del nuovo governo cittadino, quale che esso sia in futuro. Adottare una delibera di questo tipo ora e con questi presupposti – conclude la nota –  costituisce un’evidente forzatura che conduce direttamente verso nuove conflittualità, ricorsi, tensioni che potrebbero invece essere evitati riportando la questione nei termini corretti del dibattito con cittadini, associazioni ed organizzazioni”.

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